Gli Usa si ritirano dalla convenzione alla base degli Accordi di Parigi sul Clima. L’Ue: “Decisione deplorevole e infelice”

  • Postato il 8 gennaio 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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Gli Stati Uniti infliggono un nuovo, duro colpo all’approccio multilaterale con cui dal 1945 la comunità internazionale gestisce le principali questioni internazionali. Donald Trump ha firmato un memorandum presidenziale che sancisce il ritiro di Washington da 66 organizzazioni internazionali, di cui 35 non appartenenti al sistema delle Nazioni Unite e 31 direttamente collegate all’Onu. Molti dei bersagli sono agenzie, commissioni e comitati consultivi che si concentrano su clima, lavoro, migrazione e altre questioni che l’amministrazione Trump ha classificato come orientate alla diversità e alle iniziative “woke“. Secondo la Casa Bianca, si tratta di enti che “operano in contrasto con gli interessi nazionali degli Stati Uniti”. Il provvedimento ordina quindi alle agenzie federali di avviare le procedure per interrompere la partecipazione o il finanziamento americano.

L’elenco mostra un disimpegno trasversale, ma con una concentrazione particolarmente marcata nei settori del clima, dell’ambiente, della ricerca scientifica e della governance globale. Tra le decisioni più rilevanti figura il ritiro degli Stati Uniti dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), il trattato del 1992 che costituisce l’architrave della cooperazione climatica internazionale e a cui aderiscono praticamente tutti i Paesi del mondo. Gli Usa escono anche dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), il principale organismo scientifico incaricato di valutare le evidenze sul riscaldamento globale, nonché da numerose altre piattaforme ambientali ed energetiche, tra cui l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA) e l’International Solar Alliance.

Il segretario di Stato Marco Rubio ha difeso la scelta parlando di una necessaria revisione dell’architettura multilaterale. “Quello che era iniziato come un quadro pragmatico di organizzazioni internazionali per la pace e la cooperazione si è trasformato in una vasta architettura globale, spesso dominata da un’ideologia progressista e distaccata dagli interessi nazionali”, ha dichiarato, sottolineando la volontà dell’amministrazione Trump di riallineare la politica estera americana alle priorità interne.

Il ritiro non riguarda solo il clima. L’elenco include anche organismi impegnati nella promozione dei diritti umani, dell’uguaglianza di genere e della democrazia, come UN Women, il Fondo Onu per la democrazia e la Freedom Online Coalition, oltre a strutture dedicate alla prevenzione dei conflitti e al peacebuilding. Significativo anche il disimpegno da enti attivi nello sviluppo, nel commercio internazionale e nella gestione delle migrazioni.

Dura la reazione dell’Unione europea, in particolare sul fronte climatico. “La Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici sostiene l’azione globale per il clima. La decisione della più grande economia mondiale e del secondo maggiore emettitore di emissioni di dimettersi è deplorevole e infelice”, ha dichiarato il commissario europeo al Clima, Wopke Hoekstra. Bruxelles ha tuttavia ribadito che l’Ue continuerà “a sostenere la ricerca internazionale sul clima, a impegnarsi nella cooperazione internazionale e a perseguire il proprio programma di azione per il clima, competitività e indipendenza”.

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