Rose, crisantemi, margherite: non sono solo fiori da regalare al proprio partner, da lasciare sulla tomba di chi non c'è più o con i quali decorare il tavolo degli sposi. Al giorno d'oggi i fiori recisi adornano le nostre case anche nella quotidianità, e sono sempre più le persone che comprano mazzi di fiori per se stesse, oltre che per gli altri. Secondo un recente studio condotto su oltre 8.500 acquirenti statunitensi acquistare fiori migliora l'umore, riduce lo stress e aumenta il benessere generale. Ma il mercato dei fiori recisi ha anche i suoi lati oscuri: cerchiamo di capire meglio la questione.. Fiori e benessere. L'analisi ha individuato 13 diverse tipologie di persone che acquistano fiori recisi − da chi compra rose per San Valentino a chi regala fiori per ricorrenze, fino a chi li acquista regolarmente per decorare la propria casa.. A prescindere dai motivi dell'acquisto, chi aveva comprato fiori nell'ultimo anno dichiarava di sentirsi meglio sia a casa che al lavoro: più recente la spesa, più forte la correlazione benessere-acquisto dei fiori. «C'è un beneficio percepito nell'acquistare fiori, che sia reale o meno. Le persone sentono di ottenere qualcosa di prezioso da questa esperienza», commenta Ben Campbell, uno degli autori dello studio.. Secondo i dati analizzati dall'agenzia Stellar Market Research, il mercato europeo dei fiori recisi è in crescita: si stima che entro il 2030 raggiungerà un valore di 20,9 miliardi di dollari, contro i 14,8 miliardi del 2023, segnando una crescita annua del 4,4%.
Sale anche la vendita online (+25% annuo) e l'attenzione alla floricoltura sostenibile. Le rose sono sempre le preferite dagli acquirenti europei, seguite da crisantemi, garofani e gigli.. Un vuoto normativo da colmare. Accanto a questi aspetti positivi, il settore dei fiori recisi solleva alcune questioni regolatorie ancora poco conosciute. A differenza degli alimenti, in Europa non esistono limiti massimi di residui chimici (maximum residue levels) specifici per i fiori, che non sono destinati al consumo. Come denuncia un articolo del Guardian, però, i pesticidi rimasti sui fiori possono essere assorbiti dalla pelle o inalati, e finiscono persino nelle urine dei fioristi, anche quando indossano guanti. Uno studio recente ha analizzato sei bouquet acquistati da fioristi e supermercati in occasione della festa della mamma, individuando 23 pesticidi (di cui otto vietati nell'UE). L'esposizione è rischiosa soprattutto per chi lavora quotidianamente con i fiori, come coltivatori, addetti alla logistica e fioristi.. La maggior parte dei fiori recisi venduti nel Vecchio Continente, inoltre, è importata da Paesi extraeuropei come Kenya, Colombia ed Ecuador, e questo è un altro problema, perché questi Stati non hanno le nostre stesse norme sull'uso dei pesticidi e spesso permettono l'uso di sostanze da noi proibite.
In questo senso l'Europa si sta muovendo: il 26 aprile 2025 sono entrate in vigore nuove regole UE che coinvolgono anche le importazioni di rose dal Kenya, uno dei principali esportatori mondiali di fiori recisi, che introducono un principio di tolleranza zero sia per pesticidi vietati nell'UE sia per parassiti..