La sinistra che sull’Ucraina diventa trumpiana e vannacciana
- Postato il 10 febbraio 2026
- Di Il Foglio
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La sinistra che sull’Ucraina diventa trumpiana e vannacciana
Al direttore - Attenzione alle relazioni pericolose. Se nel referendum Giorgia Meloni vota Sì come CasaPound, Roberto Vannacci vuole abolire la riforma Fornero come Maurizio Landini.
Giuliano Cazzola
A proposito di cortocircuiti. Prima o poi il campo largo dovrà rendersi conto che mentre combatte la destra per essere troppo trumpiana, troppo vicina a Vannacci, troppo devota all’orbanismo, sull’Ucraina c’è un pezzo di campo largo, lo stesso che vorrebbe smettere di dare armi a Kyiv, che ha le stesse idee di Trump, Vannacci e Orbán. Oltre che di Landini.
Al direttore - Come prima firmataria del ddl costituzionale sull’istituzione dell’Alta corte, vorrei fare alcune nette precisazioni rispetto all’articolo “L’ipocrisia del Pd”, a partire dalla smentita di una sovrapponibilità tra la nostra proposta e quella contenuta nella riforma Nordio, perché le differenze tra i due testi sono strutturali e dirimenti. La nostra proposta muoveva infatti da un obiettivo chiaro: rafforzare le garanzie, aprire il sistema dei controlli, preservare l’equilibrio costituzionale. La riforma del governo va nella direzione opposta: chiude e sgretola il sistema di autogoverno e altera gli assetti fondamentali dell’equilibrio tra i poteri. Alcuni punti, tra i molti, bastano a chiarirlo. Contrariamente alla nostra proposta la riforma Nordio crea due Csm e indebolisce entrambi con il sistema del sorteggio. La nostra proposta riguardava tutte le magistrature e non solo quella ordinaria come fa in modo punitivo la riforma Nordio. La nostra proposta trattava le decisioni amministrative prese dagli organi di autogoverno in primo grado, interveniva solo in sede di impugnazione e non sottraeva il disciplinare al Csm. La nostra Corte si componeva esattamente sul modello della Corte costituzionale, in piena coerenza, dunque, con la Carta costituzionale e complessivamente completava i numerosi interventi sul funzionamento del Csm approvati con legge ordinaria a larghissima maggioranza nella scorsa legislatura, dove ad esempio si stabilisce che chi fa parte della commissione nomine non può far parte della commissione disciplinare. Potrei continuare. Non a caso, su questi profili abbiamo presentato numerosissimi emendamenti, tutti respinti senza alcun reale confronto durante il dibattito parlamentare sulla riforma. Alla luce di queste evidenti differenze, adombrare una continuità politica o culturale tra i due testi, sembra una chiara strumentalizzazione. Le riforme costituzionali meritano precisione, non semplificazioni interessate. E il confronto pubblico merita rispetto per i fatti.
Anna Rossomando
vicepresidente Pd del Senato
Gentile Rossomando, grazie della lettera. Capisco il suo punto. Ma resta un fatto difficilmente contestabile: la sinistra di cui lei fa parte, nel passato, ha sostenuto molti dei punti presenti in questa riforma. Dalla separazione delle carriere all’Alta corte fino al sorteggio del Csm. I dettagli sono importanti, certo, e il diavolo sappiamo dove si nasconde. Ma lei è proprio sicura che l’alternativa giusta a una riforma non perfetta che va però verso una direzione auspicata nel passato anche da un campo molto largo della sinistra sia non fare nulla, restare così, e trasformare la difesa di uno status quo che produce ingiustizie quotidiane in un argine contro il populismo? Meno correntismo, più responsabilizzazione dei pm, più terzietà: bisogna dire sì o no a questo. Il resto conta fino a un certo punto. Grazie.
Al direttore - In relazione all’articolo “Povere stelle” di Salvatore Merlo del 6 febbraio 2026, precisiamo quanto segue. Il servizio di Counselling a cui fa riferimento l’articolo è stato istituito oltre un anno fa per coloro che vivono disagi legati al conflitto in medio oriente, considerata anche la cospicua presenza di studenti internazionali e nello specifico di israeliani e palestinesi in Ateneo; la notizia sul sito da cui l’articolo trae spunto è riferibile a quella data. Questo tipo di supporto è una prassi consolidata che Sapienza persegue con convinzione. Già nel 2022 in occasione del conflitto russo-ucraino Sapienza ha offerto un percorso dedicato agli studenti ucraini e in quest’ottica, il Senato accademico dell’Ateneo ha istituito il 20 gennaio 2026 uno sportello psicologico di ascolto rivolto alle studentesse e agli studenti, al personale tecnico-amministrativo, alle studiose e agli studiosi iraniani della nostra comunità accademica, una comunità di oltre 800 persone. Sapienza offre un servizio gratuito di Counselling psicologico che si rivolge all’intera comunità studentesca, composta da oltre 125 mila studenti, di cui 11 mila stranieri. Lo sportello di Counselling, gestito da professionisti che operano in un ambiente protetto, è uno strumento indispensabile per affrontare varie forme di disagio, anche quelle legate a situazioni di crisi come conflitti, disastri ambientali, pandemia ecc.
Ufficio stampa della Sapienza
Grazie per questa splendida non rettifica che non smentisce nulla di quello che abbiamo scritto: la Sapienza offre supporto psicologico agli studenti italiani traumatizzati da Gaza.