Franco Baresi, il peggio è passato. L'emozione per la torcia olimpica e l'ammissione: "E' stata dura"
- Postato il 7 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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L’avevamo lasciato lo scorso dicembre a San Siro quando, con un cappello bianco a coprire la testa, si era ripresentato allo stadio per assistere a Milan-Sassuolo. L’ex libero rossonero, 65 anni, a inizio agosto è stato operato per rimuovere un nodulo ai polmoni. E dopo l’intervento era uscita una nota pubblicata dal club: “Cari tifosi, voglio comunicarvi che mi ci vorrà un po’ di tempo per rimettermi in forma. Grazie al Milan e a tutti voi per il sostegno e il supporto. Con affetto, un abbraccio”. Lo abbiamo ritrovato ieri, nella notte olimpica di San Siro, a portare il fuoco nello stadio insieme a Beppe Bergomi, amico e avversario di tanti derby.
Baresi sta meglio
Una gioia anche per chi si chiedeva come stesse la leggenda milanista. Lui sa di essersela vista brutta e a la Repubblica confessa: «Sto meglio, molto meglio. Il peggio è passato, anche se è stata dura. Essere un atleta mi ha aiutato a lottare, e il mio corpo mi ha permesso di resistere. Io ho sempre lottato, in campo e fuori. Nessuno mi ha mai regalato niente»
«La cosa più difficile accettare è che tutto cambi in un istante. Nessuno lo mette in conto, prima che succeda. Nessuno è davvero pronto ad affrontarlo, però poi si deve, non c’è scelta. Ma adesso i miei polmoni funzionano di nuovo bene, e penso solo al futuro. L’accoglienza? La gente sa quello che mi è successo, e io so che la gente lo sa. Non c’è bisogno di tante parole. Il calore mi è arrivato addosso fortissimo».
L’emozione della notte olimpica
Anche per uno che di gioie sportive ne ha avute tante, vincendo tutto quello che era possibile (tranne Mondiali ed Europei) le Olimpiadi sono state un unicum emotivo nella sua vita di atleta: «I più emozionanti della mia vita sportiva: mai provata una sensazione del genere. Hai quella torcia tra le dita e sai che contiene la storia dello sport, e un po’ anche quella della civiltà umana. Un simbolo fortissimo».
La scelta del presidente del Coni
Fu il presidente del Coni a chiamarlo un mese e mezzo fa per insignirlo dell’incarico, tranquillizzandolo anche sul tragitto breve ma non gli aveva preannunciato che avrebbe fatto coppia con Bergomi, cosa che ha saputo dopo. I due hanno mantenuto il segreto.
I valori dei Giochi
«E’ stato pazzesco, mi tremavano le gambe e forse anche la mano. Lo stadio Meazza è stato la mia casa per vent’anni, e a casa ci sentiamo tutti al sicuro, stiamo tutti meglio. Mi ha emozionato entrare nello stadio, portare il fuoco lì dentro, proprio io. La torcia, cioè i valori immortali dello sport: la pace, il rispetto delle regole e dell’avversario, l’amore, la correttezza. Io ho sempre pensato che gli atleti siano la parte migliore dello sport. Il mondo cambia, i soldi lo hanno un po’ stravolto, ma il senso olimpico è immortale. Ha ragione il nostro presidente Mattarella: le Olimpiadi siano il richiamo alla pace e alla fratellanza. Perché, io lo so: tutto è così fragile, tutto dura così poco».