Il Falcone di Loano adotta la parola “atefano” nel ricordo di Rachele: “Empatia per i genitori che hanno perso i figli”
- Postato il 23 gennaio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Il Falcone di Loano ha adottato il termine “atefano”, che lettreralmente significa “persona privata del proprio figlio”. Il Consiglio d’Istituto ha deliberato all’unanimità l’adozione ufficiale del termine nel proprio contesto educativo. La decisione nasce dalla famiglia di Rachele, scomparsa nel 2024 a soli 16 anni a causa di un raro tumore cerebrale.
Ecco così che l’associazione a lei dedicata, “Rachele Franchelli – Uno Sguardo Senza Confini APS”, ha voluto trasformare un dolore immenso in una forza solidale e dare un nome a ciò che, fino ad oggi, è rimasto indicibile nel vocabolario italiano. La lingua italiana, infatti, definisce “orfano” chi perde i genitori e “vedovo” chi perde il coniuge, ma non esisteva ancora una parola specifica per indicare un genitore che ha perso un figlio.
Oltre al valore linguistico, l’iniziativa presenta una precisa mission culturale: riconoscere la dignità di un dolore estremo e permettere alla comunità di nominarlo per poterlo condividere e curare.
Il dirigente scolastico, Mosè Laurenzano, ha invitato formalmente i docenti a diffonderne l’uso consapevole nei temi, negli scritti e nelle discussioni in classe: “Il linguaggio non è mai neutro: può ferire o può curare” si legge nella circolare dell’istituto loanese, che mira a formare studenti capaci di empatia e sensibilità verso le esperienze umane più complesse.
“L’adozione del termine Atefano si colloca all’interno di un percorso di educazione al linguaggio, alla cittadinanza e alla cura, nella consapevolezza che le parole non sono strumenti neutri, ma contribuiscono a costruire il pensiero, la sensibilità e il rispetto verso le esperienze umane più complesse” aggiunge il dirigente scolastico.
“Dare un nome a ciò che spesso resta indicibile significa riconoscere il dolore, renderlo condivisibile e restituire dignità alle persone che lo attraversano, favorendo una cultura dell’ascolto e della comprensione reciproca” conclude.
Verso il riconoscimento ufficiale
La strada per l’inserimento definitivo nel dizionario italiano è tracciata. L’Accademia della Crusca ha infatti manifestato la disponibilità a valutare il riconoscimento ufficiale di “Atefano”. Tuttavia, affinché ciò avvenga, è necessaria un’ampia attestazione d’uso nel linguaggio comune e nei contesti culturali. Il sostegno del mondo della scuola rappresenta quindi un passo decisivo in questo percorso di civiltà.