Il Savona vince ma è gelo con i tifosi: la “ultras-cam” della partita con il Little Club James

  • Postato il 1 febbraio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Generico gennaio 2026

Savona – Little Club James si è giocata su due fronti: uno in campo, l’altro sugli spalti. Il campo ha raccontato di un 3-0 soddisfacente che riporta gli Striscioni alla vittoria dopo due turni. Ma c’è anche l’occhio che non poteva non essere rivolto anche alla tribuna per tastare il mood degli ultras, che avevano lasciato delusi il Morgavi di Sampierdarena voltando le spalle alla squadra al triplice fishcio.

Che ci sia malumore era risaputo da tempo, con il gesto della scorsa settimana a suggellare un clima di contestazione. Che, guardando nel partite, serpeggia anche tra quei tifosi “storici” che da anni, con o senza una “sigla”, seguono le vicissitudini del Vecchio Delfino.

Gli ultras oggi sono entrati al Chittolina alle 14:50, quando solitamente nelle gare casalinghe è possibile vederli sugli spalti ben prima. In particolar modo quando ci sono coreografie da preparare. Ma di per sé questo dettaglio racconta poco. Il fatto significativo è quello dei primi 80 minuti di gioco.

Ottanta minuti in silenzio. Così i tifosi biancoblù hanno vissuto la partita. Giusto qualche urlo agli avversari che erano rimasti a terra dopo qualche contrasto nel primo tempo, poi nulla. Nessun coro, né di apprezzamento né di contestazione. Una sorta di presenza-assenza, per dimostrare partecipazione alla causa ma, probabilmente, disinteresse verso i giocatori.

Da segnalare il silenzio anche al momento delle uscite dal campo di Sassari e Silvestri. I due marcatori della sfida, usciti rispettivamente al 72′ e al 74′, sono stati applauditi da tutto lo stadio, ma non dagli ultras. Insomma, un altro segnale di netta spaccatura con la squadra.

Si potrebbe dire la tempesta dopo la quiete (sì, il detto è al contrario, ma così rende meglio l’idea). Perché improvvisamente all’ottantesimo i tifosi biancoblù hanno iniziato a cantare. Attenzione, non cori a sostegno della squadra, ma più riferiti alla tifoseria stessa (“Diffidati con noi” e “Siamo i ragazzi di Savona”, tanto per fare degli esempi). Sembrava comunque di essere di nuovo immersi nel solito clima di calore emesso dagli ultras biancoblù, pur senza striscioni e bandiere, come detto. 

È però solo per quanto successo a fine gara che si può realmente parlare di rottura tra squadra e tifoseria. Infatti dopo il triplice fischio i giocatori non sono andati a salutare la tifoseria che ha risposto chiamando il capitano Michele Schirru. “Schirru, vieni qui”, si sentiva dai più attivi tra i sostenitori del Vecchio Delfino, probabilmente per chiedere un confronto. Ma da parte del capitano nessun cenno, nessuno sguardo verso la tifoseria. I giocatori del Savona sono tutti rientrati direttamente negli spogliatoi. E lì è arrivata la reazione degli ultras con cori, stavolta sì, contro la squadra. “Meritiamo di più” cantavano i tifosi, oggi forse non riferito al campo ma al comportamento dei giocatori verso di loro.

Dopo la Sampierdarenese avevamo scritto “domenica i tifosi hanno letteralmente voltato le spalle ai biancoblù a fine gara”, oggi invece sono stati i giocatori e in particolare il capitano a voltare le spalle ai tifosi. Insomma, una sorta di legge del contrappasso che però non fa di certo bene a un ambiente che ha bisogno di unirsi per rimanere aggrappato alle residue speranze di salire in Eccellenza.

Autore
Il Vostro Giornale

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