La caccia alle balene iniziò in Brasile?

  • Postato il 23 gennaio 2026
  • Di Focus.it
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Quasi 5.000 anni fa i cacciatori brasiliani arpionavano le balene che riposavano vicino alla costa per ucciderle e cibarsi della loro carne: è quanto emerge da uno studio pubblicato su Nature Communications, che ha analizzato delle ossa di balena ritrovate a metà del secolo scorso sulla costa della baia di Babitonga, in Brasile, ipotizzando che servissero per costruire degli arpioni per catturare i cetacei attorno al 2.900 a.C.. Se le idee degli autori fossero corrette, queste ossa rappresenterebbero la prova più antica al mondo della caccia alle balene.. Caccia o raccolta di ossa? Fino ad ora si pensava che le prime pratiche di baleneria fossero nate nei mari ghiacciati del nord, e non nelle calde acque dell'Oceano Atlantico meridionale. In passato gli archeologi avevano ritrovato ossa di balena in antichi siti del Sudamerica, ma avevano ipotizzato che quei resti fossero il risultato di uno sfruttamento occasionale di balene arenate o carcasse trascinate a riva dalle correnti.. I sambaqui. Tra gli anni Quaranta e Cinquanta del secolo scorso, per costruire una nuova rete stradale nella baia di Babitonga, in Brasile, venne utilizzato il materiale raccolto da diversi sambaqui, depositi fatti dall'uomo costituiti da calcare e materiale organico (resti di pesci, molluschi o conchiglie). All'epoca, un appassionato di archeologia raccolse e donò oltre 9.000 resti al museo locale.. Per decenni quei resti vennero ignorati, fino a quando gli autori del nuovo studio decisero di studiarli a fondo per capire di cosa si trattasse. In particolare, a catturare la loro attenzione furono diversi pezzi di ossa spessi e dritti, lunghi quanto un avambraccio e intagliati a punta.. La struttura degli arpioni. Gli esperti ipotizzano che questi pezzi fossero legati insieme con dello spago a formare una testa a uncino, pensata per conficcarsi nel corpo della balena senza sfilarsi; questa testa in osso era probabilmente connessa a un'asta in legno, che fungeva da manico per permettere ai cacciatori di lanciare l'arpione. All'arpione veniva collegata una vescica piena d'aria che impediva alla balena di immergersi, facilitandone l'uccisione.. L'analisi delle proteine presenti nelle ossa ha rivelato che appartenevano a balene australi, una specie che si muove vicino alla costa e nuota lentamente: vittime ideali per i primi balenieri del Brasile.. Manca la prova regina. Gregory Monks, professore emerito di archeologia all'università di Manitoba non coinvolto nella ricerca, spiega a Science che le nuove scoperte forniscono forti prove indirette dei primi esempi di baleneria della storia. Il caso, tuttavia, non può ancora dirsi chiuso, dal momento che mancano evidenze chiare: «Nessuna delle ossa presenta ferite da perforazione o danni riconducibili a colpi di arpione. Dov'è l'arpione fumante?»..
Autore
Focus.it

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