“La povertà e la criminalità vengono idealizzate”: i video degli influencer nella favelas sono virali ma sommersi dalle critiche

  • Postato il 11 marzo 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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Mentre sono in fila, alcuni turisti danno un ultimo ritocco al trucco prima di sfilare sul tetto di una piccola casa nella favela più grande di Rio de Janeiro, posando per un drone che si allontana e mostra la vista aerea della comunità collinare. Con una base musicale accattivante, il video della favela di Rocinha è diventato virale sui social media proprio mentre Rio registra un numero record di turisti. Il successo dell’attrazione, si legge sui media locali, è tale che alcuni visitatori aspettano fino a due ore per filmarsi, al costo di almeno 150 reais (30 dollari). Di recente, c’è stata persino una proposta di matrimonio. La situazione ha anche generato critiche, con decine di commenti che accusano i visitatori di idealizzare la povertà e la criminalità in una comunità a basso reddito dove operano i narcotrafficanti.

L’idea di Na Favela Turismo

“Non stiamo idealizzando la povertà. Vogliamo cambiare il pregiudizio che esiste nella mente delle persone”, ha affermato Renan Monteiro, fondatore di Na Favela Turismo, come si legge su TicoTimes. Il video è il risultato degli sforzi per mostrare ai turisti “il lato positivo della favela“, sostiene. Monteiro spiega che i turisti possono raggiungere il tetto per filmare solo tramite un tour, durante il quale si muovono in un labirinto di vicoli, incontrano artisti locali o assistono a uno spettacolo di capoeira, mentre i residenti svolgono le loro attività quotidiane. Rocinha “ha questa immagine di qualcosa di brutto, pericoloso… Ho trovato davvero affascinante vedere l’atmosfera”, dice Gabriel Pai, un costaricano di 38 anni, dopo aver posato per il suo scatto con il drone. Anche Ingrid Ohara, influencer brasiliana con 12 milioni di follower su Instagram e 20 milioni su TikTok, non ha voluto perdere l’occasione. Attraversa il tetto con cuffia e accappatoio prima di toglierli per rivelare un vestitino, volteggiando mentre il drone si allontana. “Questi video che realizzo ottengono molte visualizzazioni, ed è per questo che ho voluto farne uno a Rocinha, perché sta diventando virale in tutto il mondo”, ha detto. Le immagini “mostrano il nostro Paese, la nostra Rio de Janeiro, questo fa parte della nostra cultura”, aggiunge.

Una nuova rinascita per il turismo

Monteiro, cresciuto a Rocinha, ricorda i primi tempi del turismo “in stile safari” nella favela, quando gli stranieri arrivavano a bordo di jeep scoperte. Nel 2017, un turista spagnolo fu ucciso da un colpo di arma da fuoco durante una sparatoria tra polizia e narcotrafficanti, e il turismo subì una battuta d’arresto. Quando riprese anni dopo, Monteiro cercò un modo sicuro per promuovere la favela, che ospitava oltre 70.000 persone. Insieme ai leader della comunità, ha ‘mappato’ i percorsi turistici e creato un’app per tracciare la posizione delle guide. In caso di un’operazione di polizia contro i narcotrafficanti, le guide comunicano di annullare le visite in corso. La sua azienda ha formato 300 guide locali e dieci piloti di droni. Il pilota Pedro Lucas, 19 anni, ha affermato di avere poche prospettive prima che questo lavoro gli “cambiasse” la vita. “Guadagno bene e sarebbe bello se più persone della favela avessero la stessa opportunità”. Anche i proprietari delle case i cui tetti e terrazze vengono usati per le visite si fanno pagare.

Il turismo a Rio ha recentemente subìto un’impennata. L’agenzia governativa per il turismo Embratur ha dichiarato che solo a gennaio ci sono stati quasi 290.000 visitatori internazionali, una cifra record. A febbraio, Na Favela Turismo ha registrato 41.000 visitatori a Rocinha e Vidigal. Claudiane Pereira dos Santos, una collaboratrice domestica cinquantenne, celebra la “febbre” del turismo. “La gente associa immediatamente (Rocinha) alla criminalità. E non è così. Ci sono molte persone laboriose, persone meravigliose.” “Riconosco che alcuni residenti la considerino una legittima fonte di reddito”, afferma Cecilia Olliveira, direttrice esecutiva dell’Instituto Fogo Cruzado, che monitora la violenza armata nelle comunità a basso reddito. “Il problema sorge quando la favela smette di essere un quartiere vivace e complesso, attraversato da disuguaglianze, e diventa semplicemente un contrasto esotico o lo sfondo di contenuti di impatto” chiosa.

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Il Fatto Quotidiano

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