La coppa del Sei Nazioni distrutta in un incidente: alcuni pezzi verranno recuperati per il nuovo trofeo (dal 2027)
- Postato il 3 marzo 2026
- Di Virgilio.it
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Passeremo il tempo a chiederci come sarebbero state le foto fatte col trofeo più iconico e prestigioso del vecchio continente. Perché quel trofeo l’Italia non potrà mai alzarlo: non è una “condanna” a non vincere mai il Sei Nazioni, semplicemente è una constatazione in ragione del fatto che il trofeo originale del torneo è andato distrutto in un incidente stradale che si è verificato un paio di settimane fa durante un viaggio di spostamento da Limerick a Dublino, dove questo fine settimana avrebbe dovuto fare bella mostra di sé prima della sfida tra Irlanda-Galles, in programma venerdì sera.
- L'incidente in Irlanda, le fiamme e il restauro impossibile
- La volontà di recuperare alcune parti "in nome della storia"
- L'Inghilterra fa la rivoluzione: 9 cambi verso la sfida con l'Italia
L’incidente in Irlanda, le fiamme e il restauro impossibile
Chi ha gridato al sacrilegio farebbe però bene a ricomporsi: il trofeo in questione aveva appena 11 anni di età, essendo stato realizzato in occasione dell’edizione del 2015, dopo che nei primi 15 anni di militanza dell’Italia nella competizione (allagata quindi da cinque a sei selezioni) la coppa che veniva assegnata ai vincitori era rimasta quella del periodo del Cinque Nazioni.
Alta 75 centimetri e interamente placcata d’argento, la coppa non è riuscita a scamparla all’incendio divampato dopo che il veicolo che la trasportata è rimasto coinvolto in un incidente, che per fortuna non ha avuto alcuna conseguenza per i passeggeri “umani”. Il trofeo però è rimasto intrappolato tra le fiamme, e quando è stato estratto ha presentato evidenti segni di deterioramento: impossibile immaginare un restauro, ma alcuni addetti ai lavori hanno “promesso” che alcune parti della coppa saranno riutilizzate per realizzare il nuovo trofeo ufficiale del Sei Nazioni, che vedrà la luce a partire dall’edizione 2027. Per quest’anno ci si dovrà accontentare di una copia, che potrebbe finire nelle mani dell’ultimo giocatore che l’ha alzata, vale a dire il francese Antoine Dupont.
La volontà di recuperare alcune parti “in nome della storia”
L’idea di riutilizzare alcune parti risultate meno danneggiate di altre affonda le radici nella volontà di “garantire il rispetto della storia di un trofeo che affonda le sue radici addirittura nel 1883”, come scritto in un comunicato dall’organizzazione del torneo. Che per consuetudine portava la coppa originale in una delle tre partite di ognuna delle cinque giornate previste.
Curioso che sia stata l’Irlanda l’ultima ad averla ospitata: proprio la nazionale irlandese è stata quella che dal 2015 in poi l’ha tenuto per più tempo nella propria sede, avendo conquistato 4 delle 11 edizioni in cui è stata protagonista (3 successi per l’Inghilterra, due a testa per Galles e Francia).
Insomma, soltanto Scozia (che ha vinto l’ultima edizione del Cinque Nazioni nel 1999, ma nessuna di quelle passate sotto la denominazione di Sei Nazioni) e Italia resteranno col dubbio fondato di sapere cosa si provava ad alzare il trofeo, visto che quando succederà o sarà una copia o sarà una nuova versione.
L’Inghilterra fa la rivoluzione: 9 cambi verso la sfida con l’Italia
Intanto all’Acqua Acetosa l’Italia di Gonzalo Quesada prosegue nella preparazione della sfida della quarta giornata, quella che sabato alle 17.40 la vedrà ospitare all’Olimpico l’Inghilterra, unica nazionale che ha sempre battuto gli azzurri nei 26 precedenti disputati nel torneo.
Inghilterra che ha annunciato oggi il XV titolare, con non poche sorprese: ben 9 gli innesti nei 23 annunciati rispetto alla squadra che una decina di giorni fa ha perso a sorpresa a Twickenham contro l’Irlanda, a riprova della volontà del CT Borthwick di ridisegnare compiutamente l’assetto, evidentemente non soddisfatto di quanto visto nell’ultimo turno. A sorpresa, fuori dall’elenco dei 23 il mediano d’apertura George Ford, con la numero 10 che finirà sulle spalle dell’estroso Fin Smith.
Gli inglesi sono reduci da due ko. contro Scozia (31-20) e Irlanda (21-42) dopo che all’esordio avevano vinto con ampio margine sul Galles (48-7). All’Olimpico però non avranno margini d’errore se vorranno provare a dare un senso a un torneo opaco, pensando poi all’ultimo impegno in casa della Francia, nella serata dove i Blues potrebbero conquistare il secondo titolo consecutivo.