Indian Wells, Tien fa fuori Shelton e manda segnali al resto del mondo. Zverev spiega perché vincono Alcaraz e Sinner
- Postato il 9 marzo 2026
- Di Virgilio.it
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Specialista in vittime illustri: Learner Tien ormai non è più una sorpresa, eppure ci si sorprende sempre di vederlo battere giocatori che in classifica stanno qualche posizione del ranking più in alto. L’ultimo della lista è Ben Shelton: il newyorchese non se la passava benone a livello fisico, ma la vittoria del campione in carica delle Next Gen ATP Finals testimonia una volta di più che il percorso di crescita sta dando risultati notevoli. E soprattutto ribadisce al mondo intero che contro questo Tien ormai è dura per tutti. Anche per i calibri più grossi.
- Tien ha sempre un piano B: "Uso la mia intelligenza tennistica"
- Change, l'allenatore di Tien: "Presto lotterà anche con i big"
- Zverev sulla superiorità di Alcaraz e Sinner: "Non è tattica..."
Tien ha sempre un piano B: “Uso la mia intelligenza tennistica”
Shelton peraltro è recidivo: aveva già perso contro Tien sull’erba di Mallorca 9 mesi fa, in uno dei tornei di preparazione a Wimbledon. Stavolta la vittoria è però decisamente più pesante, anche perché consegna al 19enne Tien il primo approdo agli ottavi a Indian Wells, eguagliando il miglior risultato a livello Masters 1000 (aveva già raggiunto il quarto turno a Montreal e Shanghai, battuto rispettivamente da Michelsen e Medvedev).
I quarti raggiunti a Melbourne un mese e mezzo fa non sono stati soltanto un’eccezione, ma qualcosa che ormai si avvicina sempre più alla regola. Tien ha vinto in tre set (7-6 4-6 6-3) sfruttando al massimo la sua prima di servizio (15 ace contro gli 8 di Shelton), ma soprattutto dando l’impressione di saper incidere nel modo più efficace possibile nei momenti chiave del match.
“Cerco di sfruttare al massimo le mie conoscenze, potrei definirla una sorta di intelligenza tennistica: se dovessi darle una definizione direi che è un mix di problem solving e capacità di adattamento, che sono entrambe componenti fondamentali del tennis. Ognuno ha il suo piano partita, ma la bravura sta nel riuscire ad adattarsi a quello del rivale per portarlo a tuo favore”. Un approccio scientifico che Tien proverà a mettere in pratica anche contro Davidovich-Fokina, il prossimo ostacolo sulla strada, preludio a un possibile quarto di finale con Sinner (se batterà Fonseca…).
Change, l’allenatore di Tien: “Presto lotterà anche con i big”
Michael Chang, ex numero 2 del mondo, nonché attuale allenatore di Tien, in qualche modo sta riuscendo nel proposito di far diventare il giovane giocatore statunitense (ma di origini asiatiche, proprio come Chang) alla stregua di qualcosa in più di una mina vagante. Dopotutto già il nome di Tien “tradisce” le sue attitudini: Learner in lingua inglese si traduce con “colui che studia”, o per meglio dire “colui che impara”.
“Studia meticolosamente ogni avversario e ogni aspetto del gioco, e questo fa di lui un giocatore assai intelligente, probabilmente più della media dei suoi colleghi”, ha spiegato Chang, che lavora nello staff di Learner dalla scorsa estate e che lo ha accompagnato nel primo successo in un torneo ATP (quello di Metz) prima della vittoria nelle Next Gen ATP Finals. “Ha voglia di imparare in fretta e certamente a breve potrà lottare al massimo con i migliori”.
Zverev sulla superiorità di Alcaraz e Sinner: “Non è tattica…”
Nella notte californiana ha vinto anche Sascha Zverev, che battendo in tre set Brandon Nakashima ha conquistato la vittoria numero 100 in un torneo del Masters 1000, primo tennista a riuscirci nel terzo decennio del millennio. Una partita complicata che ha richiesto due ore e mezzo di battaglia, ma che alla fine ha sorriso ancora una volta al tedesco, che rispetto alle precedenti usciti ha mostrato qualche variante a livello tattico, facendo leva su un atteggiamento assai più aggressivo.
“Nakashima ha servito benissimo, non l’ho mai visto servire così bene, quindi tutto è stato più complicato e pertanto questa vittoria ha un valore superiore”, ha spiegato a fine match. E tra una domanda e l’altra non è mancata una riflessione legata alla superiorità di Alcaraz e Sinner in questa era tennistica.
“Non penso che vincano perché hanno una tattica migliore, o un QI tennistico superiore rispetto alla concorrenza. Vincono semplicemente perché i loro colpi sono migliori di quelli di qualunque altro giocatore. Forse una decina di anni fa QI e tattica avevano un valore superiore, adesso vince chi colpisce meglio la palla”.