Il Responsible Research Hospital accelera il percorso verso la radioterapia 4.0
- Postato il 23 gennaio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Il Responsible Research Hospital accelera il percorso verso la radioterapia 4.0

CAMPOBASSO (ITALPRESS) – Il Responsible Research Hospital accelera il percorso verso la Radioterapia 4.0: il 22 e 23 gennaio si è svolto presso l’ospedale un incontro tecnico-scientifico con la delegazione internazionale di Manteia, dedicato all’implementazione e allo sviluppo clinico di MOZI, piattaforma di pianificazione del trattamento radioterapico basata su Intelligenza Artificiale e orientata a rendere concretamente applicabile nella pratica quotidiana la radioterapia adattativa.
L’iniziativa rappresenta un passaggio chiave per l’innovazione oncologica: Manteia ha individuato il Responsible Research Hospital come centro di riferimento europeo per lo sviluppo e l’introduzione clinica del sistema MOZI, distribuito in Italia da Tema Sinergie e sviluppato nell’ambito di un progetto internazionale guidato dal fisico Professor Allen Li (Medical College Wisconsin, USA).
La radioterapia adattativa (ART) consente di adattare il piano di trattamento seduta dopo seduta in base alle variazioni anatomiche del paziente, con l’obiettivo di ottimizzare l’efficacia e ridurre gli effetti collaterali. MOZI nasce con un’impostazione strategica: portare l’adaptive nella routine clinica puntando sul software e sugli algoritmi di AI, rendendo più rapidi e solidi processi come segmentazione e pianificazione e favorendo l’adozione anche su acceleratori convenzionali non dedicati.
La radioterapia oncologica è un pilastro nella cura dei tumori solidi e richiede la massima precisione nel colpire il bersaglio tumorale risparmiando i tessuti sani. Oggi l’Intelligenza Artificiale sta trasformando l’intero processo, dall’analisi delle immagini alla pianificazione, fino a una maggiore standardizzazione ed efficienza dei flussi clinici. Il salto più significativo è la radioterapia adattativa (ART), che consente di aggiornare il piano seduta dopo seduta in base alle variazioni anatomiche del paziente, ottimizzando efficacia e tollerabilità: un passaggio dalla precisione “di sistema” a una cura realmente dinamica e personalizzata.
In questo quadro, il Responsible Research Hospital – dove sono già impiegate tecniche avanzate come IMRT, VMAT, IGRT e radiochirurgia – avvia una sperimentazione per sviluppare e portare nella pratica clinica l’ART attraverso MOZI, sistema di pianificazione avanzato recentemente introdotto sul mercato, distribuito in Italia da Tema Sinergie e sviluppato a partire dalla ricerca dei fisici del Medical College of Wisconsin (USA) sotto la guida del Prof. Allen Li.
L’obiettivo è rendere l’adaptive sempre più realizzabile grazie a soluzioni software basate su algoritmi di AI per segmentazione e pianificazione rapide, riducendo barriere tecnologiche e favorendo l’applicazione clinica anche con acceleratori non dedicati.
Sulla base dell’esperienza nell’innovazione tecnologica, l’UOSD di Fisica Medica e Sanitaria e l’UOC di Radioterapia Oncologica del Responsible Research Hospital sono state individuate da Manteia come riferimento europeo per lo sviluppo, l’implementazione e l’introduzione clinica di MOZI. Durante le giornate del 22 e 23 gennaio sono stati definiti obiettivi e attività operative: tra le prime applicazioni, un protocollo per trattamenti ipofrazionati del tumore della prostata in tecnica stereotassica extracranica adattativa, con successiva estensione ad altri distretti, inclusi testa-colloe ginecologici. In prospettiva, il percorso punta anche all’integrazione tra ART e radiomica e allo sviluppo di modelli predittivi (risposta, prognosi, tossicità) e strumenti di supporto alle decisioni cliniche, per aumentare sicurezza e qualità del processo di cura.
Tra i protagonisti delle due giornate, il dottor Savino Cilla, Direttore della UOSD di Fisica Medica del Responsible Research Hospital: “L’integrazione tra fisica medica, intelligenza artificiale e oncologia sta aprendo nuove traiettorie per la terapia oncologica e la medicina di precisione – ha detto -. La sfida è mantenere un equilibrio virtuoso tra la potenza analitica dei sistemi di IA e l’esperienza clinica consolidata, per sviluppare trattamenti sempre più mirati, personalizzati ed efficacì.
Accanto a lui, il Professor Francesco Deodato, Direttore del Dipartimento Servizi e Laboratori e dell’UOC di Radioterapia Oncologica ‘Molise ART’, ha contribuito a delineare l’orizzonte clinico dell’implementazione: “L’intelligenza artificiale in radioterapia apre un orizzonte clinico in cui i protocolli evolvono da modelli rigidamente standardizzati a sistemi adattivi, capaci di aggiornarsi nel tempo in base all’evoluzione anatomica e clinica del paziente. Un approccio che consente un aggiornamento continuo delle strategie terapeutiche, coniugando flessibilità clinica, sicurezza e riproducibilità. Sul piano della personalizzazione, l’AI supera il concetto di ‘paziente mediò, supportando decisioni sempre più calibrate sul profilo individuale di rischio, risposta e tolleranza al trattamento: protocolli come strumenti evolutivi e AI come abilitatore strategico di qualità, appropriatezza e sostenibilità delle cure oncologichè.
Nel quadro delle riflessioni emerse nel corso delle due giornate, la Dottoressa Gabriella Macchia, Responsabile della U.O.S. Radioterapia per Fasci Esterni, ha condiviso alcune considerazioni sul tema, sottolineando che ‘l’integrazione di strumenti avanzati di intelligenza artificiale consente una pianificazione radioterapica sempre più personalizzata, migliorando precisione di dose e adattamento alle caratteristiche anatomiche e biologiche dei pazienti. In pratica, l’AI supporta definizione di volumi bersaglio e organi a rischio, ottimizzazione dei piani e controllo di qualità, riducendo variabilità inter-operatore e tempi di pianificazione, per percorsi di cura più efficienti, sicuri e sostenibili. In ginecologia oncologica facilita la gestione di scenari ad alta complessità (trattamenti pelvici e integrazione con brachiterapia) e approcci adattivi; in senologia favorisce una pianificazione più riproducibile di volumi mammari e linfonodali, il risparmio degli organi sani e l’implementazione sicura di protocolli ipofrazionati. L’esperienza maturata consente di estendere queste tecnologie a diversi distretti, promuovendo una radioterapia sempre più integrata, adattiva e centrata sul pazientè.
A rimarcare la solidità del progetto anche sul piano dell’organizzazione e della governance sanitaria, il dottor Giovanni Guglielmucci, Direttore Sanitario del Responsible Research Hospital: ‘L’introduzione di tecnologie basate su Intelligenza Artificiale richiede non solo innovazione scientifica, ma anche un solido governo clinico che mette al centro sicurezza, qualità e appropriatezza delle cure. L’innovazione tecnologica, per essere sostenibile, deve essere accompagnata da processi organizzativi chiari e controllabili e da una forte integrazione multidisciplinare: questo progetto risponde pienamente a tali requisiti. E’ questo l’approccio necessario per trasformare l’innovazione in un reale beneficio per i pazienti e per il sistema sanitariò.
“Essere stati individuati come centro europeo di riferimento per la sperimentazione di una tecnologia così avanzata è un riconoscimento importante e, insieme, una responsabilità verso i pazienti e verso il territorio – ha detto Stefano Petracca, Presidente del Responsible Research Hospital -. MOZI rappresenta una frontiera concreta: l’Intelligenza Artificiale applicata alla pianificazione e alla radioterapia adattativa significa più precisione, più personalizzazione e più sicurezza. Questo progetto ci consente di trasformare l’innovazione in pratica clinica, rafforzando il ruolo del Responsible Research Hospital come luogo in cui la ricerca e la tecnologia diventano cure migliori, accessibili e misurabili”.
“La vera innovazione sanitaria è quella che entra nei processi con metodo e governance: standardizza, accelera, migliora la qualità e rende i risultati valutabili”, ha aggiunto Francesco Bevere, consulente strategico del Presidente del Responsible Research Hospital. “L’AI applicata alla pianificazione radioterapica può generare un impatto rilevante sull’organizzazione clinica: più efficienza, maggiore robustezza decisionale e un utilizzo più razionale delle risorse, senza perdere – anzi rafforzando – la centralità della persona sottoposta al trattamento radioterapico. La sperimentazione avviata qui è un segnale forte: è possibile fare sanità di avanguardia costruendo alleanze internazionali e valorizzando competenze specialistiche di alto livello”.
Con l’avvio della sperimentazione MOZI, il Responsible Research Hospital conferma una traiettoria chiara: investire in tecnologia, competenze e sinergie globali per portare nella pratica clinica il futuro della radioterapia, con un obiettivo prioritario e misurabile: migliorare la qualità e la personalizzazione delle cure oncologiche.
– foto ufficio stampa Responsible Research Hospital –
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