Genova capitale delle neuroscienze con Mnesys: 800 ricercatori per portare la ricerca ai pazienti
- Postato il 30 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Genova diventa capitale delle neuroscienze grazie al progetto Mnesys, il più grande partenariato nazionale dedicato alle neuroscienze e alla neuroriabilitazione finanziato con quasi 115 milioni dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
I risultati sono stati presentati venerdì mattina a palazzo Ducale, nel corso di un evento in cui è stata più volte sottolineata l’importanza di trasformare l’eccellenza della ricerca scientifica in cure concrete che arrivino direttamente ai pazienti. A Mnesys hanno partecipato oltre 800 ricercatori impegnati in 300 progetti di ricerca, con una produzione che ha già superato le 1500 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali.
Una rete di 90 partner per una sfida globale
Il progetto ha dimostrato la capacità dell’Italia di fare squadra. Dal nucleo originale di 25 soci fondatori, la rete si è estesa fino a coinvolgere complessivamente 90 partner tra università, ospedali, centri di ricerca e realtà private. Una sinergia che ha permesso di affrontare le malattie neurologiche e psichiatriche, una delle principali sfide sanitarie e sociali del nostro secolo, attraverso un approccio multidisciplinare che unisce biologia, tecnologia e clinica.
Bucci: “Nel dna dei liguri la capacità di unire discipline differenti”
“Un aspetto importante è la capacità insita nel dna di noi genovesi e liguri di mettere assieme discipline scientifiche differenti per avere un risultato operativo, che viene poi applicato nella qualità della vita di tutti noi – ha detto il presidente della Regione Marco Bucci – Questo progetto è un altro esempio applicato alla medicina con un risultato molto importante, ovvero trasformare la medicina curativa, la medicina reattiva in una medicina invece che diventa proattiva e personalizzata, che si fa prima di essere malati e in maniera anche differente tra persone che sono simili ma non uguali. È un valore enorme, e ci sono tantissimi esempi in questo campo su come l’amministrazione pubblica investe. Non soltanto ovviamente nella delle attività, ma soprattutto nelle infrastrutture, come per esempio il futuro ospedale degli Erzelli”.
Salis sul progetto Mnesys: “Le neuroscienze sono il futuro”
“L’università e la ricerca sono alla base di tutti i progetti culturali di questo Paese, ed è un orgoglio pensare a Genova sia capofila di questo grande progetto – ha detto la sindaca Silvia Salis – dobbiamo sviluppare una vera e propria industria dell’università, perché lo sviluppo economico di questa città passa per investimenti su una città che deve essere universitaria, anche sul fronte dei servizi universitari. Le neuroscienze sono fondamentali intanto per studiare il cervello, ma anche in un’epoca che va verso la longevità e che quindi dovrà gestire tutta una serie di patologie legate al decadimento cognitivo. Investire sulle neuroscienze p investire sul futuro, sulla salute e sull’economia”.
“Con questa giornata abbiamo voluto restituire alla cittadinanza i risultati di Mnesys, la più grande rete di ricerca nell’ambito delle neuroscienze a livello europeo – ha aggiunto Enrico Castanini, presidente Mnesys Scarl – È un risultato ottenuto grazie all’impegno del rettore e alle competenze dei nostri medici e scienziati che voglio ringraziare, che ha permesso al nostro progetto di superare competitor anche molto blasonati. Una bellissima esperienza che ha saputo mettere a frutto le eccellenze di diversi saperi, dalla medicina alla farmacologia, dall’ingegneria, alla robotica, all’informatica, e che ha saputo unire, sotto la stessa “regia”, università, centri di ricerca, fondazioni, mondo delle imprese di tutta italia. E la cosa della quale sono molto orgoglioso è che tutti hanno lavorato insieme, in armonia, per un obiettivo comune, riuscire a decifrare la macchina più complessa del corpo umano, il cervello”.
“Le competenze e la creatività tipica dei ricercatori del nostro Paese, unite da approcci interdisciplinari e alle più moderne tecnologie ha portato a risultati che avranno un significativo impatto sulla qualità delle cure che saranno erogate ai cittadini nel prossimo futuro”, è stato il commento di Federico Delfino, rettore dell’Università di Genova.
Dalla “psichiatria di precisione” alla prevenzione precoce
Dalla psichiatria di precisione alla prevenzione precoce, le ricerche presentate dalla comunità scientifica di Mnesys delineano un cambio di paradigma nella salute mentale. Gli studi più recenti mostrano come alcuni tratti del temperamento possano prevedere la risposta a farmaci innovativi contro la depressione, consentendo terapie più mirate e una gestione più efficiente delle risorse sanitarie.
Parallelamente, l’attenzione si concentra sulle origini infantili dei disturbi psichiatrici, con evidenze che collegano specifiche infezioni pediatriche a possibili anomalie cellulari in età adulta. Sul fronte delle malattie neurodegenerative, l’identificazione di nuovi biomarcatori per Alzheimer e Parkinson punta a intercettare la patologia anni prima dei sintomi. A completare il quadro, la medicina computazionale introduce il “cervello digitale”: simulazioni avanzate del sistema nervoso che permettono di prevedere l’evoluzione delle malattie e testare interventi in ambienti virtuali prima dell’applicazione clinica.