Il ciclone Harry al Sud Italia sta danneggiando anche il patrimonio culturale. La lista dei danni (in aggiornamento)
- Postato il 23 gennaio 2026
- Archeologia & Arte Antica
- Di Artribune
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Territori devastati, case e negozi distrutti e infrastrutture al collasso, per una stima dei danni (ovviamente approssimativa) di almeno due miliardi di euro. Così si presenta il passaggio del ciclone Harry, la tempesta che, con vento, pioggia e mareggiate, ha investito le regioni di Calabria, Sicilia e Sardegna tra il 22 e il 23 gennaio.
“Alla luce dei violenti fenomeni meteorologici che negli ultimi giorni hanno colpito duramente la Sicilia, ho chiesto una ricognizione rapida e puntuale dei danni nei luoghi della cultura e nei siti archeologici dell’Isola”, così si è espresso Francesco Paolo Scarpinato, assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana. “Nel caso in cui risultassero conseguenze rilevanti per i siti culturali, ci attiveremo immediatamente, una volta completata la quantificazione, per predisporre un intervento straordinario destinato a riparare i danni (…)”.
E mentre si attende una conta precisa dei danni, la furia delle onde delle ultime ore ha fatto perfino emergere due tombe e diversi siti archeologici in Sardegna, a cui si aggiungono nuovi ritrovamenti anche in Tunisia.
Le scoperte archeologiche emerse in Sardegna dopo il ciclone Harry
Ci troviamo sulla battigia di una spiaggia del litorale di Chia, nei territori di Domus de Maria, nel sud della Sardegna, dove sono emerse alcune strutture antiche e diversi reperti archeologici.
Dai primi riscontri, i resti emersi a Bithia sembrerebbero riconducibili all’epoca fenicia, confermando la ricchezza del patrimonio storico-culturale sardo. L’area è stata prontamente messa in sicurezza, avviando gli iter di tutela previsti in questi casi e in attesa dell’arrivo degli specialisti che daranno inizio alle operazioni di scavo e recupero.
I danni archeologici registrati nel sud della Sardegna
Purtroppo al di là delle scoperte fortuite sono stati registrati anche numerosi danni nella parte meridionale della Sardegna, e più precisamente al sito archeologico di Nora, nel comune di Pula, poco distante da Cagliari.
Una zona di grande pregio perché ospita una delle città più antiche della Sardegna, con le prime tracce risalenti al VII Secolo a.C., e che ora è in parte finita sott’acqua a causa della furia di onde alte sei metri.
L’impatto del maltempo in Tunisia
Il ciclone Harry è arrivato anche in Tunisia e, in particolare, a Nabeul e Mahdia, dove sono tornati alla luce resti finora coperti dalla sabbia o parzialmente sommersi.
Come si legge sull’Ansa, il ministero tunisino degli Affari culturali ha inviato una squadra scientifica a Nabeul, nel sito di Néapolis (città punica e poi romana, in parte sommersa da due millenni), nonché nelle aree circostanti, per effettuare valutazioni sull’area colpita dalla tempesta e documentare le strutture emerse: blocchi lapidei, colonne e porzioni murarie. Valutazioni che saranno confermate in un secondo momento, quando le condizioni meteo si saranno normalizzate.
Una procedura simile è stata adottata anche nel governatorato di Mahdia, dove un team di specialisti si è recato nei siti di Borj, Erras e Salakta per mettere in sicurezza l’area.
Valentina Muzi
L’articolo "Il ciclone Harry al Sud Italia sta danneggiando anche il patrimonio culturale. La lista dei danni (in aggiornamento)" è apparso per la prima volta su Artribune®.