Gennaro Casillo sulle orme di papà Pasquale: si è ripreso il Foggia, ma serve l’ok del Tribunale
- Postato il 15 gennaio 2026
- Di Virgilio.it
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Da Casillo a Casillo, da Pasquale a Gennaro, suo figlio. Perché i grandi amori fanno dei giri immensi e poi ritornano e quello della famiglia Casillo per il Foggia non si è mai affievolito, neppure quando la favola di “Zemanlandia” è finita, fiaccata dalle vicende giudiziarie che coinvolsero l’ex “Re del Grano”, e il rilancio avviato nel 2010, con gli stessi straordinari interpreti del miracolo rossonero (Casillo, Pavone, Zeman) terminò con la mancata iscrizione alla Serie C e la ripartenza dai dilettanti. Ieri è stata scritta una nuova pagina di storia.
- Il Foggia a Gennaro Casillo, firmato il preliminare d’acquisto
- Casillo-Foggia, un legame che dura da 40 anni
- La fine di Zemanlandia, i problemi giudiziari di Casillo
- Casillo, il ritorno nel 2010, ma qualcosa va storto
- Il Foggia torna a Casillo, ma serve l’ok del Tribunale
Il Foggia a Gennaro Casillo, firmato il preliminare d’acquisto
Il nuovo proprietario del Foggia Calcio è Gennaro Casillo, figlio di Pasquale scomparso l’8 settembre del 2020. È un facoltoso e apprezzato imprenditore attivo nel settore della frutta secca e dei cereali. Il padre è stato uno dei più importanti commercianti di cereali e prodotti derivati in Europa: arrestato il 21 aprile del 1994, fu assolto tredici anni dopo dal Tribunale di Nola, con sentenza passata in giudicato. Intanto le sue aziende, finite in mano alle curatele nominate dal Tribunale, fallivano lasciandosi dietro strascichi e disoccupati.
Ieri sera è stato firmato un preliminare di vendita, accolto tra gli applausi e dall’incoraggiamento dei tifosi rossoneri che, intanto, venuti a conoscenza dell’incontro avvenuto presso un importante studio notarile cittadino, si erano assiepati in strada per accogliere il nuovo proprietario del Foggia.
Casillo-Foggia, un legame che dura da 40 anni
Il legame tra la famiglia Casillo e il Foggia inizia nel 1986, quando la società viene acquistata dall’imprenditore vesuviano, Pasquale Casillo. Tre anni più tardi arriva la promozione in Serie B, con Caramanno allenatore e Pavone a costruire squadre con giovani rampanti e calciatori esperti in cerca di rilancio. Riportati i satanelli in cadetteria, Casillo richiama in panchina il primo allenatore avuto al Foggia: Zdenek Zeman.
Il boemo, prima esonerato e poi tornato in pompa magna dopo aver acquisito esperienza, plasma un Foggia stellare lanciando calciatori sconosciuti acquistati nelle categorie inferiori, quali Rambaudi, Signori, Franco Mancini, Baiano. Il ritorno in massima serie nel 1991, dopo 13 anni di assenza, coincide con l’arrivo a Foggia di stranieri che scriveranno pagine importanti della storia rossonera: dai russi Kolyvanov e Shalimov, al rumeno Petrescu, fino all’olandese Roy e alla meteora Medford. Ogni estate la rosa viene privata dei giocatori migliori: Signori e Rambaudi finiscono alla Lazio, Baiano alla Fiorentina, le grandi pescano a piene mani dall’organico rossonero, sempre sapientemente allestito da Pavone.
La fine di Zemanlandia, i problemi giudiziari di Casillo
Ma tutte le favole hanno una fine, quella del Foggia è tutt’altro che lieta. Dopo aver sfiorato la qualificazione UEFA nel 1993 con il nono posto finale, Zeman si trasferisce alla Lazio. Casillo, che intanto aveva lasciato la presidenza nel 1992 nominando un amministratore unico, si affida a Catuzzi, ma la squadra retrocede in Serie B, nonostante un ottimo cammino in Coppa Italia concluso in semifinale.
Seguiranno anni complicati, il Foggia sprofonderà fino in Serie C2, tornando in terza serie nel 2003 con Pasquale Marino e un giovanissimo Michele Pazienza, che poi farà carriera in Serie A. Ma nell’estate del 2004, sconquassato dai debiti, il club viene dichiarato fallito, pur mantenendo la categoria grazie al lavoro svolto da Giuseppe Coccimiglio.
Casillo, il ritorno nel 2010, ma qualcosa va storto
Il ritorno di Pasquale Casillo al Foggia si concretizza nell’estate del 2010, quando l’ex “Re del Grano” acquista la società dalla cordata di imprenditori capeggiata da Tullio Capobianco. Il “vecchio” patron, che nel calcio era tornato nel 2001 assumendo le redini dell’Avellino, riportato in Serie B, affidato a Zeman l’anno seguente e retrocesso nuovamente in Lega Pro prima di essere ceduto agli imprenditori irpini Massimo e Marco Pugliese, richiama Pavone e l’allenatore boemo, provando a ricostruire il Foggia dei miracoli attraverso la scoperta e il lancio di giovani interessanti.
L’obiettivo rimane incompiuto: dopo due mancati accessi ai playoff per la B, il club non si iscrive al campionato di Serie C e riparte dalla Serie D, tornando poi in B nel 2017 con Giovanni Stroppa in panchina (precedentemente l’aveva sfiorata De Zerbi, in finale playoff contro il Pisa di Gennaro Gattuso). Ripiombato prima in Serie C, poi di nuovo in D e nuovamente in terza serie sotto la gestione Canonico, dal maggio scorso il club vive in amministrazione giudiziaria, sotto la tutela antimafia prevista dall’articolo 34 del codice antimafia, per le pressioni di stampo mafioso ricevute da Canonico affinché vendesse la società: quattro persone sono state arrestate per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, a giorni partiranno i processi.
Il Foggia torna a Casillo, ma serve l’ok del Tribunale
E sarà proprio il Tribunale di Bari a dover dare il via libera al trasferimento del 100% delle quote in possesso dell’imprenditore barese Nicola Canonico a Gennaro Casillo e ai fratelli Antonio e Giuseppe De Vito, tutti già proprietari dell’Heraclea, ambizioso club di Candela (comune in provincia di Foggia) condotto fino in Serie D. Il Tribunale avrà 15 giorni di tempo, a partire dalla comunicazione ricevuta dall’amministratore giudiziario, Vincenzo Vito Chionna, per decidere sul passaggio di consegne e sul ritorno della famiglia Casillo a Foggia.