I galleristi spagnoli in sciopero per chiedere l’abbassamento dell’IVA sulle opere d’arte. 100 gallerie chiudono una settimana
- Postato il 17 gennaio 2026
- Mercato
- Di Artribune
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Dalle parole ai fatti. Dopo la campagna di protesta Iva cultural, Ya! – lanciata in dicembre a Madrid, durante un incontro pubblico con le associazioni di settore – e la raccolta di firme di adesione di oltre 1500 artisti, i galleristi spagnoli indicono uno sciopero: organizzano in tutta Spagna una vera e propria serrata, per protestare contro il governo di Pedro Sánchez e ottenere un adeguamento dell’Iva in linea con i tassi applicati nella maggior parte dei Paesi Europei.
Lo sciopero delle gallerie d’arte spagnole per ottenere la riduzione dell’Iva
Il Consorzio delle Gallerie d’arte contemporanea (in tutto 125) ha diramato, infatti, un comunicato stampa che annuncia una serrata congiunta senza precedenti, prevista per la prima settimana di febbraio, a solo un mese dall’apertura di ArcoMadrid, la più importante fiera internazionale del settore in Spagna.
“Dinnanzi alla paralisi e alla mancanza di risposta da parte del Governo, le gallerie d’arte contemporanea spagnole chiuderanno i battenti tra il 2 e il 7 di febbraio 2026, interrompendo così un’attività che consideriamo imprescindibile per la società: l’accesso gratuito e costante alla creazione artistica e alla cultura. Per una settimana, smettiamo di essere spazi culturali gratuiti, aperti alla cittadinanza. In questo modo, chiude il più grande museo di Spagna”.
La protesta delle gallerie spagnole ricadrà anche sui musei
La paralisi del settore riguarda anche quelle attività di consulenza, gestione e prestito che le gallerie svolgono in maniera del tutto gratuita, e continuativa, con musei e centri culturali. “Nel contempo – prosegue il comunicato, firmato dalla giunta direttiva del consorzio – annunciamo la cessazione per tre mesi di qualsiasi collaborazione gratuita con istituzioni pubbliche e private in Spagna”.
“Siamo costretti ad adottare tali misure di fronte a una situazione che sta minacciando seriamente la sostenibilità del lavoro di artisti e di gallerie”. I galleristi chiedono da anni, a gran voce, l’applicazione anche in Spagna della Direttiva europea 2022/542 e l’adozione dell’Iva culturale ridotta (rimasta solo qui ancora al 21%). Con l’abbassamento recente dei tassi in Italia (al 5%) e nel vicino Portogallo (al 6%) lo svantaggio delle gallerie spagnole sul mercato europeo è divenuto davvero insostenibile.
I motivi della protesta delle gallerie d’arte spagnole
“Continuiamo a essere i grandi dimenticati delle politiche culturali, e ci troviamo in svantaggio di fronte ad altri settori creativi, come la musica, le arti sceniche e il cinema”, si scrive poi nel comunicato, denunciando una situazione di disuguaglianza di principi e di mancanza di equità di trattamento fra i generi all’interno dello stesso settore.
Da tempo, purtroppo, in molti hanno l’impressione che per gli alleati di governo (Psoe e Sumar) l’arte contemporanea sia un ambito più commerciale che creativo, che muove gli interessi soprattutto dei ricchi collezionisti e perciò perfettamente in grado di sostenere una tassazione più alta. Se non giungerà in tempo una risposta adeguata da parte del Ministro della Cultura Ernst Urtasun, i galleristi spagnoli si vedranno probabilmente costretti ad adottare altre misure estreme in previsione della fiera ArcoMadrid.
Federica Lonati
L’articolo "I galleristi spagnoli in sciopero per chiedere l’abbassamento dell’IVA sulle opere d’arte. 100 gallerie chiudono una settimana" è apparso per la prima volta su Artribune®.