Lavoratori privati più anziani d’Italia sono in Basilicata
- Postato il 25 gennaio 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Lavoratori privati più anziani d’Italia sono in Basilicata

In Basilicata i lavoratori più anziani: Nel settore privato lucano, gli addetti con oltre 50 anni di età superano il 35 per cento, Potenza ha il primato italiano per la media più alta, va un po’ meglio a Matera. E’ l’effetto della mancata sostituzione dei pensionati.
In un’Italia che invecchia, la Basilicata corre più veloce delle altre regioni, conquistando un primato poco rassicurante: è qui infatti che si registra la forza lavoro più anziana del Paese nel settore privato. In regione infatti si registra – secondo l’indagine condotta dalla Cgia di Mestre – il picco italiano con 42,93 anni. La fotografia della Cgia mette in luce anche un altro dato: la Basilicata conta 120.208 lavoratori, ma tra questi balza all’occhio la presenza massiccia di over 50, che con 42.213 unità rappresentano ormai il 35,1% della forza lavoro totale.
Il cuore di questa trappola demografica batte a Potenza, che secondo lo studio è ufficialmente la provincia più anziana d’Italia, prima tra 107: nel capoluogo lucano infatti l’età media tocca il picco record di 43,63 anni (superiore al dato regionale). Anche in questo caso c’è una quota considerevole di ultracinquantenni: nel capoluogo su un bacino di 78.715 dipendenti, quasi 30mila (per l’esattezza, secondo lo studio di Cgia, 29.393) hanno già superato la soglia dei cinquant’anni. L’incidenza degli “over” potentini raggiunge il 37,3%, una cifra che probabilmente contribuisce a mettere a nudo la fragilità di un sistema produttivo dove i giovani sembrano scomparsi.
LAVORATORI ANZIANI IN BASILICATA: IL CONFRONTO TRA MATERA E IL RESTO D’ITALIA
O quasi. Va un pò meglio a Matera. La Città dei Sassi presenta uno scenario meno estremo ma comunque inserito nel trend di invecchiamento. La provincia si attesta in posizione numero settantotto della graduatoria nazionale con un’età media di 41,61 anni. I dipendenti privati totali in questo caso sono 41.493, di cui 12.820 over 50, con una incidenza che si ferma al 30,9%. Va detto pure che l’età avanzata dei lavoratori dipendenti del settore privato è un problema che riguarda complessivamente tutta l’Italia: nel 2024, ultimo anno per cui sono disponibili i dati, l’età media dei lavoratori dipendenti del settore privato presenti in Italia ha sfiorato i 42 anni, con un incremento di quattro anni rispetto al 2008, quando si attestava poco sotto i 38.
LE DINAMICHE TERRITORIALI E I RISCHI PER LE PICCOLE IMPRESE
Sul piano territoriale, se Potenza conosce la situazioni più critica con una media di 43,63 anni, seguita da Terni (43,61) e Biella (43,53) le province italiane dove l’età è più bassa sono quelle di Vibo Valentia (40,27), Aosta (40,07) e Bolzano (39,95). Per quanto riguarda le regioni, dopo la Basilicata ci sono il Molise (con una età media di 42,65 anni) e Umbria (42,55). All’estremo opposto si colloca la Valle d’Aosta, la più “giovane”, con 40,07 anni. Il Friuli Venezia Giulia, invece, detiene il primato nazionale per l’incidenza degli over 50 sul totale degli occupati, pari al 35,7 per cento. «L’invecchiamento della popolazione non è un tema solo demografico: è anche un problema economico, soprattutto per le piccole e micro imprese», spiega la Cgia nel suo studio. In molti paesi europei, «e in Italia in particolare, il ricambio generazionale nel mercato del lavoro si è inceppato.
O quasi. I lavoratori che vanno in pensione non sempre vengono sostituiti da giovani in numero sufficiente e questo squilibrio sta diventando un vincolo strutturale alla crescita. Per le piccole aziende il primo rischio è operativo. La carenza di manodopera riduce la capacità produttiva e rende più difficile presidiare ruoli chiave, soprattutto nei settori tecnici e manifatturieri. Non si tratta solo di trovare persone, ma di trovare competenze adeguate in tempi compatibili con le esigenze aziendali. Il risultato è una maggiore incertezza nei processi e una crescente fragilità organizzativa».
LA SFIDA DELLA COMPETITIVITÀ E IL CAPITALE UMANO INVISIBILE
Ma dall’analisi di Cgia traspare anche che – in Basilicata come nel resto d’Italia – la sfida è evitare che l’invecchiamento si trasformi in una perdita definitiva di competitività. «Il problema più profondo – spiega Cgia – è la perdita di capitale umano invisibile. Con l’uscita dei lavoratori più anziani si disperdono competenze tacite, conoscenze di processo, relazioni con clienti e fornitori. È un patrimonio che non compare nei bilanci ma che determina la capacità competitiva dell’impresa. Senza un passaggio generazionale strutturato, molte piccole realtà rischiano di perdere in pochi anni i traguardi che hanno raggiunto in decenni di duro lavoro».
Il Quotidiano del Sud.
Lavoratori privati più anziani d’Italia sono in Basilicata