La scomparsa di Maria Rita Parsi. La  psico-pedagogia e l’ascolto come vita

  • Postato il 2 febbraio 2026
  • Editoriale
  • Di Paese Italia Press
  • 2 Visualizzazioni

Pierfranco Bruni 

Ci ha lasciato Maria Rita Parsi. Una donna che ha dedicato tutta la sua vita e il suoi studi ai ragazzi: dai bambini agli adolescenti. I giovani per lei erano una risorsa notevole in una società che ha come modello il cambiamento repentino e la transizione dei saperi. 
Era nata nel 1947. Tra psicologia, pedagogia e psicoterapia ha sempre posto al centro la consapevolezza che l’educazione stia nel “tirar fuori” la complessità delle difficoltà non solo tra adulti e ragazzi ma anche tra ragazzi stessi, territori e comparazioni di vita e di linguaggi esistenziali. 
È stata un’amica cara con la quale abbiamo condiviso il tempo della comprensione o meglio il capire l’altro. Il suo percorso psico – pedagogico si basava su alcuni riferimenti di fondo partendo dalla “salute psicologica”. 
Sosteneva: “la salute psicologica non è un lusso, ma un diritto fondamentale della persona. Viviamo in un tempo in cui l’umanità appare iperconnessa eppure drammaticamente sola. Un tempo in cui il dolore psichico viene spesso anestetizzato, spettacolarizzato o ridotto a etichetta». Sua la «metodologia operativa, applicabile in ambito psicologico, socio-pedagogico e psicoterapeutico denominata psicoanimazione”. 
Tenere impegnati i ragazzi era il dato prioritario per il quale ha impiegato il suo essere partecipe in un rapporto tra tradizione e confronto con le innovazioni che il quotidiano presenta. Un percorso nei modelli comportamentali che caratterizzano la modernità. 
Su questo tema ha scritto diversi libri di psicologia, di racconti per l’infanzia, testi teatrali e poesia. Uno dei suoi ultimi libri ha un titolo molto suggestivo: “L’empatismo“. Il rapporto tra genitori e figli, diceva spesso, deve passare attraverso la conoscenza: “Ogni bambino è un mondo unico, i genitori devono imparare a conoscerlo davvero”.
Un presupposto fondamentale che innova la psico-pedagogia in termini propriamente culturali e pone di fronte i bambini in crescita e la maturità della famiglia. Infatti la Parsi non smetteva di sostenere che “I genitori non devono essere amici, ma guide e modelli di vita”. 


Guide e modelli. Non dimenticando mai che “…l’educazione comincia con l’ascolto e il rispetto reciproco”. Non esistono bambini difficili ma figli non ascoltati. Una problematica che ha aperto prospettive diverse proprio nel campo della neuropsicologia. 
Maria Rita Parsi ha rivestito diversi incarichi nel campo delle sue ricerche e ha svolto numerose consulenze in campo educativo. Resta profondamente vero che: “I ragazzi hanno bisogno di “maestri di vita vissuta” che li accompagnino lungo il percorso di maturazione, di guide disponibili e presenti che li sostengano e li incoraggino”. 
Tra il dolore e il piacere ha intrecciato i suoi studi e la sua vita come in un suo libro di grande emozione dal titolo “La principessa degli specchi” del 2020 o come il libro di poesia “Per rivederti ancora” del 2021. Una metafora o un presagio. Per rivederla ancora soltanto per un breve saluto. È scomparsa il giorno di Candelora, 2 Febbraio 2026.

Pierfranco Bruni è nato in Calabria. Archeologo, direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.

Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.

Incarichi in capo al Ministero della Cultura:

Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;

Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;

Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.

È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.

Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.

Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.

Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.
@Riproduzione riservata

.

L'articolo La scomparsa di Maria Rita Parsi. La  psico-pedagogia e l’ascolto come vita proviene da Paese Italia Press.

Autore
Paese Italia Press

Potrebbero anche piacerti