Il dolore della comunità vibonese ai funerali della piccola Clara

  • Postato il 21 gennaio 2026
  • Notizie
  • Di Quotidiano del Sud
  • 2 Visualizzazioni

Il Quotidiano del Sud
Il dolore della comunità vibonese ai funerali della piccola Clara

Vibo Valentia si stringe nel dolore per l’ultimo saluto alla piccola Clara Artusa, morta martedì dopo essersi soffocata con un wurstel; tantissima gente ai funerali della piccola di due anni


VIBO VALENTIA – Una chiesa gremita, il silenzio carico di commozione, le lacrime trattenute a fatica. Centinaia di persone hanno affollato nel pomeriggio la chiesa Regina Pacis di Vibo Valentia per dare l’ultimo saluto a Clara Artusa, la bimba di appena due anni e tre mesi deceduta l’altro ieri dopo essersi soffocata con un wurstel. Una tragedia improvvisa che ha scosso profondamente l’intera comunità, lasciando un senso di sgomento e impotenza difficile da colmare.

La funzione religiosa è stata celebrata da don Gaetano Currà e don Massimo, davanti a una folla composta e silenziosa, unita da un dolore collettivo che ha attraversato ogni banco della chiesa. Volti segnati dalla commozione, abbracci discreti, preghiere sussurrate: l’atmosfera era quella di una città ferita, raccolta attorno a una famiglia spezzata.

LA BARA BIANCA DELLA PICCOLA CLARA

La bara bianca, portata a spalla dai parenti, è entrata in chiesa seguita dai genitori, Salvatore, cuoco, e Anastasia, estetista, che hanno un altro figlio, di poco più grande della loro bimba. Un’immagine che resterà impressa nella memoria di tutti: la mano della madre quasi sempre appoggiata sul feretro, posato ai piedi dell’altare, la testa spesso reclinata sulla spalla del marito, in un gesto di sostegno reciproco davanti a un dolore indicibile. Un dolore che non ha bisogno di parole, che si manifesta nei gesti più semplici e disperati.

I FUNERALI DI CLARA E IL MISTERO DELLA VITA E IL DOLORE DEGLI INNOCENTI

Nel corso dell’omelia, don Gaetano Currà ha dato voce allo smarrimento di una comunità intera:
«Certamente sentiamo molto, tutta la città e non solo, sente il dramma che si è consumato. Una bambina muore a poco più di due anni per un incidente così banale. E tutto questo ci pone delle domande di fondo: che cos’è l’uomo? Ogni uomo è un mistero. E quando accadono queste cose, ci accorgiamo che è vero tutto questo. Il mistero più grande è quello della morte, soprattutto della morte dei piccoli, degli innocenti».

Il sacerdote ha richiamato anche la grande letteratura come strumento di riflessione sul mistero umano, citando Giovanni Pascoli e la poesia “L’Aquilone”, dove la morte di un bambino viene paragonata a «un fiore ancora in boccia che stringe i candidi suoi petali», e I fratelli Karamazov di Dostoevskij: «Una lacrima di una bambina innocente vale più di tutto l’oro del mondo».

«Davanti alla morte – ha proseguito don Currà – ci troviamo inermi, impotenti». Poi il riferimento alla Parola di Dio e all’Agnello immolato dell’Apocalisse, Cristo innocente che si rende solidale con il dolore dell’umanità. «Le vesti bianche ricordano il Battesimo. Abbiamo battezzato Clara poco più di un anno fa. Oggi è ai piedi dell’altare, ma conserva la sua veste bianca: appartiene a Cristo risorto, appartiene all’umanità».

LA COINCIDENZA LITURGICA CON SANT’ANGESE

Un passaggio particolarmente intenso è stato dedicato alla coincidenza liturgica della giornata: il 21 gennaio, memoria di Santa Agnese, una santa bambina. «Nel Battesimo – ha detto il sacerdote – questa bambina è stata data al Signore. È diventata sposa del Signore, e per primo adesso ce l’ha lui nel suo regno eterno».

L’omelia si è conclusa con una preghiera accorata: «O Signore, dona il tuo ristoro a questi genitori afflitti. Vergine Maria, che hai visto morire il tuo Figlio innocente, dona consolazione e pace a questa famiglia. Cori degli Angeli, a cui oggi si aggiunge Clara, aggiungete Anastasia e Salvatore nella vostra preghiera, perché lo Spirito doni loro consolazione e pace».

AL TERMINE DEI FUNERALI I FAMILIARI RINGRAZIANO I MEDICI

Al termine della funzione, i familiari hanno voluto ringraziare pubblicamente i medici e il personale sanitario, per aver fatto tutto il possibile nel disperato tentativo di strappare la piccola Clara alla morte. Un ringraziamento carico di dignità e riconoscenza, nonostante il dolore.

Un pensiero commosso è stato affidato anche alle maestre catechiste, che hanno voluto ricordare la bambina con parole semplici e colme d’affetto.

Infine, all’uscita del feretro dalla chiesa, dei palloncini bianchi sono stati liberati in volo, salendo lentamente verso il cielo. Un gesto silenzioso e simbolico, che ha chiuso una giornata di lacrime e preghiera, mentre Vibo Valentia continuava a stringersi, unita, attorno alla memoria di una vita spezzata troppo presto.

Il Quotidiano del Sud.
Il dolore della comunità vibonese ai funerali della piccola Clara

Autore
Quotidiano del Sud

Potrebbero anche piacerti