I pm di Roma a Berna per le indagini sul rogo di Crans-Montana, la procuratrice: “Attaccata dai media costantemente”
- Postato il 19 febbraio 2026
- Cronaca
- Di Il Fatto Quotidiano
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A poco più di un mese dal devastante incendio del bar Constellation di di Crans-Montana, con 41 vittime e 115 feriti, l’incontro di oggi a Berna segna una tappa cruciale nelle potenziali indagini congiunte tra la procura di Roma e quella del Cantone del Vallese. Il vertice ha lo scopo di coordinare le inchieste italiane e svizzere sull’incendio scoppiato nel locale.
La delegazione italiana, guidata dal procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi e accompagnata da esperti delle forze dell’ordine, ha incontrato la procuratrice generale del Cantone del Vallese, Béatrice Pilloud, per discutere dei prossimi passi investigativi. Al centro del dibattito c’è la possibilità di istituire una squadra investigativa comune, richiesta con insistenza dal governo italiano, al fine di fare chiarezza su tutti gli aspetti della tragedia, dal rispetto delle normative sulla sicurezza al possibile coinvolgimento di soggetti non ancora identificati. Nella rogatoria inviata a Berna il 13 gennaio scorso, gli inquirenti italiani hanno chiesto di poter accedere a tutte le prove e i verbali raccolti dalla procura svizzera, incluse le testimonianze e le autorizzazioni del comune di Crans-Montana riguardo alla gestione della sicurezza del locale.
La pressione sulle autorità elvetiche è alta, non solo per l’orrore della strage, ma anche per la delicata questione diplomatica scaturita dalla scarcerazione del proprietario del Constellation, Jacques Moretti, da parte del Tribunale del Vallese. Il gesto, che aveva suscitato indignazione, aveva portato al richiamo a casa dell’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado. Il risultato di questo incontro potrebbe quindi avere implicazioni anche sulla gestione dei rapporti diplomatici tra Italia e Svizzera.
Nel frattempo, la procuratrice Pilloud, sotto il fuoco delle critiche da parte dei media, ha rivelato al quotidiano svizzero Walliser Bote che la sua posizione sta diventando sempre più difficile. “Sono costantemente attaccata frontalmente da alcuni media, e anche la mia famiglia ne sta subendo le conseguenze”, ha dichiarato Pilloud, aggiungendo che “la pressione è forte e pesante”. La magistrata coordina le indagini sul rogo e ha dovuto affrontare numerose difficoltà, anche a causa delle voci che collegano la sua persona a potenziali conflitti di interesse.
Alcuni media svizzeri, infatti, hanno nuovamente sollevato la questione dei legami tra Pilloud e il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, entrambi membri della stessa corporazione vinicola, l’Ordine della Caraffa, che promuove i vini del Vallese. L’avvocato Christophe de Galembert, che rappresenta alcune delle famiglie delle vittime, ha espresso preoccupazione riguardo a questi legami, ritenendo che potrebbero compromettere l’imparzialità delle indagini. “Se emergessero connessioni più strette di quelle finora note, ciò metterebbe gravemente in discussione la neutralità della procura”, ha dichiarato l’avvocato. Le famiglie delle vittime, per quanto possano apprezzare l’impegno delle autorità, stanno seguendo con attenzione ogni sviluppo, e temono che questi conflitti di interesse possano minare la trasparenza e la credibilità dell’intero processo investigativo secondo il legale.
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