La favola del Kairat Almaty porta la Champions League in… Cina

  • Postato il 27 agosto 2025
  • Di Panorama
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Temirlan Anarbekov, portiere ventunenne con all’attivo fin qui zero presenze a livello internazionale al di fuori di qualche preliminare finito male, ha scritto una pagina di storia parando tre rigori agli avversari del Celtic Glasgow ma ha anche creato un cortocircuito scomodo e paradossale per la Uefa. La storica prima volta del Kairat Almaty nella prima fase della Champions League si tradurrà in un enorme problema logistico per Nyon e per chi dovrà incrociare i kazaki in trasferta.

Almaty, fondata a metà dell’Ottocento da un gruppo di cosacchi alle pendici dei monti Trans-lli Alatau e abitata da quasi due milioni di persone, si trova infatti molto più vicina alla Cina che all’Europa. Il confine cinese distanza qualche centinaio di chilometri, il cuore del Vecchio Continente è a oltre 6.000 con il risultato concreto che per sfidare il Kairat Almaty in trasferta almeno quattro squadre dovranno affrontare un volo di una decina di ore.

E’ vero che Nyon nella sua politica di espansione verso i confini dell’impero ha ormai reso normalità il viaggio a Baku, già affrontato anche da squadre italiane (circa 4 ore di traversata per coprire poco più di 3.000 chilometri); nel 2027 la capitale azera potrebbe addirittura ospitare la finale della Champions League dopo averlo fatto nel 2019 con l’Europa League e aver bissato prendendosi una fetta dell’Europeo itinerante del 2021.

Però Almaty sposta più in là la sfida logistica in un’edizione della super Champions League che allineerà in partenza anche i norvegesi del Bodo Glimt che abitano sopra la linea del circolo polare artico e che, per i club del Sud Europa, costringeranno ad altre 4 ore di volo per 2.500 chilometri di distanza.

Nulla di scandaloso, ovviamente. Kiriat Almaty e Bodo Glimt, quest’ultima espressione di un calcio come quello norvegese che sta rapidamente scalando le gerarchie continentali come anche la nazionale azzurra ha sperimentato sulla sua pelle, si sono qualificate con pieno merito alla fase a girone della Champions League. Il paradosso, però, è che il gigantismo del nuovo format e l’affollamento bulimico dei calendari locali e internazionali renderà la loro partecipazione un vero problema per le sfortunate avversarie in trasferta.

Immaginare una big di uno dei campionati top d’Europa dover incastrare un viaggio intercontinentale tra i mille impegni codificati della stagione provoca un certo disagio. Ragione in più perché il sorteggio che disegnerà il cammino della prima parte del torneo sia guardato con attenzione e timore ovunque. E’ solo un giochino, ma provate a immaginare chi dovesse pescare tutte insieme, e tutte fuori casa, Kairat Almaty, Bodo Glimt e il Qarabag di Baku (che è a un passo dalla qualificazione): più di 20mila chilometri per andare e tornare, metà del giro della Terra misurato lungo la linea dell’Equatore. Roba da farsi venire il mal di testa.

Autore
Panorama

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