Le luci del mondo su San Siro, uno show fantasmagorico per Milano-Cortina
- Postato il 7 febbraio 2026
- Sport
- Di Agi.it
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Le luci del mondo su San Siro, uno show fantasmagorico per Milano-Cortina
AGI - Una cerimonia spettacolare, maestosa, toccante e destinata a restare nella storia dei Giochi olimpici. Una celebrazione del "genio italiano" sotto ogni punto di vista: dalle sculture di Antonio Canova alle musiche di Verdi, Puccini e Rossini ma anche di Raffaella Carrà, e poi ancora il "Nessun dorma" cantato da Andrea Boccelli, "L'infinito" di Leopardi recitato da Pierfrancesco Favino e il pacifista "Promemoria" di Gianni Rodari reinterpretato da Ghali.
Il genio italiano tra arte, musica e messaggi di pace
Oltre ai continui, ostinati, messaggi di pace (tra questi l'appello lanciato da Charlize Theron), la gestualità tipica italiana nello sketch di Brenda Lodigiani, l'eleganza degli abiti di Giorgio Amrani e i collegamenti costanti con Cortina, Livigno e Predazzo nella prima Olimpiade Invernale diffusa della storia.
Milano Cortina 2026 diventa realtà
Milano Cortina 2026 è diventata realtà con una cerimonia di apertura intitolata "Armonia". Quella che si è aperta davanti ai 67mila di San Siri è stata un'edizione, la XXV degli sport della neve e del ghiaccio, che vanta molti inediti e "prime volte" (a cominciare da quella dei due bracieri, a Milano e a Cortina e delle cerimonie che si fanno in quattro, comprendendo Predazzo e Livigno).
Mattarella apre i Giochi tra applausi e simboli
A dichiarare aperti i Giochi è stato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che ha pronunciato la consueta formula tra applausi e ovazioni dal pubblico. Quello stesso Capo dello Stato che ha mostrato il suo volto più umano in un video che mostrava il suo arrivo allo stadio di San Siro a bordo di un tram (numero 26, chiaro riferimento all'anno dei Giochi) guidato dall'ex campione di motociclismo Valentino Rossi e che più e più volte è stato applaudito dal pubblico.
Malagò e Coventry: orgoglio, cuore ed empatia
"Non sono mai stato così orgoglioso di essere italiano" ha detto il presidente del Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò, visibilmente commosso, prima di dire che queste Olimpiadi sono pronte a scrivere una pagina di storia. Ha fatto eco le parole della presidente del Cio Kirsty Coventry che ha ricordato a tutte le atlete e atleti che "la forza non è questione di vittoria, ma di cuore, coraggio ed empatia" e della capacità di "sognare, superare le difficoltà, rispettarsi, prendersi cura l'uno dell'altro".
I numeri di uno spettacolo senza precedenti
Ma "Armonia" ha significato anche coerografie e musiche di 1300 performer tra professionisti e volontari tra i 10 e i 70 anni di età. E ancora 1.440 componenti di connessione e 1.000 metri di Led dinamici, oltre 1.400 costumi realizzati, 1.500 paia di scarpe e 7.500 metri di tessuto, con il contributo di 110 make-up artist, 70 hair stylist e l'utilizzo di oltre 1.000 elementi di scena. Il finale di cerimonia ha infine visto l'ingresso allo stadio. Franco Baresi e Beppe Bergomi, icone di Milan e Inter, che hanno portato all'interno di San Siro la fiamma olimpica poi consegnata al capitano della Nazionale italiana di pallavolo, Simone Giannelli.
Dallo Spazio al giuramento olimpico
Un omaggio allo Spazio con Samantha Cristoforetti, poco prima del giuramento olimpico letto dalla campionessa olimpica di curling misto a Pechino 2022, Stefania Constantini, originaria di Cortina, assieme allo slittinista altoatesino Dominik Fischnaller. Infine, il momento più toccante, più atteso, l'accensione dei bracieri. Due, per la prima volta nella storia. A Milano ad accompagnare gli ultimi tedofori è stato l'Inno alla Gioia di Ludwig van Beethoven.
La fiamma olimpica è stata presa in carico da Manuela Di Centa, ex campionessa dello sci nordico, e da Gerda Weissensteiner, unica azzurra ad aver vinto una medaglia olimpica in due sport diversi in due diverse edizioni dei Giochi invernali (slittino/oro e bob/bronzo).
Da Fabris a Tomba e Compagnoni, fino a Goggia
Le due campionesse hanno consegnato il fuoco di Olimpia all'ex pattinatore di velocità Enrico Fabris, vincitore di due ori a Torino 2006 (1500 metri e inseguimento a squadre), che l'ha poi consegnato a Deborah Compagnoni e Alberto Tomba pronti ad attenderlo sotto l'Arco della Pace. Albertone e Deborah, tre ori olimpici in carriera, hanno poi accesso il braciere. A Cortina d'Ampezzo toccante la camminata di Gustav Thoeni, mito dello sci alpino degli anni '70, prima di consegnare la fiamma alla sciatrice Sofia Goggia che ha poi accesso il braciere in contemporanea con quello di Milano.
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