Il piano di Caserta per salvare l’Empoli: calcio verticale, flessibilità tattica e accordo biennale

  • Postato il 10 marzo 2026
  • Di Virgilio.it
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Quello successivo alla 29° giornata della Serie B in casa Empoli è stato un lunedì di riflessioni profonde e decisioni drastiche. La sconfitta bruciante subita a Catanzaro, maturata in rimonta nonostante un doppio vantaggio iniziale che sembrava aver messo la partita in ghiaccio, ha rappresentato l’ultimo atto della gestione di Alessio Dionisi.

La posizione del tecnico di Abbadia San Salvatore, richiamato a ottobre per risollevare le sorti della squadra dopo l’addio a Guido Pagliuca, è giunta al capolinea.

Al suo posto, il presidente Fabrizio Corsi ha scelto Fabio Caserta, un profilo che la società seguiva già dalla scorsa estate e a cui ora viene affidata una missione delicatissima: salvare la categoria ed evitare lo spettro dei playout, ormai distante un solo punto.

Empoli in caduta libera: i numeri di un disastro annunciato

Il tracollo dell’Empoli negli ultimi due mesi, del resto, è una parabola discendente tanto netta quanto imprevista. Partiti con l’ambizione di tornare subito in Serie A, i toscani si ritrovano oggi prigionieri di una crisi profonda: appena 4 punti raccolti in 10 sfide nel girone di ritorno (una media da incubo di 0,4 punti a partita).

Il successo manca da due mesi, dal 10 gennaio e le mura amiche del “Castellani” non festeggiano dal lontano 29 novembre, quando il 5-0 al Bari illuse un’intera piazza che si poteva lottare per la Serie A diretta.

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Dopo la disfatta in Calabria, l’incubo retrocessione è diventato tangibile e la sfida contro il Mantova non sarà più un semplice match, ma uno scontro salvezza da non fallire.

Perché Fabio Caserta: i dettagli dell’accordo

In tal senso la scelta di Fabio Caserta non è figlia dell’improvvisazione e dell’umore. Anzi. Il tecnico calabrese era già stato sondato durante il calciomercato estivo, prima che la società decidesse di puntare su Pagliuca. Corsi e il d.s. Stefanelli hanno preferito Caserta a una rosa di candidati che comprendeva nomi di peso come Rolando Maran, Leonardo Semplici e William Viali.

Caserta arriva a Empoli dopo aver risolto il proprio contratto con il Bari, club dove aveva iniziato la stagione. L’accordo con l’Empoli è su base biennale, con scadenza al 30 giugno 2027.

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Un segnale forte, di fiducia da parte della proprietà, che vede nel nuovo allenatore l’uomo su cui costruire un progetto tecnico solido anche per il futuro, indipendentemente dall’esito di questo finale di stagione.

L’Empoli di Caserta: meno estetica, più cinismo

Cosa attende i tifosi azzurri sotto la guida di Fabio Caserta? L’allenatore calabrese approda a Empoli non solo come tecnico esperto della categoria, ma come guida tattica che ha saputo evolversi.

Dimenticate il calcio spumeggiante e il possesso palla insistito degli esordi a Castellammare di Stabia e Perugia: l’esperienza tra Benevento, Cosenza e Catanzaro ha forgiato un profilo decisamente più pragmatico.

Il cuore del progetto di Fabio Caserta è la verticalità immediata. L’obiettivo è archiviare quel palleggio a tratti sterile visto nell’ultimo periodo di Dionisi per abbracciare un calcio di transizioni fulminee.

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L’idea tattica è molto chiara: recupero palla aggressivo, attacco immediato della profondità e sfruttamento, intensivo, delle fasce laterali per colpire le difese avversarie ancora scoperte.

A livello di tattica va registrato che Caserta rifugge gli integralismi. Sebbene la sua base sia una difesa a quattro, la squadra è pronta a mutare pelle tra il 4-3-3 e il 4-2-3-1, adattandosi costantemente al contesto del match. Ma, giocoforza, il lavoro più complesso sarà quello sulla tenuta mentale.

Una squadra sull’orlo di una crisi di nervi

Dopo lo shock psicologico del palo di Saporiti a Catanzaro, passando dal possibile 0-3 all’immediato 1-2, il gruppo è apparso svuotato e incapace di reagire. E qui la missione del tecnico è doppia.

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Da un lato blindare la difesa con l’obiettivo di ricucire le crepe degli ultimi tempi per restituire solidità al reparto arretrato. Da un altro lato ritrovare la “fame” riportando al Castellani quella cattiveria agonistica necessaria per la salvezza.

In poche parole, l’era Caserta punta a eliminare i fronzoli per fare spazio a una sostanza brutale.

La tabella salvezza e il “Fattore Castellani”

Il calendario a questo punto del torneo di Serie B 2025-2026 non ammette errori. Sabato 14 marzo l’Empoli ospiterà al Castellani il Mantova, una rivale diretta che insegue a una sola lunghezza. All’andata gli azzurri vinsero in Lombardia grazie a una rete di Nasti, ma da quel 21 dicembre tutto è cambiato.

Caserta dovrà lavorare velocemente per preparare la sfida. La società ha deciso di intervenire ora, approfittando anche del fatto che, dopo il Mantova, ci saranno altri scontri diretti decisivi. Nel dettaglio Spezia, Sampdoria e Padova in trasferta, Pescara ed Entella in casa.

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La missione è chiara: ritrovare la vittoria interna che manca da oltre tre mesi. Il patron Corsi spera che l’energia e l’esperienza di Caserta possano dare quella scossa che a Empoli non si è mai vista in questa annata tribolata.

La firma è attesa in mattinata, poi sarà subito tempo di campo. La rincorsa per restare in Serie B comincia adesso.

Autore
Virgilio.it

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