La sentenza della Corte d’Appello di Torino cambia i turni notturni Amazon: 15 minuti in meno e possibili arretrati per migliaia di lavoratori

  • Postato il 30 marzo 2026
  • Lavoro
  • Di Quotidiano Piemontese
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TORINO – È la decisione della Corte d’Appello di Torino a segnare un possibile punto di svolta nel settore della logistica. I giudici hanno confermato l’illegittimità della condotta di Amazon nell’applicazione del contratto collettivo nazionale Trasporto Merci e Logistica, con particolare riferimento al lavoro notturno.

Al centro del contenzioso c’era l’interpretazione dell’articolo 9 del contratto, relativo all’orario dei turni notturni. L’azienda sosteneva che la riduzione di 15 minuti prevista dal contratto non dovesse essere riconosciuta ai dipendenti che già usufruiscono della pausa retribuita di 30 minuti.

La Corte ha invece stabilito il principio opposto: i due benefici sono pienamente cumulabili. In pratica, la pausa pagata non sostituisce né assorbe la riduzione dell’orario prevista per il lavoro svolto di notte.

Cosa cambia concretamente per i lavoratori

L’effetto immediato della sentenza è chiaro: i lavoratori impiegati nei turni notturni hanno diritto a un orario effettivo di 7 ore e 45 minuti, pur mantenendo una retribuzione calcolata su 8 ore.

A questo si aggiunge la conferma della pausa retribuita di 30 minuti, che resta integralmente dovuta.

Per chi lavora nei poli logistici, soprattutto nei grandi hub come quello di Torrazza Piemonte, significa una riduzione reale del tempo trascorso in servizio e una tutela contrattuale più favorevole.

Il nodo degli arretrati: quanto possono valere

La decisione dei giudici apre ora la strada alle richieste economiche dei dipendenti.

Secondo le stime sindacali, circa 3.000 lavoratrici e lavoratori potrebbero chiedere il riconoscimento degli arretrati maturati negli anni per quei 15 minuti giornalieri di lavoro in più che, fino a oggi, non venivano conteggiati come straordinario o comunque come eccedenza rispetto al limite contrattuale.

La cifra complessiva potrebbe arrivare fino a un milione di euro, con importi individuali variabili in base all’anzianità e al numero di turni notturni effettuati.

L’obbligo per l’azienda: turni da adeguare

La sentenza non riguarda soltanto il passato, ma produce effetti immediati anche sull’organizzazione del lavoro futura.

Amazon dovrà infatti adeguare i turni notturni, uniformandoli al nuovo limite riconosciuto dai giudici: 7 ore e 45 minuti effettivi, senza intaccare la pausa retribuita.

Questo comporterà una revisione della pianificazione nei centri logistici interessati e potrebbe avere ricadute sull’intera gestione dei turni notturni nel comparto.

Una decisione destinata a fare scuola

A portare la questione davanti ai giudici era stata la Filt Cgil Torino e Piemonte, che ora parla di una sentenza destinata a diventare un precedente importante per tutto il settore.

“I diritti non si aggirano: si difendono e si conquistano”, ha commentato Francesco Imbrugia, segretario dipartimento Merci e Logistica di Filt Cigl.

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