Negli ultimi 3 anni, la temperatura globale media ha superato gli 1,5 °C di riscaldamento fissati dall'Accordo di Parigi come tetto per limitare le conseguenze della crisi climatica. Se andrà avanti di questo passo, il mondo potrebbe raggiungere quel limite entro il 2030, con un decennio di anticipo rispetto alle previsioni dell'epoca. Andando incontro a fenomeni meteo sempre più estremi.
Dati Copernicus sulla crisi climatica: addio ottimismo
L'allarme è lanciato nel nuovo Rapporto sui dati climatici globali 2025 presentato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF), basato sui dati del servizio Copernicus. Proprio nelle settimane in cui, per la seconda volta, gli Usa escono da quell'Accordo per volontà del presidente Donald Trump, che sta stoppando le politiche per ridurre le emissioni.
Che fare? «Il riscaldamento globale non conosce confini», ha replicato Florian Pappenberger, direttore generale dell'ECMWF, ai giornalisti di tutto il mondo che gli hanno chiesto un commento durante la conferenza stampa di presentazione del Rapporto. «Perciò continueremo a monitorare il riscaldamento globale per consentire a tutti i Paesi di intraprendere azioni per adattarsi ai cambiamenti climatici, che sono sotto gli occhi di tutti: gli ultimi 11 anni sono stati i più caldi mai registrati». E, prevedono i climatologi di ECMWF, il 2026 si avvia ad essere il quarto anno record, sopra i 1,4 °C rispetto al periodo pre-industriale.. Punti caldi: il 2025 è stato un anno di record (negativi)
I dati non lasciano spazio a equivoci: il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato, dopo il 2024 (quando per la prima volta si è superata di 1,6 °C la media del periodo preindustriale) e il 2023. Nel 2025, la temperatura dell'aria superficiale a livello globale è stata di 1,47 °C superiore a quella del livello preindustriale.
Le conseguenze sono state enumerate da Samantha Burgess, responsabile strategico per il clima di ECMWF: «Metà della superficie terrestre mondiale ha registrato un numero di giorni superiore alla media con almeno un forte stress da calore (temperatura percepita di 32 °C o più). Le alte temperature hanno innescato grandi incendi boschivi, forti tempeste e l'estensione dei ghiacci globali inferiore alla media. I Poli si confermano fra i più sensibili "punti caldi" del pianeta: l'Antartide ha registrato la temperatura annuale più calda mai rilevata e l'Artide la seconda più calda. La fusione dei ghiacci ha ridotto l'albedo, cioè la radiazione solare riflessa, i mari hanno assorbito più calore e questo ha accelerato l'ulteriore scomparsa dei ghiacci».. Danni per 107 miliardi: il costo degli eventi estremi
Le conseguenze le abbiamo viste: le vittime delle ondate di calore sono state oltre 62mila. Secondo la compagnia assicurativa Swiss Re, nel 2025 gli eventi estremi hanno causato danni stimati in 107 miliardi di dollari, soprattutto per gli incendi boschivi di Los Angeles (i più dannosi di sempre a livello globale) e per l'uragano Melissa, uno dei più potenti mai registrati sull'Atlantico (venti di 298 km/h). In Europa gli incendi estivi hanno bruciato oltre un milione di ettari.
L'Italia sotto scacco: alluvioni al Nord e siccità al Sud
E anche l'Italia non se l'è passata bene, come ricorda un report dell'Osservatorio nazionale "Città clima": 376 gli eventi meteo estremi registrati che hanno causato danni in Italia (+5,9% rispetto al 2024). I fenomeni più frequenti? Allagamenti da piogge intense (139), danni da vento (86) ed esondazioni fluviali (37). Genova, Milano e Palermo le città più colpite. E il Sud (Sardegna, Puglia, Sicilia) è finito ancora una volta nella morsa della siccità.. Finestra di intervento: cosa resta da fare entro il 2030
«Questa situazione», ha commentato Carlo Buontempo, direttore del Copernicus Climate Change Service, «è dovuta ai gas serra che sono aumentati costantemente in questi anni. L'atmosfera ci sta inviando un messaggio, e noi dobbiamo ascoltarlo: continueremo a monitorare gli indicatori atmosferici per aiutare i decisori politici a comprendere i rischi delle emissioni continue e a rispondere in modo efficace. Il mondo si sta avvicinando al limite di temperatura fissato dall'Accordo di Parigi, e siamo destinati con ogni probabilità a superarlo entro questo decennio: la scelta che abbiamo ora è come gestirne al meglio le conseguenze. I dati satellitari, ad esempio, hanno consentito a ospedali, residenze per anziani, fornitori di energia di prepararsi all'impatto delle ondate di calore»..