Jacobs, il retroscena sulla pace con Mei e il ritorno in Italia: il rimedio dopo il pasticcio. Ma cosa c’entrava Tamberi?

  • Postato il 21 gennaio 2026
  • Di Virgilio.it
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Pace fatta, Marcell Jacobs si scambia un segno di pace con la Fidal e con il presidente Mei e si prepara a fare il suo ritorno al passato oltre che in Italia. La notizia del ricongiungimento con Paolo Camossi ha fatto il giro del mondo, del resto i due avevano messo insieme quella che può essere considerata una delle più grandi sportive nel mondo dell’atletica con lo storico oro di Parigi. E ora chissà cosa potrà succedere. Ma cosa è successo nel corso dei tumultuosi ultimi mesi.

Lo schiaffo della Fidal

Tutto nasce nel mese di ottobre quando la Fidal comunica gli atleti inseriti nel Club Élite, quelli che hanno un sostegno economico da parte della Federazione per la stagione che sta per cominciare. Documenti a cui spesso si presta poca attenzione che però rivelano una notizia importante. Marcell Jacobs viene di fatto retrocesso dal livello super-top a quello base. Certo i risultati (pochissimi) del 2025 non sono esaltanti ma lo stesso si potrebbe dire di Tamberi e della sua annata, eppure il marchigiano rimane nella prima fascia di merito.

Marcell non la prende bene ma è solo l’ultima goccia di un rapporto con la Federazione che negli ultimi anni si è andato parecchio deteriorando. Il presidente Mei e i vertici federali non hanno mai mandato giù la scelta di andare negli USA meno ancora la decisione di puntare su un tecnico controverso come Rana Reider. Meno ancora le scarsissime comunicazione che arrivavano dalla Florida, un rapporto che si è andato deteriorando alla vigilia dei Mondiali quando la Fidal ha puntato i piedi chiedendo a Marcell di andare a Roma e di confrontarsi con i tecnici federale. Una tensione che è andata aumentando fino alla presa di posizione di ottobre.

Il retroscena sulla pace e le condizioni della Fidal

Lo sfogo di Marcell Jacobs che già a Tokyo aveva ventilato ipotesi di ritiro ha portato la situazione a un punto di rottura. Nel ruolo di mediatore ci sarebbe stato il direttore tecnico Antonio La Torre che ha provato a fare da paciere tra il presidente Mei e lo sprinter bresciano. Di mezzo ci sono sicuramente i soldi con al Fidal che ha promesso maggior sostegno a Jacobs ma che probabilmente ha posto come condizione quella del suo ritorno in Italia con Camossi che torna a essere l’allenatore dopo il magico oro di Tokyo del 2021. La crisi è rientra e si guarda al futuro.

Il ruolo (suo malgrado) di Tamberi

Nella vicenda tra Fidal e Marcell Jacobs ci è finito in mezzo suo malgrado anche Gianmarco Tamberi. Il motivo a prima vista è evidente, un trattamento molto diverso riservato dalla Fidal allo sprinter e al saltatore con Gimbo che nonostante un 2025 complicato almeno quanto quello di Marcell che è rimasto nel primo gruppo di merito. La frustrazione del velocista era più che giustificata ma forse dalle sue rimostranze sarebbe stato meglio tenere fuori tutti gli altri a cominciare da Tamberi che sicuramente è stato colpito dalla frase “altri sono più bravi a comportarsi da amici”. Il marchigiano da parte sua ha evitato di lasciarsi invischiare ancora di più nella vicenda, non ha risposto direttamente a Jacobs anzi nell’unica dichiarazione sulla vicenda si è limitato a sostenere che quelle frasi non fossero indirizzate a lui. La nazionale azzurra è pronta a ripartire dagli eroi di Tokyo ma nel frattempo le nuove leve chiedono spazio.

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Virgilio.it

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