Italvolley, e se Antropova fosse la ragione per cui Egonu tentenna sul 2026? Velasco resta alla finestra
- Postato il 16 gennaio 2026
- Di Virgilio.it
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E se dietro le parole di Julio Velasco si nascondesse un progetto tecnico ben preciso? È quanto è arrivato a ipotizzare più d’uno dopo l’annuncio fatto dal commissario tecnico della nazionale femminile di pallavolo, in striscia aperta da 36 gare (ultimo ko. il 2 giugno del 2024 contro il Brasile: da allora sono arrivate due VNL, un mondiale e un oro olimpico, senza l’onta di una sola sconfitta), riguardo alle convocazioni per gli appuntamenti estivi del 2026. Dove alcune senatrici del gruppo potrebbero essere dispensate, così da poter rifiatare dopo le lunghe fatiche degli ultimi anni (nel volley non c’è modo di respirare: le stagioni di club e nazionali si susseguono a ritmo infernale).
- La chiarezza prima di tutto: il precedente da evitare
- Egonu ha il diritto di riposare dopo tanti anni a tutta
- Antropova ha alzato l'asticella: ora il dualismo sarebbe più complicato?
- Velasco non ha fretta, ma soprattutto ha le spalle coperte
La chiarezza prima di tutto: il precedente da evitare
Velasco ha parlato di 4 giocatrici: Orro e Danesi avrebbero dato il loro assenso a unirsi al gruppo azzurro in vista di EuroVolley, che scatterà a fine agosto, di fatto tirandosi fuori dalla VNL. Egonu e Sylla a detta del CT non hanno ancora dato la loro risposta: “Hanno tempo fino a febbraio”, ha fatto sapere Julio, dopodiché sarà lui a decidere il da farsi.
Concordare mai come in questo caso è vantaggioso, per tutti: il precedente dei 4 rifiuti della passata stagione (Chirichella, Lubian, Pietrini e Bonifacio vennero inserite nella prima lista delle 30 di VNL, poi però al momento dell’ufficializzazione vennero tolte dopo che avevano comunicato di non voler spendere l’estate in nazionale, ognuna con le proprie ragioni) suggerisce che è bene decidere pacificamente prima del tempo per evitare malintesi.
Egonu ha il diritto di riposare dopo tanti anni a tutta
Egonu e Sylla tirano la carretta da anni, senza realmente aver mai avuto un’estate di riposo. Un’eventuale assenza dalla VNL sarebbe più che naturale, magari meno quella a un Europeo nel quale l’Italia vuol tornare a fare la voce grossa (quello del 2023 mandò definitivamente in crisi il rapporto già malandato con l’allora CT Davide Mazzanti).
Velasco però, soprattutto per ciò che riguarda Egonu, sa di potersi muovere senza grossi patemi d’animo: nell’elenco delle giocatrici che avrebbero dovuto fargli sapere cosa intendevano fare non compare Ekaterina Antropova, che dunque è da considerare abile a arruolabile.
Antropova che, numeri alla mano, è ormai da considerare stabilmente alla pari di Egonu: giocherebbe probabilmente titolare indiscussa in tutte le nazionali del mondo, ma finora Velasco l’ha sempre utilizzata come carta da inserire in corso d’opera, individuando nella formula del doppio cambio con Carlotta Cambi una delle chiavi dei successi azzurri (in pratica quando la partita un po’ ristagnava faceva uscire Egonu e Orro e metteva dentro Antropova e Cambi, mossa che il più delle volte s’è rivelata vincente). Senza Egonu, è chiaro che la titolare di posto 2 in azzurro diventi Antropova, e quindi Velasco sa che quel ruolo è abbondantemente coperto.
Antropova ha alzato l’asticella: ora il dualismo sarebbe più complicato?
Proprio questo è il punto sul quale in tanti si interrogano: converrebbe a Velasco ricevere un no da parte di Egonu, puntando tutto su Antropova e studiando semmai una formula da doppio cambio con l’emergente Merit Adigwe (giustamente assisa al ruolo di erede di Paola, avendo appena 19 anni)?
C’è chi teme che un dualismo con Kate adesso sarebbe più difficile da gestire: negli ultimi mesi Antropova è cresciuta tanto, conquistando un titolo mondiale con Scandicci e poi strappando un contratto super all’Eczacibasi per la prossima stagione.
Soprattutto però con la Savino Del Bene è stata sempre davanti alla Numia Milano di Egonu, che pure può recriminare per aver perso giocatrici fondamentali attorno a sé (soprattutto Orro, oltre che Sylla e Cazaute) finendo per sobbarcarsi molto più lavoro che in passato.
Velasco non ha fretta, ma soprattutto ha le spalle coperte
Non è un caso che in Serie A1 Tigotà i numeri indicano Paola come la miglior marcatrice con 417 punti, mentre Antropova è terza dietro anche a Obossa con 356 (ma ha giocato 7 set in meno: in media, Egonu marca 5,95 punti per set, Kate 5,65). Ma è evidente ormai come si possa parlare di due giocatrici che si equivalgono in tutto, divise semmai dai 5 anni di età a favore dell’opposto di origini russe.
Che se dovesse trascinare l’Italia a un altro trionfo in VNL poi sarebbe davvero pronta a tornare seduta in panchina a favore della collega di posto 2? Un dilemma al quale Velasco magari stavolta potrebbe rinunciare volentieri. Anche se lui i problemi ha dimostrato di sapere come prenderli, e soprattutto di risolverli senza troppi fronzoli.