Imprese, Fondo Conoscenza presentato Avvisi 2026: Convegno a Roma
- Postato il 26 marzo 2026
- Economia
- Di Paese Italia Press
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Roma, 26 marzo 2026 – Si è tenuto oggi, presso Palazzo Montemartini a Roma, il convegno annuale di Fondo Conoscenza dedicato alla presentazione degli Avvisi 2026. Un appuntamento che quest’anno ha assunto una valenza particolare: al lancio degli strumenti di finanziamento per la formazione continua si è aggiunta la presentazione di un nuovo ciclo strategico, segnato da un rebranding identitario e da risultati che confermano il trend in crescita del Fondo. La sala piena (imprese, enti di formazione, parti sociali, professionisti del settore) ha restituito il senso di un appuntamento diventato punto di riferimento nel panorama della formazione finanziata. A moderare i lavori la giornalista Antonella Melito.
LA BILATERALITÀ COME MOTORE DI COESIONE
Ad aprire il dibattito il presidente di Fenapi, Carmelo Satta, che ha inquadrato l’azione di Fondo Conoscenza all’interno del più ampio sistema della bilateralità: uno strumento concreto per lo sviluppo della coesione sociale, capace di tradurre valori condivisi in opportunità reali per le imprese e i lavoratori. Guglielmo Gebbia di Ciu Unionquadri ha sottolineato come la formazione continua produca effetti strutturali solo se risulta semplice e accessibile, e capace di accompagnare le imprese nelle grandi transizioni in atto, tecnologica, green, demografica. “Si sposta l’attenzione dalla quantità alla qualità”.
Il richiamo ai recenti dati del World Economic Forum è arrivato da Domenico Cosentino, segretario generale di Ali Confsal: entro due anni, ogni lavoratore sarà chiamato ad aggiornare in misura significativa le proprie competenze per restare competitivo nel sistema produttivo. Un dato che trasforma la formazione continua da opzione a necessità strutturale.
I NUMERI DI FONDO CONOSCENZA: CRESCITA E INCLUSIONE
Il presidente di Fondo Conoscenza, Concetto Parisi, ha illustrato i risultati del Fondo nel 2025, dipingendo un quadro in forte crescita, caratterizzato da una significativa apertura verso nuovi soggetti. Le aziende aderenti sono passate da 41.794 a 51.090, con un incremento del +22% in un anno. I piani formativi finanziati hanno registrato un aumento straordinario: +222%, passando da 520 a 1.678 piani (di cui 680 Fnc e 998 ordinari). Le ore di formazione approvate sono salite a 134.579, a fronte di un tasso di copertura finanziaria del 95,71%: su un totale richiesto di oltre 11 milioni di euro, ne sono stati finanziati più di 10,5 milioni.
Un dato su tutti descrive la missione del Fondo: il 60,23% delle aziende aderenti non aveva in precedenza mai aderito ad alcun fondo interprofessionale. “I finanziamenti per la formazione continua- ha detto Parisi- devono essere moneta corrente, immediati e alla portata di tutti”. Un principio che si traduce nei numeri: Fondo Conoscenza ha portato nel sistema della formazione finanziata imprese tradizionalmente escluse, con una presenza marcata di microimprese (85,65% della platea) e un bacino geografico che include territori storicamente meno raggiunti. Antonello Rossetti, esperto nella valutazione dei piani formativi, ha approfondito i dati dell’Avviso 1/2025, confermando la capacità del Fondo di operare in contesti dove la formazione tradizionalmente fatica ad arrivare. Il 73% delle imprese beneficiarie si concentra in sei settori: il commercio guida la classifica con quasi il 20%, ma colpisce la presenza tra i primi sei della sanità e dell’assistenza sociale, comparto nel quale si avverte con urgenza la necessità di elevare qualità e professionalità del servizio. Non è un dato isolato: l’indagine Excelsior sulle previsioni occupazionali 2025-2029 indica questi stessi settori tra quelli con il maggiore fabbisogno di figure professionali nei prossimi anni.
IL REBRANDING: QUANDO IL SEGNO FA LA DIFFERENZA
Il 2026 segna anche un passo simbolico e identitario per il Fondo. La nuova identità visiva, presentata nel corso del convegno, nasce da un’analisi profonda della missione di Fondo Conoscenza e si costruisce attorno a tre segni tipografici: l’asterisco, che chiarisce e apre nuove possibilità; l’accento, che orienta il significato; la stella, che segnala il risultato raggiunto.
GLI AVVISI 2026: CINQUE STRUMENTI PER UNA FORMAZIONE ACCESSIBILEIl direttore di Fondo Conoscenza, Raffaele Modica, ha illustrato il pacchetto degli Avvisi 2026, dotato di oltre 14 milioni di euro di risorse e articolato in cinque strumenti distinti, già in parte attivi:
– Avviso 1/2026 – Generalista: sostiene piani formativi aziendali, territoriali e settoriali su tutte le aree tematiche, con finestre mensili di presentazione da aprile a dicembre 2026. Tra le novità, un incremento premiale per le aziende neo-aderenti, a conferma dell’attenzione verso i nuovi ingressi nel sistema formativo.
– Avviso 2/2026 – Voucher Pmi (aziende associate alle Parti Sociali): voucher formativi per i dipendenti delle piccole e medie imprese associate a Fenapi, con contributi fino proporzionali alla dimensione aziendale.
– Avviso 3/2026 – Voucher Pmi (tutte le aziende aderenti): stesso impianto dell’Avviso 2, con platea allargata a tutte le aziende aderenti, senza requisito associativo.
– Avviso 4/2026 – Certificazione delle competenze (in pubblicazione a maggio): avviso sperimentale dedicato ai percorsi di individuazione, validazione e certificazione delle competenze dei lavoratori, in coerenza con il Sistema Nazionale di Certificazione e il Quadro europeo EQF.
– Avviso 5/2026 – Sistemi Territoriali di Imprese (in pubblicazione a luglio): strumento a vocazione territoriale, con durata triennale, che finanzia piani formativi e voucher per i dipendenti delle imprese aderenti e per soggetti disoccupati da inserire nel mercato del lavoro. In parallelo, il Fondo ha annunciato l’attivazione di una chatbot dedicata, disponibile in tempo reale per orientare, informare e supportare imprese ed enti all’accesso agli strumenti di finanziamento.
IL QUADRO ISTITUZIONALE: EQUITÀ, NON UNIFORMITÀA chiudere i lavori Maurizio Politi, Vice Capo Ufficio Legislativo, ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha inquadrato il ruolo delle linee guida ministeriali nel contesto più ampio delle politiche del lavoro. “La ragione delle linee guida non è ostacolare qualcuno, ma garantire la formazione”- ha affermato, sottolineando la differenza tra uguaglianza ed equità: trattare situazioni diverse in modo uniforme può tradursi in un ostacolo alla competizione leale. Differenziare in funzione della dimensione aziendale, della composizione retributiva, della provenienza geografica: è questa la direzione verso cui muoversi, con la capacità di costruire soluzioni condivise tra professioni, associazioni, istituzioni e cittadini. “L’unica sfida che abbia senso- ha concluso- è quella che ci consente di programmare il futuro, invece di ragionare nell’emergenza”.
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