Il bioetanolo riduce le emissioni ma l’Italia resta indietro

  • Postato il 23 gennaio 2026
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La corsa alla decarbonizzazione passa per una strategia ben precisa, pianificata nel dettaglio e, in linea di massima, in grado di valutare e sfruttare tutte le risorse disponibili per raggiungere i target fissati. In questo contesto, un ruolo da protagonista lo ricopre il bioetanolo che rappresenta un elemento importante nella strategia di decarbonizzazione in tanti Paesi in Ue (e non solo). Tra questi, però, non c’è l’Italia che, al momento, resta indietro nell’uso di questa opzione. A chiarire la questione è AssoDistil, associazione che rappresenta le realtà del settore della distillazione italiana in occasione del workshop dal titolo “Bioetanolo sostenibile: quali prospettive per il mercato italiano?”

Cosa ha detto AssoDistil

In una dichiarazione riportata da ANSA, AssoDistil ha sottolineato:

“L’etanolo rappresenta uno degli strumenti più efficaci e immediatamente disponibili per ridurre le emissioni del settore dei trasporti, eppure l’Italia continua a non sfruttarne il potenziale. Mentre nella maggioranza dei Paesi dell’Unione europea il bioetanolo è da anni parte integrante delle strategie di decarbonizzazione, il mercato italiano resta fermo, frenato da presunti vincoli logistici e da un quadro regolatorio insufficiente”

Secondo AssoDistil, inoltre, i consumi di benzina in Italia sono in crescita e le previsioni per il futuro evidenziano un trend destinato a proseguire nel corso dei prossimi anni. A pesare, in questo caso, è il parco circolante italiano, notoriamente caratterizzato da un’età media molto elevata (circa 13 anni secondo i dati ACI) e da un tasso di sostituzione che l’associazione definisce “modesto”.

Per una sostituzione di tutto il parco circolante, secondo le stime fornite dall’associazione, serviranno 25-27 anni. Si tratta di un periodo di tempo decisamente troppo lungo e non in linea con le strategie di decarbonizzazione e di elettrificazione che il Paese dovrebbe seguire nel corso dei prossimi anni.

Per ridurre le emissioni, una delle opzioni più utili potrebbe essere, per AssoDistil, quella di diffondere l’uso del bioetanolo in miscela con la benzina. Sulla questione, l’associazione fa notare una carenza evidente da parte dell’Italia:

“su 27 Paesi Ue ben 19 utilizzano già alla pompa la benzina E10, una miscela al 10% di etanolo. In Italia, invece, si resta formalmente all’E5, che tuttavia nella pratica equivale a un contenuto di etanolo prossimo allo zero”

Incrementare l’uso del bioetanolo, uno dei principali biocarburanti, potrebbe rappresentare una risorsa molto importante per la decarbonizzazione del Paese. I dati citati dall’associazione e certificati a livello europeo, infatti, confermano che con il ricorso all’etanolo sostenibile è possibile abbattere le emissioni di CO2 fino al 79%.

La risposta del Governo

A chiarire la situazione, in merito alla posizione del Governo italiano, ci pensa il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha inviato un messaggio al convegno sul bioetanolo con l’obiettivo di fornire un contributo aggiuntivo al dibattito. Il messaggio è il seguente:

“Il Governo sta implementando azioni concrete per accelerare lo sviluppo e l’adozione del bioetanolo e dei biocarburanti in genere, sostenendo la domanda, sia nel settore agricolo che nel parco circolante e l’offerta, con fondi dedicati alla trasformazione dei siti tradizionali di raffinazione in moderne bioraffinerie”

La posizione di Urso (e del Governo italiano) è chiara. L’obiettivo è sostenere la diffusione del bioetanolo nel corso dei prossimi anni e fare in modo che la soluzione proposta da AssoDistil e già adottata da diversi Paesi in Ue venga effettivamente adottata. In futuro, quindi, la miscela tra bioetanolo e benzina potrebbe diventare un elemento fondamentale per la decarbonizzazione.

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