Il nuovo bisogno di sicurezza: il 90% vuole più protezione per salute e risparmi. Ecco come sta cambiando il rapporto degli italiani con il rischio
- Postato il 11 marzo 2026
- Di Panorama
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C’è un dato che racconta bene il momento storico che l’Italia sta attraversando: nove italiani su dieci dichiarano di sentirsi vulnerabili di fronte ai rischi. Non è solo una percezione emotiva, ma il riflesso di una trasformazione profonda. Negli ultimi anni la pandemia, le tensioni geopolitiche, gli eventi climatici estremi e l’instabilità economica hanno modificato il modo in cui famiglie e imprese guardano al futuro.
La protezione — sanitaria, economica, previdenziale e dei beni — non è più un tema marginale o tecnico. Sta diventando una delle grandi questioni sociali del Paese.
Lo raccontano anche i numeri del settore assicurativo. Il 2025 è stato l’anno migliore di sempre per il Gruppo Intesa Sanpaolo Assicurazioni, guidato da Virginia Borla, Responsabile della Divisione Insurance. La raccolta Vita ha raggiunto 19,8 miliardi di euro, in crescita del 9,4%, sostenuta soprattutto dalle polizze Unit Linked e dalle soluzioni previdenziali. Nel comparto Danni, i premi della protezione hanno toccato 1,64 miliardi di euro, con un aumento dell’8,5%, mentre l’utile netto consolidato si è attestato a 969,7 milioni di euro.
Dietro questi numeri c’è un cambiamento culturale. Fare assicurazione, spiega la Dott.ssa Borla, significa prima di tutto aiutare persone e imprese a vivere con maggiore tranquillità, offrendo strumenti capaci di accompagnare le scelte di oggi e rafforzare la fiducia nel futuro. In un Paese in cui oltre il 60% delle famiglie percepisce di non essere pienamente protetto di fronte agli imprevisti, il tema diventa quello di integrare protezione, risparmio e previdenza in un sistema più semplice e accessibile.
L’effetto pandemia e la nuova percezione del rischio
Per anni l’Italia ha vissuto con una bassa consapevolezza assicurativa. Oggi qualcosa sta cambiando.
«Dopo anni di scarsa attenzione», osserva Borla, «le priorità e la percezione dei rischi stanno cambiando. In Italia convivono sette generazioni e questa complessità rende ancora più evidente la necessità di protezione».
Secondo una ricerca ANIA–Ipsos, il 90% degli italiani si sentono esposti ai rischi, mentre 3 persone su 4 indicano salute e sanità come priorità assoluta.
È il segnale di una maturazione culturale: sempre più italiani si interrogano su come proteggere la stabilità economica, il lavoro e la sicurezza della famiglia.
Questa trasformazione è ancora più evidente nel mondo delle imprese. Le aziende operano oggi in uno scenario segnato da mercati instabili, digitalizzazione accelerata e fenomeni climatici sempre più estremi.
«È cresciuta la consapevolezza che il rischio faccia parte della gestione aziendale», spiega Borla. «Un’azienda su tre indica l’interruzione della produzione tra le principali minacce alla propria attività».
Non è un caso che, nel solo 2023, gli eventi naturali abbiano generato circa 800 milioni di euro di rimborsi da parte delle compagnie assicurative. In questo contesto la protezione non è più percepita come un elemento accessorio ma come parte integrante della strategia d’impresa.
La sfida della longevità
C’è poi un altro fattore che sta cambiando il modo in cui gli italiani guardano al futuro: la demografia.
L’Italia è uno dei Paesi più longevi al mondo. L’aspettativa di vita supera ormai gli 83 anni, mentre il tasso di natalità è sceso a 1,2 figli per donna, tra i più bassi in Europa. Il numero delle persone over 80 ha ormai superato quello dei bambini sotto i 10 anni, e secondo le stime entro il 2050 oltre un terzo della popolazione avrà più di 65 anni.
Vivere più a lungo è un successo della società moderna, ma porta con sé nuove sfide.
«I grandi trend demografici stanno cambiando profondamente il modo di guardare al futuro», constata la manager. «Nascono meno figli, aumentano le persone che vivono da sole e le reti familiari non sono più quelle tradizionali».
In un Paese che invecchia, salute, previdenza e assistenza diventano parti di un unico percorso. Pensarci prima significa preservare la qualità della vita e affrontare con maggiore serenità i passaggi più delicati dell’esistenza, dalla perdita di autonomia al passaggio generazionale.
Anche la previdenza assume un ruolo sempre più centrale. «Affiancare al sistema pubblico una pianificazione personale è fondamentale per mantenere nel tempo il proprio tenore di vita», sottolinea la Responsabile della Divisione Insurance. «La previdenza complementare diventa essenziale, e iniziare presto, anche con piccoli importi, può fare una grande differenza».
Educazione finanziaria e cultura della protezione
Il nodo centrale resta però la cultura finanziaria, ancora molto limitata nel Paese.
«Meno di un adulto su tre dichiara di avere una preparazione adeguata sui temi assicurativi e finanziari», osserva Virginia Borla. Per questo motivo l’educazione alla protezione è diventata una priorità.
Una delle iniziative più innovative è Area X, lo spazio immersivo di Torino dedicato alla cultura assicurativa. Tra il 2019 e il 2025 ha coinvolto oltre 12 mila visitatori e generato 6,5 milioni di visualizzazioni di contenuti digitali, offrendo a studenti e cittadini un’esperienza interattiva per comprendere i rischi della vita quotidiana e l’importanza della prevenzione.
Accanto a questo progetto esistono iniziative pensate per i più giovani, come il tour “Campioni di Vita”, che porta nelle scuole italiane grandi atleti olimpici e paralimpici per raccontare il valore dell’impegno, della resilienza e della capacità di affrontare gli imprevisti.
«Il nostro ruolo va oltre la semplice vendita di polizze», fa notare Borla. «Vogliamo aiutare le persone a comprendere l’importanza della protezione e promuovere una cultura della prevenzione che renda la società più sicura e resiliente».
Protezione su misura per famiglie e imprese
La sfida, oggi, è costruire soluzioni capaci di adattarsi a una società sempre più complessa.
«Partiamo dall’ascolto», spiega la Dott.ssa Borla. «Le esigenze cambiano nel tempo e non esistono soluzioni uguali per tutti».
Per questo vengono sviluppati percorsi di protezione flessibili e personalizzabili, che tengono conto dell’età, dello stile di vita e dei momenti chiave della vita, come l’acquisto di una casa o la nascita di un figlio.
Lo stesso approccio vale per le imprese. «Affianchiamo imprenditori e aziende nella valutazione dei rischi più rilevanti, costruendo soluzioni su misura in base alle dimensioni, al settore e alla fase di sviluppo».
Guardando al futuro, la direzione è chiara: innovazione tecnologica, nuovi servizi e un’attenzione crescente alle persone.
«La priorità è saper evolvere e guardare lontano», conclude Borla. «Attraverso l’innovazione, la crescita in Italia e all’estero e il miglioramento dei servizi, vogliamo accompagnare le persone nelle loro scelte finanziarie, pensionistiche e di protezione in modo sempre più consapevole».
In una società che cambia rapidamente, la vera sfida non è eliminare il rischio — impossibile — ma imparare a gestirlo. E soprattutto a riconoscerlo prima che diventi una crisi.