I Giovani democratici a Kyiv siano di ispirazione a Elly Schlein

  • Postato il 21 febbraio 2026
  • Di Il Foglio
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I Giovani democratici a Kyiv siano di ispirazione a Elly Schlein

Al direttore - E’ dimostrato che i dazi di Trump si potevano benissimo estrarre a sorte.
Giuseppe De Filippi

 

Al direttore - Come primo atto da responsabile Esteri dei Giovani democratici ho deciso di andare in Ucraina. Il 24 febbraio sarà il quarto anniversario dell’invasione russa, ed esserci è un atto politico di vicinanza al popolo ucraino, martoriato da anni di guerra. Sono in viaggio verso Odessa dove la situazione non è facile: attacchi di droni ormai quotidiani, elettricità che va e viene, riscaldamento che spesso salta, nel mezzo di un rigido inverno. Se quattro anni fa l’invasione aveva sconvolto l’Europa, oggi la guerra è una triste quotidianità con cui fare i conti. Ritengo, come rappresentante dei Giovani democratici, che esserci, ascoltare la voce degli ucraini, toccare con mano quello che sta succedendo sul campo sia un atto necessario. Ascoltare la voce del popolo che sta subendo è la prima e più importante direttrice per guidarci nella risoluzione di un conflitto. A Odessa cercherò di parlare il più possibile con gli ucraini, ascoltare le loro storie, per poter dar voce alle loro idee. Riporterò in Italia una testimonianza diretta di ciò che sta succedendo sul campo e porterò la nostra vicinanza al popolo ucraino durante questo quarto, terribile anniversario della guerra. Sperando sia l’ultimo e che ci aspetti un futuro migliore, di pace.

Ludovico Manzoni responsabile Esteri dei Giovani democratici

 

Il vero antifascismo oggi è questo. Bravo Ludovico. Al ritorno prova a spiegare anche al segretario non dei Giovani democratici ma del Partito democratico quanto sia importante celebrare, in Ucraina, la resistenza dell’eroico popolo ucraino. Da quando è alla guida del Pd, purtroppo, Elly Schlein non ha trovato il tempo di abbracciare quel popolo di eroi, e di cantare con loro: belli ciao, cari putiniani.

 

Al direttore - Ho letto sul tuo giornale l’articolo di Carmelo Caruso che mi cita. Confesso che, più che indignarmi, ho provato un certo stupore: quando la polemica diventa caricatura, significa che si è superata la soglia del giornalismo per entrare nel territorio della comicità. E lasciamo ai comici il loro lavoro – che è molto serio. Definirmi “ala stragista della Rai” non è una brillante iperbole: è un’improvvida etichetta che contribuisce ad alimentare un clima di delegittimazione e odio. In Rai non esistono cellule brigatiste né reparti dei Nar; esistono professionisti che lavorano, con idee diverse, esercitando – nel mio caso – la libertà di pensiero nel rispetto delle persone. Amo l’azienda per cui lavoro e difendo il pluralismo, che dovrebbe essere il primo presidio della Rai e anche di un giornale liberale. Non chiedo abiure né drammi: solo quel rispetto che io stessa pratico quotidianamente, anche verso chi non la pensa come me. Con stima – e con un sorriso che resta tale solo finché resta civile.

Incoronata Boccia

 

Risponde Carmelo Caruso. Cara Boccia, mai odio mai delegittimazione. Mai. Solo critica aspra, polemica appassionata (come piace tanto alla appassionata Boccia).

 

Al direttore - Abbiamo letto con grande sorpresa l’articolo dal titolo “Meloni forti: duella con Macron, lobby green e grandi società”, pubblicato sul Foglio del 20 febbraio, laddove si allude a fantasiose cessioni di titoli Enel da parte dell’amministratore delegato alla vigilia del varo del decreto legge Energia. Forse l’autore del pezzo non sa o omette di dire che in Italia, per legge, un amministratore, membro del cda di una società quotata, deve dichiarare pubblicamente eventuali acquisti o vendite di titoli di tale società. Non solo. Un amministratore non può nemmeno comprare e vendere titoli quando vuole, poiché ci sono periodi in cui ciò non è possibile. Per Enel è così, visto che – com’è noto – il 23 febbraio presenterà il suo nuovo piano industriale e il 19 marzo la relazione finanziaria annuale relativa all’esercizio 2025. L’autore del pezzo si mostra anche male informato: non si comprende su quali basi possa scrivere che l’amministratore delegato di Enel fosse a conoscenza dei contenuti della versione definitiva del suddetto decreto legge prima della sua approvazione, circostanza semplicemente non vera. Oltre che falso, quanto scritto è ulteriormente grave in quanto le allusioni riportate possono configurare una manipolazione del mercato che saranno le autorità competenti a vagliare. Per parte nostra ci riserviamo ogni azione a tutela. Cordiali saluti.

Francesco Spini, Company Spokesperson Enel

 

Naturalmente l’autore dell’articolo sapeva bene del dovere, per legge, per un membro del cda, di dichiarare pubblicamente eventuali acquisti o vendite di titoli: non vi era naturalmente né lontanamente né velatamente alcun intento allusivo. Ci dispiace per l’equivoco. Grazie della precisazione.

 

Al direttore - Davanti a un panorama demografico invecchiato e indebolito, si rende necessario impegnarsi per stimolare il rientro di giovani formati che hanno maturato esperienze professionali e lavorative all’estero, ma cosa fare per agevolare questo “rientro di cervelli” nel nostro paese? Soprattutto ora che l’Amministrazione Usa ha proceduto a notevoli tagli nelle università e che si intravede con maggiore lucidità l’enorme potenziale generato da questo rientro, occorre favorire occasioni di matching mirato tra domanda di talenti e offerta di competenze specifiche e non generiche e dar forma a un sistema attrattivo che possa valorizzare queste ultime. Come presidente del Movimento cristiano lavoratori, ritengo che le agevolazioni non debbano solo riguardare il piano fiscale e contributivo per le aziende che li assumono con contratti a tempo indeterminato, ma vadano sapientemente combinate a delle misure di sostegno all’housing di lungo periodo. Oltre a questo, particolare attenzione va rivolta a garantire un tessuto professionale imprenditoriale e più meritocratico in cui svolgere lavori qualificati e remunerativi, all’interno di una comunità caratterizzata da una vita sociale attiva e di qualità. I giovani ritorneranno – o resteranno – in Italia solo se saranno posti nelle condizioni di vivibilità di cui ogni cittadino avrebbe diritto di godere tanto nelle grandi città quanto nei piccoli centri.

Alfonso Luzzi, presidente del Movimento cristiano lavoratori

 

Con riferimento all’articolo 13/2/2026 “Saipem studia la costruzione della prima raffineria privata in Libia”, il sig. Ahmed Gadalla ha chiesto la pubblicazione della seguente rettifica: “Il sig. Ahmed Gadalla non ha nulla a che fare con presunti traffici internazionali di armi; tra la società Alushibe Group del sig. Gadalla e la società UDS Shipping Services Llc, proprietaria della portacointainer Aya 1 intercettata al largo dell’isola di Creta nel luglio del 2025, non intercorre alcun collegamento”.

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Autore
Il Foglio

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