Inter, Chivu non voleva parlare alla stampa. La bordata ai tecnici che si lamentano e il consiglio a Thuram

  • Postato il 13 febbraio 2026
  • Di Virgilio.it
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C’è il ricordo del rocambolesco 4-3 dell’andata (e del 4-4 di due stagioni fa), spot per il calcio per alcuni e festival degli errori per altri, ma c’è soprattutto la vera prova del nove negli scontri diretti. Domani sera a San Siro c’è Inter-Juventus e la statistica è impietosa: contro Napoli, Milan e Juventus sono 14 partite di fila senza vittorie. Per trovare tre punti nella saccoccia nerazzurra contro una big bisogna risalire alla prima metà del 2024, l’anno dello scudetto da 94 punti. Dopo solo bastonate. Il vantaggio in classifica è abbastanza rassicurante, è vero, motivo per cui anche un pareggio potrebbe andar bene considerando che con le piccole l’Inter è un carrarmato ma Chivu vuole dare una spallata forte al campionato ma ammette che avrebbe fatto volentieri a meno della conferenza odierna. Le parole sulla Juve e sulle polemiche arbitrali.

Chivu riconosce i meriti di Spalletti

Non si nasconde in niente il tecnico rumeno. Dopo aver riconosciuto i meriti del tecnico rivale (“Luciano l’ha migliorata in poco tempo, vedo i giocatori migliorati, la Juve è diversa rispetto all’andata. Spalletti è migliorato molto rispetto a quando era il mio allenatore. Ha tanto da dire e va preso come modello da seguire. In queste partite trovi sempre stimoli in più ma la vera sfida è trovare motivazioni in tutte le gare”) l’allenatore nerazzurro commenta così la scelta di Spalletti che oggi non terrà la conferenza: “Io volevo che parlasse Lautaro, l’avevo proposto ma non hanno voluto, così pareggiavamo la scelta della Juve. Venire a parlare ogni tre giorni è difficile, non cambia tanto in pochi giorni, avrei condiviso anche io volentieri la scelta di Spalletti”.

La bordata sugli arbitri

Capitolo arbitri, tutti chiedono riforme e cambiamenti, Spalletti vorrebbe gli arbitri professionisti, Chivu esce dal coro. “Si parla sempre delle stesse cose, con o senza Var, ci si lamenta sempre quando si pensa di aver subito un torto, ma aspetto sempre un allenatore che venga in sala stampa ad ammettere di aver ricevuto un favore. Fino ad allora degli arbitri non parlo. Dobbiamo migliorare in tante cose, ma non sul piano arbitrale. Posto che possono migliorare loro come tutti”. Il problema non sono loro. Se l’Italia non va al Mondiale da 11 anni di fila, il problema non è degli arbitri. Io sono stato scelto per migliorare le soluzioni non per lamentarmi, non vedo i fantasmi”.

Poi aggiunge: “Io ho un grande rispetto per le squadre che ho affrontato. Quando ero a Roma c’era la Lazio; nell’Inter il derby e la Juve. Per me è sempre stata una partita normale, non ho mai sentito il peso di un derby o di una gara con la Juve. Ho sempre cercato di essere la miglior versione di me stesso anche contro l’Ascoli, con tutto il rispetto. Questo è il segreto”.

L’elogio della Brignone e il messaggio a Thuram

Il 4-3 dell’andata è dimenticato (“quando sei all’Inter non hai tempo di pensare al passato, pensi sempre alla prossima partita, venivamo da due sconfitte di fila ma poi i ragazzi ne sono usciti piano piano”), la storia del presente da raccontare è un’altra, quella dell’oro della Brignone sono storie che commuovono, anche noi abbiamo da imparare, dobbiamo trasmettere dei valori, è giusto fino a un certo punto giudicare solo dai risultati, la storia di Brignone è bellissima e c’è da imparare dal suo esempio, mi sarebbe piaciuto anche vedere la Vonn arrivare alla fine della discesa, purtroppo è finita come sappiamo, ma sono storie importanti”.

Ultima riflessione sulla famiglia Thuram: “Cosa dirò a Marcus Thuram? Di ridere assieme al fratellino, lasciando stare la rivalità, mi metto nei panni di Lilian, la loro è una bella famiglia, anche questa è una storia da raccontare con uno alla Juve e l’altro all’Inter, a Marcus chiedo di essere più egoista solo in campo perchè è un Altruista con la A maiuscola, a loro due auguro di continuare a sognare e di vincere quanto è riuscito al padre”.

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Virgilio.it

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