Giappone, la premier Takaichi cerca il voto bulgaro, ma alle elezioni anticipate dell’8 febbraio ci sarà un nuovo partito di opposizione

  • Postato il 23 gennaio 2026
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Le elezioni anticipate per la Camera Bassa della Dieta nipponica (la Camera dei Rappresentanti, è quella con più potere rispetto alla Camera Alta, ovvero la Camera dei Consiglieri), indette più o meno a sorpresa dalla prima ministra giapponese Takaichi Sanae, sono previste l’8 febbraio. Questa la notizia d’inizio settimana più rilevante, seguita dalla formazione di un nuovo partito di opposizione, composto da Komeito (Soka Gakkai ed ex alleato LDP) e il DCP (Partito Costituzionale Democratico) unitosi nella sigla CRA, ovvero Alleanza Riformista Centrista.

Questa nuova formazione è stata ufficialmente battezzata ieri, e si propone – con i 227 candidati che si presenteranno alle elezioni generali dell’8 febbraio – di diventare il partito più numeroso della Camera Bassa.

Quando lunedì Takaichi ha annunciato di voler dissolvere la Camera dei Rappresentanti e deciso la data delle elezioni anticipate, ha anche riconosciuto quanto questa mossa sia per lei rischiosa. Ma approfittando dell’altissimo consenso di cittadini e cittadine (il quotidiano di destra Sankei Shimbun e la TV Fuji hanno rivelato i dati di un sondaggio secondo cui gode del sostegno del 92,4% dei giovani tra i 18 e i 29 anni e dell’83,1% dei trentenni), ha ritenuto che “il gioco vale la candela” e un eventuale un successo elettorale consentirebbe alla sua coalizione di poter agire liberamente, attuando i propri obiettivi. Ovvero ciò che risulta dal manifesto messo a punto dal partito LiberalDemocratico, denominato “Rendere forte e prospero l’arcipelago giapponese”. Si basa su cinque pilastri: economia, rivitalizzazione regionale, diplomazia e sicurezza nazionale, sicurezza sociale e revisione costituzionale. Incorpora inoltre le politiche definite nell’accordo di coalizione concluso con il Nippon Ishin (Partito dell’Innovazione Giapponese) nel mese di ottobre, che ha la sua base di sostenitori a Osaka e nel Kansai.

Un inizio di 2026 bello dinamico, sebbene nuovamente instabile per la scena politica nipponica, che grazie alla sua prima premier donna (anche se storicamente il Giappone ha avuto ben otto imperatrici) esercita fin troppa irruenza e spontaneità nel portare avanti la propria linea dentro e fuori l’arcipelago. Linea che piace agli elettori ed elettrici conservatrici che sono d’accordo con l’atteggiamento assertivo verso la Cina, la quale insiste con divieti alle esportazioni e importazioni dal Giappone, restrizioni sul turismo e presenza minacciosa militare sui cieli e mare di confine.

Il successo popolare di Takaichi si è constatato sia con le immagini insieme al presidente sud coreano Lee Jae Myung, che a Nara (la città di origine della presidente del Consiglio) lo scorso 13 gennaio si dilettano nel suonare alla batteria due pezzi di successo KPop, sia con quelle che la ritraggono insieme alla presidente italiana Giorgia Meloni. Nei tre giorni in Giappone di Meloni – dal 15 al 18 gennaio – il più ampiamente seguito è stato il “SanaMelo Summit”, tra le due prime ministre molto vicine ideologicamente al presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

L’incontro del 16 ha rappresentato l’occasione per Takaichi Sanae di festeggiare il 49mo compleanno di Giorgia Meloni, con tanto di torta e accompagnamento canoro, tra sorrisi, abbracci e uno scambio culturale attraverso il pop giapponese, anime compreso, che è parso svolgere il ruolo simbolico più significativo dell’intero incontro diplomatico. Certo, nei trenta minuti di summit, le due leader hanno formalmente parlato di difesa nazionale e sicurezza, deciso di intensificare la collaborazione per costruire catene di approvvigionamento resilienti, così come hanno concordato di istituire un organismo per discutere della cooperazione nel settore spaziale. La prima ministra Takaichi ha ricordato che quest’anno ricorre il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi, e detto di cogliere l’occasione della visita di Meloni per rafforzare ulteriormente le relazioni bilaterali, al punto da elevarle a un “partenariato strategico speciale”.

Chiamandosi l’un l’altra per nome, hanno confermato che le forze di autodifesa giapponesi e l’esercito italiano condurranno addestramenti congiunti, e ricordato il progetto con la Gran Bretagna per lo sviluppo congiunto di jet da combattimento di nuova generazione. Nella conferenza stampa finale, Takaichi ha affermato: “Il contesto strategico della regione indo-pacifico sta diventando sempre più difficile, e una stretta collaborazione tra Paesi che condividono gli stessi principi è diventata più importante che mai per la pace e la prosperità”.

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