Iran, domani Meloni alle Camere: diplomazia ma pronti a difesa interessi

  • Postato il 10 marzo 2026
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Iran, domani Meloni alle Camere: diplomazia ma pronti a difesa interessi

Roma, 10 mar. (askanews) – Da un lato l’impegno per un “ritorno della democrazia”, dall’altro il lavoro con Gran Bretagna e Germania su una serie di opzioni per supportare la navigazione commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz di fronte alle minacce iraniane, e la previsione di “forme aggiuntive di assistenza in materia di difesa” per i Paesi del Golfo oggetto degli attacchi di Teheran. Giorgia Meloni, domani in Parlamento, si muoverà su queste due direttrici, supportata da una risoluzione di maggioranza che tiene insieme la questione Iran, la situazione in Ucraina, il Consiglio Europeo che si terrà il 19 e il 20 marzo.

La possibilità di due documenti distinti era circolata come “ipotesi”, ne aveva accennato anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, per venire incontro alle proteste delle opposizioni. Ma alla fine la scelta cade su una risoluzione unica: troppo ghiotta l’occasione per far deflagrare le distanze nel ‘campo largo’.

La condivisione di alcuni punti sarà dunque complessa, su una risoluzione che – notano dalle opposizioni – “non nomina mai i protagonisti della escalation”, ovvero Trump e Netanyahu. Nel testo della maggioranza si impegna il governo a “lavorare con i principali partner europei, internazionali e regionali alla creazione delle condizioni necessarie per un ritorno della diplomazia per risolvere la crisi in Medio Oriente”. E poi a “sostenere, anche attraverso iniziative coordinate nell’ambito dell’Unione europea e in cooperazione tra gli Stati membri, i partner della regione del Golfo colpiti dagli inaccettabili attacchi portati dal regime iraniano, prevendendo, qualora tali aggressioni dovessero proseguire, anche forme aggiuntive di assistenza in materia di difesa, protezione delle infrastrutture critiche e supporto logistico, in piena coerenza con lo spirito e con gli impegni emersi nella videoconferenza tra i vertici europei e i leader dei Paesi del Medio Oriente del 9 marzo scorso”.

Con particolare attenzione all’impatto economico delle difficoltà nelle rotte commerciali: “Ribadire l’importanza di salvaguardare l’integrità e la sicurezza delle frontiere terrestri, aeree e marittime dell’Unione europea, e ad assicurare che esse siano efficacemente protette nel rispetto del diritto dell’Unione e del diritto internazionale; sostenere e valorizzare, in tutte le sedi europee e internazionali, il ruolo fondamentale delle operazioni marittime difensive Aspides e Atalanta, essenziali per la protezione delle rotte marittime critiche e per la prevenzione di interruzioni nelle catene di approvvigionamento vitali per l’Italia e per l’Unione europea; e a farsi promotore, in raccordo con le istituzioni europee e gli Stati membri, di un eventuale adattamento e rafforzamento di tali missioni, qualora la situazione sul terreno lo richiedesse, contribuendo così al miglioramento della sicurezza marittima e della stabilità regionale”. Un tema oggetto di colloqui telefonici con il primo ministro britannico Keir Starmer e col cancelliere tedesco Friedrich Merz, come riferisce Downing Street. I tre leader hanno dunque concordato sulla “vitale importanza della libertà di navigazione” attraverso lo Stretto e “di collaborare strettamente nei prossimi giorni per far fronte alle minacce iraniane”.

Dal punto di vista dell’impatto sui prezzi dei carburanti si resta però solo agli impegni: il Cdm convocato nel pomeriggio non licenzia alcun provvedimento. Nella risoluzione di maggioranza si impegna dunque il governo ad “adottare misure volte a mitigare l’impatto economico della crisi, con particolare riguardo ai prezzi dell’energia e al sostegno alle imprese esportatrici”. Un tema anche oggetto della videocall con i leader europei in cui Meloni “si è in particolare soffermata sulla necessità di una sospensione temporanea del meccanismo ETS”.

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