Gaza: rubato il diritto all'infanzia

  • Postato il 8 gennaio 2026
  • Di Focus.it
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Bambini con anni di scuola arretrati, troppo deboli per studiare se anche ne avessero di nuovo la possibilità, con lo stomaco vuoto e la convinzione che saranno uccisi "perché gazawi". Un rapporto redatto dall'Università di Cambridge analizza per la prima volta la situazione educativa dell'intero popolo palestinese dal 7 ottobre 2023, e conclude che, a Gaza, a prescindere dal cessate il fuoco, l'invasione dell'esercito israeliano ha quasi del tutto cancellato il diritto allo studio, e persino l'identità stessa, dei bambini.. Oltre a smantellare il sistema scolastico, i luoghi e la regolarità delle lezioni, le violenze, i lutti, la fame, l'assenza di sistemazioni stabili e il trauma psicologico della guerra hanno cancellato le attività considerate normali durante l'infanzia. Come il gioco: l'analisi descrive bambini esausti ai quali viene chiesto di non giocare per risparmiare energie, e la cui fiducia - nel futuro, nella pace e nel rispetto dei più basilari diritti umani - è svanita. Senza interventi urgenti a sostegno dell'infanzia, la combinazione di povertà educativa, fisica e psicologica rischia di creare, a Gaza, una "generazione perduta".. Dilemmi impossibili: istruire o sopravvivere?. Lo studio, condotto dal REAL Centre and the Centre for Lebanese Studies dell'ateneo britannico, in collaborazione con l'Unrwa, l'agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente, ha raccolto dati da fonti ONU, ong e associazioni di volontariato, da enti governativi e da semplici cittadini (insegnanti e studenti), arrivando a stimare che i bambini di Gaza hanno perso l'equivalente di 5 anni di scuola dal 2020 a oggi, a causa prima della pandemia e poi della guerra.. Se alle perdite effettive si aggiungono gli effetti, sull'apprendimento, di fame e malnutrizione acuta - 13.000 bambini a Gaza sono stati curati per malnutrizione acuta da ottobre 2025 a oggi - si calcola che, se le scuole resteranno chiuse fino a settembre 2027, molti adolescenti avranno accumulato un intero decennio di arretrati nell'istruzione rispetto ai coetanei. Il rapporto descrive minori impauriti da tutto, e genitori che si chiedono che senso abbia preoccuparsi dell'istruzione dei figli, se i piccoli sono destinati a morire di fame. Fuori dalla Striscia, in Cisgiordania e a Gerusalemme est, sgomberi, chiusure forzate delle scuole, arresti e uccisioni di studenti e insegnanti hanno provocato l'equivalente della perdita di 2,5 anni di istruzione.. Occorre supportare gli insegnanti. Insegnanti demoralizzati e privi di risorse lavorano incessantemente per garantire una parvenza di istruzione a bambini e ragazzi palestinesi, ma bisognerebbe assumerne a migliaia per sostituire quelli deceduti o sfollati o per supplire alle carenze registrate. Molti di questi educatori si impegnano giorno e notte, da due anni per assicurare una sorta di normalità nel percorso scolastico dei minori, senza un giorno di riposo e senza essere sostenuti da cibo a sufficienza.. Non possiamo più aspettare. In questo contesto, la riapertura in tempi record delle scuole e degli esami di fine anno dopo il cessate il fuoco sono da considerarsi "piccoli miracoli". Ma bisogna ricordare che la salute del sistema scolastico palestinese non può essere posposta a dopo la ricostruzione, perché è un elemento di stabilità e di pace necessario e mancante. Scrivono gli autori dello studio: «Un anno fa l'istruzione era sotto attacco, oggi le vite dei bambini sono sull'orlo di una rottura completa. I palestinesi hanno mostrato un desiderio straordinario di istruzione durante questa guerra terribile, ma la perdita di fiducia e di speranza che i giovani stanno esprimendo dovrebbero essere un enorme campanello di allarme per la comunità internazionale. Dobbiamo fare di più per supportarli. Non possiamo attendere oltre». .
Autore
Focus.it

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