Influenza verso il picco, ma in Liguria l’incidenza resta bassa. Nicolò: “Merito dei vaccini gratis”

  • Postato il 12 gennaio 2026
  • Altre News
  • Di Genova24
  • 1 Visualizzazioni
Generica

Genova. È atteso nelle prossime due settimane il picco dell’influenza che ha mandato a letto circa 800mila italiani nell’ultima settimana. A imperversare in questa stagione invernale è la cosiddetta variante K, caratterizzata da sintomi che persistono anche per più di 20 giorni, segno di un virus particolarmente aggressivo e persistente.

Secondo l’ultimo rapporto della rete nazionale RespiVirNet, nella settimana a cavallo tra dicembre e gennaio l’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute era pari a 14,1 casi ogni mille assistiti in Italia, in diminuzione rispetto alla settimana precedente. Ma i dati risentono della diminuzione delle visite durante la festività (quindi meno segnalazioni da parte dei medici di famiglia) e anche della chiusura delle scuole che limita i contagi.

La Liguria per ora si colloca in zona gialla, cioè con un’incidenza relativamente bassa. In totale i 38 medici aderenti alla rete, con una copertura totale di 53.747 pazienti, hanno segnalato 525 positività, dato che corrisponde a un’incidenza del 9,77 per mille, uno dei più bassi d’Italia. Il primato nazionale spetta alla Campania con 20,53 casi ogni mille abitanti.

Ci stiamo comportando molto bene. La chiave di volta è stata la vaccinazione, che abbiamo esteso per la prima volta su tutto il territorio regionale a titolo gratuito – commenta l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò -. Questo ha portato a un raddoppio dei casi vaccinati. L’effetto protettivo non è solo evitare il raffreddore, ma ridurre i casi gravi: chi si è vaccinato non è finito in ospedale per polmoniti o insufficienze respiratorie. Altre regioni che hanno iniziato più tardi o hanno dato la gratuità solo dal primo gennaio hanno ottenuto risultati meno efficaci”.

Gli ultimi dati disponibili sono aggiornati al 7 gennaio 2026: a quella data in Liguria erano vaccinate 333.433 persone. Nel 2025 alla stessa data avevano ricevuto la dose antinfluenzale 269.245 cittadini.

Stando ai dati della sorveglianza dell’Istituto superiore di sanità, la curva dei contagi è entrata nella sua fase centrale, con il picco atteso nelle prossime due settimane, ma non si esclude una coda epidemica che può arrivare fino alla primavera. Alla luce di questo scenario, la Società italiana dei medici di medicina generale e delle cure primarie (Simg) ribadisce come sia fondamentale adottare comportamenti responsabili, riconoscere correttamente i sintomi e utilizzare in modo appropriato le terapie, evitando il ricorso improprio ai farmaci.

“La vaccinazione antinfluenzale, che risulta ancora disponibile presso gli ambulatori dei medici di medicina generale, trova ancora utilità per una copertura efficace della coda lunga dell’epidemia stagionale – spiega Alessandro Rossi, presidente della Simg -. Resta inoltre fondamentale mantenere il distanziamento sociale e utilizzare le mascherine, in particolare nei luoghi affollati ed in presenza di soggetti fragili anche a casa, oltre a seguire le buone e comuni norme igieniche”.

“Negli studi dei medici di medicina generale si registra una domanda assistenziale elevata, con numerosi consulti per sintomi respiratori e sindromi simil-influenzali – evidenzia Tecla Mastronuzzi coordinatrice macroarea prevenzione della Simg -. I sintomi principali includono riniti (raffreddore), mal di testa, dolori articolari, tosse, mal di gola e febbre. Possono durare pochi giorni, ma sovente persistono anche più a lungo (con una mediana di 2-3 settimane per tosse e rinorrea). La persistenza di temperature elevate per numerosi giorni oppure una mancata risposta ai comuni antipiretici richiede sempre una valutazione clinica”

“In presenza di sintomi influenzali, la raccomandazione è di assumere terapie che intervengano sui sintomi – sottolinea Ignazio Grattagliano, vice presidente della Simg -. Il paracetamolo è molto efficace sia come analgesico che come antipiretico, anche perché praticamente esente da importanti effetti collaterali se usato alle dosi consigliate. Gli antibiotici, infine, non hanno indicazione trattandosi di infezioni virali; la necessità di una loro assunzione deve seguire sempre una valutazione riservata ai soli casi necessari”.

Autore
Genova24

Potrebbero anche piacerti