La “crisi” del dialetto in Liguria, solo il 2% lo parla ancora

  • Postato il 28 gennaio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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La Liguria è la seconda regione italiana per uso esclusivo o prevalente della lingua italiana a scapito della lingua locale, comunemente chiamata dialetto. È quanto emerge dagli ultimi dati Istat, riferiti a una rilevazione del 2024, che certificano una crisi sempre più profonda dell’impiego degli idiomi autoctoni per la comunicazione quotidiana.

Nella nostra regione il 75,5% dei residenti usa solo o prevalentemente l’italiano quando parla in famiglia, la percentuale più alta del Paese se si fa eccezione della Toscana (75,6%) dove la lingua nazionale è nata ed è sottilissima la distinzione tra variante vernacolare e lingua standard. Il dialetto (denominazione impropria che in Italia è entrata nel linguaggio comune, pur trattandosi di lingue autonome e non di varianti dell’italiano) è parlato in via prevalente dal 2,8% nei contesti familiari, mentre il 13,1% li adopera entrambi e il 7,5% dichiara di parlare “un’altra lingua”.

Con amici aumenta ancora la quota di liguri che si affidano all’italiano (80,1%, subito sotto la Toscana all’82,5%), il 2,2% usa solo il proprio dialetto e il 12% maneggia entrambi i codici. Se si comunica con estranei l’italiano raggiunge il 92,9%, il 2% li alterna e appena lo 0,6% usa esclusivamente o prevalentemente la parlata locale.

L’affermazione pressoché totale dell’italiano riguarda soprattutto il Nord Ovest (68,8% in famiglia, 76,4% con amici, 91,1% con estranei) ed è un fenomeno più marcato nelle grandi città. Nell’Italia settentrionale non mancano casi in controtendenza, come quello del Veneto dove più del 30% della popolazione dichiara di usare tanto l’italiano quanto la lingua autoctona parlando con amici o familiari. Dove l’italiano appare decisamente minoritario è la provincia autonoma di Bolzano: in famiglia lo usa il 23,4%, con estranei il 38,6%.

Sulla statistica sembra pesare la distinzione poco chiara tra i concetti di “lingua” e “dialetto” e il fatto che solo alcune lingue autoctone sono riconosciute dalla legge dello Stato. In Friuli-Venezia Giulia, per esempio, il 23,3% degli intervistati afferma di parlare un’altra lingua, con questa intendendo probabilmente il friulano che in Italia gode di questo status insieme al sardo e al ladino, a differenza della maggior parte delle lingue regionali così definite dagli standard internazionali. Tra queste c’è anche il ligure, che comprende il genovese e gli altri dialetti con caratteristiche simili. Va sottolineato infine che la tabella dell’Istat non specifica quale dialetto venga parlato nei vari contesti, se quello proprio del luogo o quello di origine dei parlanti.

Autore
Il Vostro Giornale

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