L'allarme Caritas, i disturbi depressivi sono in aumento del 154%
- Postato il 12 febbraio 2026
- Estero
- Di Agi.it
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L'allarme Caritas, i disturbi depressivi sono in aumento del 154%
AGI - Un aumento del 154% dei disturbi depressivi tra le persone accompagnate dalla rete Caritas nell'ultimo decennio. Un disagio mentale che, nell'80% dei casi, si intreccia con condizioni di povertà materiale, relazionale e sociale. E forti disuguaglianze territoriali nell'accesso ai servizi di salute mentale, aggravate dal definanziamento e dall'indebolimento dei presìdi territoriali.
Sono alcuni dei dati emersi oggi durante la presentazione del Rapporto "Povertà e salute mentale. Relazione circolare e diritti negati", promosso da Caritas Italiana, in collaborazione con la Conferenza Permanente per la Salute Mentale nel Mondo Franco Basaglia, e discusso in una tavola rotonda pubblica, presso il TH Roma - Carpegna Palace Hotel, in occasione della Giornata mondiale del malato.
Giovani, donne e migranti i più a rischio secondo Caritas
Il Rapporto restituisce l'immagine di una crisi strutturale, che colpisce in modo particolare giovani, donne e persone con esperienza migratoria, e che non può essere letta solo in chiave sanitaria. I dati mostrano come le condizioni di precarietà lavorativa, insicurezza abitativa, isolamento relazionale e fragilità economica aumentino il rischio di sofferenza mentale e, allo stesso tempo, come il disturbo psichico possa generare nuove forme di impoverimento, perdita di lavoro, di casa e di legami sociali.
A partire dall'esperienza quotidiana della rete Caritas, Don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana, ha sottolineato: "Negli ultimi anni abbiamo osservato da vicino un aumento significativo del disagio psicologico tra le persone in condizione di fragilità socioeconomica. Nell'80% dei casi, il disagio mentale si intreccia con povertà materiale, relazionale e sociale. È un fenomeno sistemico che non può essere affrontato con risposte frammentate". Don Pagniello ha inoltre ribadito che la salute mentale deve essere davvero riconosciuta come diritto fondamentale e bene comune, affermando che "continuare a sottovalutarne il valore significa indebolire la coesione sociale del Paese. La salute mentale è una responsabilità trasversale e un investimento strategico, non una questione per pochi addetti ai lavori".
Rinnovare l'impegno per la salute mentale
Durante la presentazione, Giovanna Del Giudice, presidente della Conferenza Permanente per la Salute Mentale nel Mondo Franco Basaglia ha evidenziato: "Oggi appare necessario rinnovare l'impegno contro ogni pratica custodialistica e lesiva dei diritti, qualificare e rafforzare i servizi di comunità, prendersi cura della persona nella sua globalità e del suo contesto socio-familiare, con il coinvolgimento delle risorse vive del territorio, per non lasciare indietro nessuno e costruire una città che cura".
Le esperienze delle Caritas diocesane
Il confronto è stato arricchito anche dalle esperienze delle Caritas diocesane di Perugia e Bergamo, che hanno portato al centro della discussione le fatiche, le domande e le risorse che emergono nei servizi di prossimità, confermando il ruolo della Caritas come osservatorio avanzato delle trasformazioni sociali.
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