Ingigantito e meno addestrato, l’Ice ha ucciso una mamma su un Suv

  • Postato il 9 gennaio 2026
  • Di Il Foglio
  • 12 Visualizzazioni
Ingigantito e meno addestrato, l’Ice ha ucciso una mamma su un Suv

Milano. Nella giornata di mercoledì, un agente dell’Ice, la forza dell’ordine responsabile del controllo delle frontiere e dell’immigrazione che in quest’ultimo anno ha acquisito sempre più potere, ha ucciso una cittadina statunitense di 37 anni, Renee Nicole Good, sparandole mentre si trovava all’interno della sua vettura, un Suv marrone. Subito dopo l’incidente, avvenuto a Minneapolis, a poca distanza dal luogo in cui nel 2020 un poliziotto uccise George Floyd, la segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem ha derubricato l’omicidio a un caso di legittima difesa. Noem ha dichiarato che uno dei veicoli dell’Ice era rimasto bloccato nella neve e mentre gli agenti cercavano di farlo ripartire sarebbero stati bloccati da una folla di agitatori. Uno dei veicoli che li ostacolava sarebbe stato quello della donna, che avrebbe tentato, nelle parole di Noem, di “utilizzarlo come un’arma, tentando di uccidere, in un atto di terrorismo interno”: gli agenti avrebbero sparato per difendersi. L’analisi indipendente del New York Times, compiuta attraverso diversi video di cittadini che si trovavano sul posto, contesta del tutto questa ricostruzione. La dinamica vede gli agenti avvicinarsi al veicolo, con uno di essi che tenta di forzare la portiera, l’auto che tenta di partire e tre colpi sparati da una singola persona – uno di questi colpi si rivelerà fatale. Al momento degli spari, l’agente si trovava a sinistra della vettura mentre le ruote della macchina puntavano verso destra: per questo diventerebbe impossibile affermare che la macchina fosse nella traiettoria dell’agente che sparava. Va ricordato che gli agenti sono autorizzati a utilizzare le armi da fuoco contro qualcuno soltanto se c’è il ragionevole sentore di un pericolo immediato, e non per evitarne una possibile fuga. Inoltre, gli agenti avrebbero bloccato i tentativi di alcuni testimoni oculari di prestare soccorso alla vittima, bloccando anche una persona che si era identificata come un medico.

   

Se Noem, nonostante le prove video, ha affermato che l’agente “ha salvato la sua vita e quella dei colleghi”, il governatore del Minnesota Tim Walz ha ribadito che le operazioni dell’Ice sarebbero una minaccia per la sicurezza dei cittadini, e che per settimane aveva avvertito che un dispiegamento così massiccio di truppe avrebbe portato a incidenti. Nei giorni precedenti, infatti, l’Amministrazione aveva inviato più di duemila agenti in Minnesota per arrestare e deportare quanti più immigrati irregolari possibile. Nel nuovo mandato, l’Ice opera con fondi e margini di discrezionalità sempre più larghi. Nella legge di bilancio del 2025, il cosiddetto big beautiful bill, sono stati stanziati 75 miliardi per portare avanti l’obiettivo richiesto dall’Amministrazione di triplicare il numero di arresti giornalieri. Di questi, 45 sono serviti ad ampliare il sistema di detenzione per i prossimi quattro anni, in modo da poter detenere più di 100 mila persone contemporaneamente, un budget cinque volte più alto di quello riservato alle carceri federali; 30 miliardi servono per aumentare il personale. L’aumento degli agenti è stato compiuto con estrema velocità, proprio perché la Casa Bianca aveva bisogno di più forze da dispiegare per le strade. Per questo il programma di addestramento è stato sensibilmente velocizzato: è passato da 13 a 8 settimane, è aumentata l’età massima di assunzione e alcune persone hanno iniziato la fase di addestramento prima ancora di ottenere il risultato di idoneità a svolgere il lavoro. L’Ice quindi agisce con un incentivo politico – la lotta all’immigrazione – e uno economico: quella delle deportazioni è un’industria in crescita.

 

Negli ultimi quattro mesi, gli agenti dell’Ice – che possono operare con il volto coperto – hanno aperto il fuoco su nove persone diverse, e prima di mercoledì avevano già ucciso un migrante messicano, Silverio Villegas-Gonzalez. Pure in quel caso era stata addotta la motivazione della legittima difesa, anche se un esperto contattato dal New York Times aveva affermato che le tattiche utilizzate dagli agenti avevano peggiorato la situazione. John Sandweg, direttore dell’Ice durante la presidenza Obama, ha detto alla Cnn che la mancanza di addestramento e la corsa ad assumere per aumentare i numeri ha giocato un ruolo nella tragedia di Minneapolis.

 

Continua a leggere...

Autore
Il Foglio

Potrebbero anche piacerti