Giorno della Memoria: Chiavari porta in scena “La merce più preziosa” all’auditorium San Francesco
- Postato il 23 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Chiavari. Martedì 27 gennaio, in occasione del Giorno della Memoria, alle 21 all’Auditorium San Francesco andrà in scena “La merce più preziosa”, testo di Jean-Claude Grumberg, tradotto e riadattato dal regista Beno Mazzone, con protagonisti Alessio Barone e Silvia Trigona. L’evento rientra nel progetto Obiettivo Creatività, curato dalla compagnia Lunaria Teatro, diretta da Daniela Ardini, e sostenuto dal Comune.
I fatti raccontati da Grumberg fanno riferimento al vissuto di una famiglia francese deportata nell’inverno del 1943. La merce più preziosa è un fagottino con una bambina, lanciato dal finestrino di uno di quei treni della morte che trasportavano gli ebrei verso i campi di concentramento: l’estremo tentativo di un padre di salvare uno dei suoi due gemelli, dono prezioso della sorte, che verrà ritrovato da una misera coppia di taglialegna senza figli.
Le voci narranti – due maschili e una femminile – diventano di volta in volta i personaggi della storia. Il senso dell’opera è racchiuso nelle parole dello stesso autore: «Ecco la sola cosa che merita di esistere nelle storie come nella vita vera. L’amore, l’amore che si dà ai bambini, ai propri e a quelli degli altri».
“Celebrare il Giorno della Memoria ogni anno assume un significato sempre più profondo e, se vogliamo, più urgente. Ci troviamo in un momento storico delicatissimo: il passaggio di testimone da chi ha vissuto direttamente la Shoah alle nuove generazioni. Mentre le voci di chi ha conosciuto l’orrore si stanno spegnendo, spetta alle istituzioni e alla cittadinanza farsi memoria viva. Come amministrazione crediamo fermamente che la storia non debba essere solo una pagina di un libro, ma un’esperienza che interroga il presente. Per questo, in collaborazione con Lunaria Teatro, abbiamo scelto di proporre questo spettacolo – dichiara l’assessore alla Cultura Silvia Stanig –. Il teatro ha la capacità unica di trasformare la memoria in emozione e comprensione profonda. La merce più preziosa non è solo un racconto sulla Shoah, ma una riflessione sulla dignità umana e sulla capacità di scegliere il bene anche nelle tenebre più fitte. Invito tutta la cittadinanza a partecipare. Essere presenti non è solo un atto di omaggio alle vittime, ma un esercizio di consapevolezza necessario per proteggere la nostra libertà. La libertà non è un bene acquisito una volta per sempre né va data per scontata: è un valore fragile, da coltivare e difendere ogni giorno attraverso la conoscenza e il rifiuto dell’indifferenza. Solo comprendendo ciò che è stato possiamo assicurarci che non accada mai più”.