Il regolamento FIA 2026 non è un bene per la F1: la spiegazione controtendenza
- Postato il 25 gennaio 2026
- Formula 1
- Di F1ingenerale
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Bleekemolen, ex pilota di F1, ha sollevato una critica molto interessante sul nuovo regolamento che la FIA ha pensato per la Formula 1 dal 2026
Il nuovo regolamento motoristico pensato dalla FIA per la F1 dal 2026 inizia già a far discutere, ancora prima del suo debutto ufficiale in pista. A guardare con forte scetticismo alla nuova era tecnica è Michael Bleekemolen, ex pilota di F1, che teme un netto passo indietro sul piano della competitività.
In un’intervista rilasciata all’ultima edizione di FORMULE 1 Magazine, Bleekemolen ha espresso tutte le sue preoccupazioni per il futuro della categoria, sottolineando il rischio di perdere uno degli aspetti più apprezzati delle ultime stagioni.

Secondo Bleekemolen, il nuovo ciclo regolamentare potrebbe spezzare l’equilibrio visto recentemente in griglia. “Ho paura che torneranno grandi differenze tra le squadre e che non vedremo più quindici auto racchiuse in un secondo, come è successo lo scorso anno”, ha spiegato. “Sarebbe una perdita enorme per lo sport. Non abbiamo mai avuto un campo così competitivo come nella passata stagione, ed era qualcosa di bellissimo da vedere”.
Il regolamento 2026 della FIA è davvero un bene per la F1?
Un riferimento diretto a un 2025 che aveva mostrato una F1 estremamente compatta, con qualifiche tiratissime e risultati spesso imprevedibili. Bleekemolen non contesta il principio dell’innovazione, ma mette in dubbio che i cambiamenti vadano davvero nella direzione giusta per migliorare lo spettacolo.
“Capisco che la F1 debba mantenere l’immagine di sport innovativo e di laboratorio per l’industria automobilistica. Anche la FIA spinge in questa direzione”, ha chiarito. “Ma è davvero questo che rende lo sport migliore? Io voglio vedere i piloti lottare, affiancarsi, superarsi in frenata. Non mi interessa quanti cavalli tirano fuori dal motore, voglio solo belle gare, come la maggior parte dei tifosi”.
Secondo l’ex pilota, la categoria continua a muoversi su una linea sottile tra progresso tecnologico e competizione pura. “È la solita tensione tra innovazione da una parte e spettacolo dall’altra”, ha aggiunto.
Guardando al passato, Bleekemolen ritiene che la Formula 1 abbia perso parte della sua spontaneità “Sì, oggi è diventata troppo artificiale”, ha dichiarato senza esitazioni. “Non c’è più nulla di naturale. Tutto è regolamentato, e questo va a discapito delle corse. Ai miei tempi si poteva ancora sperimentare un po’, oggi non è più possibile”.
Parole che riaccendono il dibattito su quanto il nuovo regolamento riuscirà a mantenere vivo lo spirito del confronto diretto in pista. Il verdetto, come sempre, arriverà solo con il cronometro e con le prime gare della nuova era.
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