Isernia, migliaia di persone alla fiaccolata in difesa della sanità pubblica: “Questa battaglia non si fermerà qui”

  • Postato il 19 gennaio 2026
  • Cronaca
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Il sindaco civico di centrosinistra Piero Castrataro e gli enti promotori avevano chiamato a raccolta la cittadinanza per la fiaccolata a sostegno della sanità pubblica, e la comunità molisana ha risposto all’appello. Nella serata di domenica 18 gennaio, oltre 7mila persone hanno attraversato il centro storico d’Isernia per arrivare all’ospedale Ferdinando Veneziale, dove il primo cittadino ha montato una tenda in segno di protesta da più di venti giorni.

L’iniziativa ha raccolto sostegno dal capoluogo fino alle aree interne della provincia. In rappresentanza di questi territori, è intervenuto il sindaco civico di Capracotta Candido Paglione: “Qui il diritto alla salute è sistematicamente negato ed è il risultato di scelte politiche precise”. In Molise la sanità pubblica “è stata smantellata, gli ospedali pubblici indeboliti fino allo stremo e nelle aree interne restano solo le guardie mediche come ultimo, fragile presidio”. Il primo cittadino del comune dell’Alto Molise ha poi criticato le politiche del governo Meloni, che “non corregge le ingiustizie, le rende strutturali”, introducendo “ospedali di terzo livello e ospedali elettivi senza pronto soccorso”. Le Case della salute, invece, vengono descritte come “lo strumento per cancellare anche gli ultimi presìdi territoriali”, come l’ospedale di Agnone.

Una strategia che, secondo Paglione, a livello politico è stata venduta con degli artifizi, come “usare parole nuove per giustificare vecchi tagli”. Lo scopo finale è quello di “smantellare pezzo dopo pezzo la legge 833 del 1978″ che ha istituito il Servizio sanitario nazionale. In questo modo, ha continuato il sindaco di Capracotta, “chi vive nelle aree interne viene trasformato in cittadino di serie B, costretto a scegliere tra rinunciare alle cure o spostarsi per decine di chilometri”. E ha chiuso: “Difendere il diritto alla salute non è una concessione: è un dovere costituzionale. E questa battaglia non si fermerà qui”.

Sulla fiaccolata si è espressa anche la consigliera regionale Micaela Fanelli (Pd): “Da Isernia è partito un segnale chiaro indirizzato a tutta la politica, regionale e nazionale. Un segnale che interpella chi ha il compito di decidere e di assumersi scelte non più rinviabili”, chiedendosi se gli amministratori saranno “capaci di trasformare questa voce forte e unitaria in atti concreti, capaci di garantire davvero il diritto alla salute e un futuro a questo territorio”. Angelo Primiani (M5S) è stato più polemico, in un post pubblicato su Facebook, il consigliere ha scritto: “Oggi a fare rumore non è solo la presenza di chi era in piazza, ma anche qualche assenza che pesa e che domani dovrà essere spiegata ai cittadini”.

Lo scorso 16 gennaio, durante l’incontro “Il grande malato” a Termoli, il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, aveva definito “critica” la situazione della sanità locale. Nella stessa occasione, il segretario generale della Cgil Molise, Paolo De Socio, aveva denunciato il legame tra la sanità privata e la classe dirigente in Regione: “Gli interessi dei cittadini non coincidono con quelli di chi dalla sanità trae profitto e che in Molise hanno nomi e cognomi: Patriciello e Angelucci“. Il riferimento era all’eurodeputato leghista Aldo Patriciello, proprietario clinica Neuromed di Pozzilli, e del parlamentare del Carroccio Antonio Angelucci, patron della Casa di Cura San Raffaele.

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Il Fatto Quotidiano

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