“La sparatoria di Minnesota per autodifesa? Una stron…”: il sindaco contro Washington. E il governatore Waltz attacca Trump: “Basta così, non abbiamo bisogno di voi”
- Postato il 8 gennaio 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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“Fuori da Minneapolis. Non vi vogliamo qui. Il motivo dichiarato per cui siete in questa città è quello di creare una sorta di sicurezza, e state facendo esattamente l’opposto”. Ad esprimersi così sulla vicenda dell’agente dell’Ice che ha sparato ed ucciso Renee Good, è stato il sindaco Jacob Frey (Minnesota Democratic–Farmer–Labor Party), che senza mezzi termini ha condannato l’azione dei federali impegnati nel contrasto all’immigrazione clandestina.
Se le fonti dell’amministrazione Trump difendono la reazione del poliziotto – la portavoce del Dipartimento per la Sicurezza Interna, Tricia McLaughlin, ha descritto la sparatoria come un atto di autodifesa, e Kristi Noem, segretaria per la Sicurezza domestica ha definito le azioni della vittima un “atto di terrorismo interno” – Frey è di tutt’altro avviso: “Avendo visto il video personalmente, voglio dirlo a tutti senza mezzi termini: è una stronzata. Si tratta di un agente che ha usato il potere in modo sconsiderato, provocando la morte e l’uccisione di qualcuno”. Frey ha poi concluso: “Risponderemo a quell’odio con l’amore. Vogliono una scusa per entrare e mostrare il tipo di forza che creerà ancora più caos e disperazione. Non permettiamoglielo”.
Sulla stessa linea le dichiarazioni del governatore Tim Walz: “Lo Stato non ha bisogno di ulteriore aiuto dal governo federale. A Donald Trump e Kristi Noem dico: avete fatto abbastanza”. Walz ha emesso un ordine di allerta per preparare la Guardia nazionale in base al timore che le proteste possano prendere una brutta piega, ma ha anche ricordato: “Da settimane avvertiamo che le operazioni pericolose e sensazionalistiche dell’amministrazione Trump rappresentano una minaccia per la nostra sicurezza pubblica, e che qualcuno potrebbe farsi male”. Walz ha definito la ricostruzione ufficiale un atto di “propaganda” ed ha assicurato che “lo Stato garantirà un’indagine completa, equa e rapida per garantire l’accertamento delle responsabilità e la giustizia”
Il presidente Trump sul suo social Truth ha ribadito: “La donna che urlava era, ovviamente, un’agitatrice professionista, alla guida dell’auto era molto turbolenta, ostacolava e opponeva resistenza, e poi ha investito violentemente, volontariamente e brutalmente l’agente dell’ICE, che sembra le abbia sparato per legittima difesa”. Poi, ai giornalisti del New York Times, il capo della Casa Bianca ha aggiunto: “Non voglio vedere nessuno che viene colpito da spari, non voglio neanche vedere nessuno che urla e tenta di investire agenti” ed ha liquidato come “propaganda” e “spazzatura” le versioni, corredate dal video, che mostrano come l’agente non venga investito.
Tra chi condanna l’azione dell’Ice, c’è il neo sindaco di New York, Zohran Mamdani: “Le notizie che arrivano da Minneapolis sono orribili. Questo è uno degli aspetti di un anno pieno di crudeltà, e sappiamo che quando gli agenti dell’Ice attaccano gli immigrati, attaccano ognuno di noi in tutto il Paese”. E sulla situazione della Grande Mela rispetto ai migranti, dice così: “Ho chiarito a tutti i membri dell’amministrazione cittadina, incluso il New York City Police Department, che rispetteremo le politiche delle città rifugio”.
Un appello arriva dall’arcivescovo di Saint Paul e Minneapolis, mons. Bernard A. Hebda: “Uniamoci come nazione e approviamo una riforma significativa dell’immigrazione che renda giustizia a tutte le parti. Più a lungo rifiutiamo di affrontare questa questione sul piano politico, più essa diventa divisiva e violenta”.
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