Inter, addio Canuti, stopper gentile che annullò Santillana e brindò a champagne: vinse scudetto '80, amava Sinner

  • Postato il 24 gennaio 2026
  • Di Virgilio.it
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Ha fatto tutto presto, in carriera come in vita. Titolare dell’Inter da giovanissimo, marito a 20 anni, papà a 21, l’addio al calcio a poco più di trent’anni e purtroppo la scomparsa a soli 70 anni. E’ morto, come informa la Gazzetta dello sport, Nazareno Canuti, per anni difensore e bandiera dell’Inter con cui ha vinto uno scudetto e una coppa Italia.

La carriera di Canuti

Una vita tessuta di nerazzurro (con una sola eccezione grossa), la sua: raccattapalle a San Siro a 14 anni, la gavetta nelle giovanili, la prima squadra, Canuti ha collezionato 183 presenze e 1 rete tra il 1976 e il 1982 con la maglia dell’Inter prima di essere ceduto – a sorpresa – in B al Milan, inserito ssieme a Pasinato e Serena, nell’affare Collovati. Con i rossoneri vinse il campionato.

Stopper d’altri tempi Canuti aveva iniziato la carriera da ala destra: “Segnavo anche abbastanza, tiravo sotto la traversa puntando alla scarsa altezza dei portieri”. Al provino per l’Inter a 14 anni, ricorda Panorama, però, lo ammoniscono subito: ale destre ne abbiamo già troppe, fai il terzino. Alla fine del primo tempo lo tolgono dal campo. “Uscii deluso e infuriato, scartato perché fatto giocare fuori ruolo. Solo alla fine mi spiegarono che mi avevano fatto uscire perché avevano già deciso di prendermi”.

Il rapporto con Bersellini

Il suo mentore fu Eugenio Bersellini anche se l’approccio fu brusco, per i metodi da sergente di ferro del tecnico interista (“Un allenatore preparatissimo, sapeva tutto, era come avere un navigatore accanto. Attento che il tuo avversario fa sempre quella finta, quando rientra fa questo movimento. Con lui sono cresciuto molto tatticamente, atleticamente e psicologicamente. Certo era un po’ ossessivo. Per lui esisteva solo il calcio, eravamo sempre in ritiro. Mia figlia il primo anno la vedevo una volta ogni quindici giorni”). La ricompensa fu lo scudetto dell’80: “Grazie alla massacrante preparazione estiva arrivavamo a primavera in condizioni migliori degli avversari”.

Quella sera contro il Real Madrid

Tra i tanti ricordi della carriera a Panorama rivelò un aneddoto singolare. “Santillana era il giocatore più temuto nella semifinale di Coppa Campioni dell’81 con il Real Madrid di Vujadin Boskov”. All’andata al Bernabeu toccò a Mozzini e finì 2-0 per i blancos con primo gol segnato proprio da Carlos Alonso González, in arte Santillana. “Un tifoso promise a Bersellini che se lo avessimo fermato al ritorno, ci avrebbe regalato una cassa di champagne Dom Perignon”. La partita terminò 1-0 per l’Inter e proprio Canuti annullò Santillana. “Il mister ci portò in ritiro dove alla fine cenammo con una minestrina e lo champagne”.

Il rimpianto Nazionale

Il grande rimpianto di Canuti è la Nazionale: giocò nella nazionale B e nell’Under 21, fu inserito nei 40 azzurrabili dell’82 da Bearzot ma pagò un peccato d’origine. Dopo una partita con una rappresentativa azzurra minore, disse che avrebbe preferito giocare insieme con il suo compagno di squadra Bini, impegnato in un altro test azzurro. “Mi chiamò Vicini, vice di Bearzot, dicendomi che avrei dovuto scusarmi con il ct. Mi rifiutai, e così si chiuse la mia esperienza azzurra”.

Dopo aver smesso ancora giovane di giocare, Canuti ha cambiato vita: agente di commercio per la Sony, colosso dell’hi-fi e della televisione, con raggio d’azione in Lombardia. Niente più calcio ma sport sempre (obbligatorie le nuotate in piscina al mattino). Il pallone non gli piaceva più e meno ancora i calciatori ma amava Sinner: “Oggi come oggi secondo me è l’esempio di come deve comportarsi e deve essere uno sportivo”.

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Virgilio.it

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