Inceneritore, si ingrossano le file del fronte del no: a Cairo assemblea pubblica da tutto esaurito
- Postato il 12 marzo 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Il tema dell’ipotesi di un termovalorizzatore in Valbormida è stato il cardine dell’incontro, durante il quale si è ribadito come “gli impianti di incenerimento non eliminino i rifiuti, ma li trasformino in fumi, ceneri tossiche e CO₂, producendo nuovi rifiuti speciali da smaltire e immettendo in atmosfera sostanze nocive, come accaduto a Bragno dove sono stoccate tonnellate di ceneri provenienti da un impianto torinese. Inoltre si ricorda che la Val Bormida si trova a oltre cento chilometri da Genova, dove si concentra la produzione principale dei rifiuti urbani. Pensare di trasferire enormi quantità di rifiuti da un capo all’altro della Liguria per bruciarli in un territorio già segnato da decenni di inquinamento è una scelta ambientalmente, economicamente e logisticamente insostenibile – aggiungono – La valle ha già pagato un prezzo altissimo all’industria chimica e oggi ha bisogno di bonifiche, risanamento e sviluppo sostenibile, non di nuovi impianti che ne compromettano il futuro”.
E sempre ieri sera è stato ribadito che “l’unica strada responsabile sia una raccolta differenziata efficiente e trasparente, che punti al recupero effettivo dei materiali e alla riduzione della frazione residua, in linea con le direttive europee e con i principi dell’economia circolare. Solo così si tutela la salute, si riducano le emissioni e si costruisce un futuro più pulito per tutti. No e mai all’inceneritore in Val Bormida. Per la salute, per l’ambiente, per il futuro delle nostre comunità”.
Presenti all’incontro tre sindaci, quello di Altare, Roberto Briano, Carcare, Rodolfo Mirri e di Cosseria, Roberto Molinaro, nonchè i consiglieri regionali Roberto Arboscello (Pd), Jan Casella (Avs) e Stefano Giordano (M5s).
Anche il tema delle pale eoliche è stato affrontato dai referenti dei comitati, illustrando come la Valbormida sia “invasa da oltre decine di aerogeneratori, con un impatto ambientale e paesaggistico molto impattante e alcune aree, tra cui la Riserva naturale dell’Adelasia, fortemente minacciata dal proliferare degli impianti”.
Lo slogan dell’assemblea era proprio “Invasione della Valbormida? Basta, grazie”, e il messaggio di ieri sera nei confronti del bando regionale per l’insediamento del termovalorizzatore, e delle sei manifestazioni di interesse di cui quattro provenienti da aziende che operano su siti del territorio, è stato chiaro.