Inquinamento portuale, Tar convalida il fermo di una nave con dotazioni fuori normativa

  • Postato il 20 febbraio 2026
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Genova. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria, con una sentenza depositata il 14 gennaio 2026 ha respinto il ricorso presentato contro il provvedimento di fermo disposto dalla Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Genova nei confronti della nave cisterna Stolt Argon, che quindi resta ormeggiata nella banchine genovesi.

La notizia arriva da una nota stampa della Capitaneria di Porto di Genova. L’imbarcazione era stata bloccata a seguito di un’ispezione di Port State Control, che aveva evidenziato gravi difformità rispetto alle normative internazionali sulle emissioni di ossidi di azoto (NOx): nello specifico, gli ispettori avevano rilevato l’installazione su diversi motori diesel di pompe di iniezione prive della marcatura identificativa IMO, elemento essenziale previsto dal fascicolo tecnico approvato per l’unità.

Nella sua decisione, il Tar ha chiarito un punto fondamentale per l’operatività delle autorità marittime: per disporre il fermo di una nave non è necessaria una verifica funzionale complessa che dimostri l’effettivo inquinamento. È sufficiente la non conformità documentale e tecnica rispetto al fascicolo approvato per configurare un potenziale rischio ambientale e giustificare il provvedimento di detention.

La sentenza conferma la legittimità della linea dura adottata dalla Capitaneria di Porto di Genova. Data la vicinanza tra lo scalo portuale e il centro abitato, il controllo delle emissioni nocive è divenuto una priorità assoluta. “L’attività ispettiva della Guardia Costiera si concentra oggi su quattro pilastri fondamentali – specifica la nota – verifica della conformità dei motori ai certificati internazionali (EIAPP/IAPP); corrispondenza tra i componenti fisici installati e il Technical file della nave; monitoraggio rigoroso dei registri parametrici dei motori, rispetto dei limiti emissivi globali”

Il caso della Stolt Argon non è isolato. Negli ultimi due anni, l’Autorità marittima genovese ha disposto il fermo di oltre dieci navi per violazioni analoghe. La Capitaneria di porto di Genova precisa nella nota che “La decisione del TAR Liguria conferma la correttezza dell’operato dei nostri team ispettivi e rafforza il principio secondo cui la conformità ai requisiti tecnici previsti dalla normativa internazionale costituisce presidio essenziale per la tutela dell’ambiente marino e atmosferico”. “Prosegue” continua la nota “l’attività di controllo delle navi che scalano il porto, assicurando il rispetto delle convenzioni internazionali in materia di sicurezza della navigazione e protezione dell’ambiente.”

Autore
Genova24

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