Le rivelazioni degli Epstein Files: Aidan, il diplomatico francese che era la “talpa” all’Onu del finanziere pedofilo
- Postato il 11 febbraio 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Negli Epstein Files il nome di un diplomatico francese che si ripete almeno 200 volte fa tremare il ministero degli Esteri a Parigi. Non un politico di primo piano, né una personalità nota, ma un profilo apparentemente tecnico: Fabrice Aidan, alto funzionario che, tra il 2010 e il 2017, stando alle inchieste dei media francesi, ha scambiato decine di mail “anche amichevoli” con Jeffrey Epstein, morto suicida in carcere nel 2019, mentre era detenuto con accuse di traffico sessuale di minori. Se non c’è nulla che stabilisca un coinvolgimento di Aidan nei crimini sessuali di Epstein, emerge invece che, mentre il diplomatico lavorava all’Onu, a New York, forniva regolarmente a Epstein informazioni, documenti e rapporti confidenziali dell’organizzazione internazionale.
Il ministro degli Esteri, Jean-Noël Barrot, ha annunciato di aver segnalato il caso alla procura della Repubblica e ha aperto un’inchiesta amministrativa interna: “Quando ho appreso i fatti sono rimasto inorridito”, ha detto. Attualmente Aidan, che ha una carriera diplomatica di oltre venticinque anni alle spalle, è “segretario degli Affari esteri in congedo per motivi personali”. Lavora anche come responsabile delle relazioni internazionali per il gruppo energetico Engie, che lo ha “sospeso”.
Stando alle ricostruzioni della stampa francese, Fabrice Aidan ha cominciato la carriera al ministero degli Esteri per la “sezione Oriente-Africa” nel 2001. Nel 2006 è stato distaccato alle Nazioni Unite. Qui lavorava formalmente come consigliere del diplomatico norvegese Terje Rod-Larsen, figura di peso negli anni ’90 nei negoziati che portarono agli Accordi di Oslo, e coordinatore ONU dei Territori Occupati, oggi finito a sua volta sotto inchiesta in Norvegia per presunti legami finanziari con Epstein. Rod-Larsen e la moglie Mona Juul, che si è dimessa alcuni giorni fa dal posto di ambasciatrice in Giordania e Iraq, sono sospettati di “corruzione aggravata”.
Secondo i media norvegesi, Epstein avrebbe voluto lasciare 10 milioni di dollari in eredità ai due figli della coppia. È in quel contesto che si sviluppano i rapporti tra Aidan e il finanziere statunitense. Radio France e Mediapart ricostruiscono i legami tra i due. Dai file emergono scambi di favori e informazioni, richieste di intermediazioni, flussi finanziari. Aidan sembra svolgere un ruolo di valletto tutto fare per il faccendiere statunitense. Stando a Radio France, il diplomatico trasferiva regolarmente per mail a Epstein i rapporti interni dell’ONU. Nell’agosto 2011, gli trasferì un documento confidenziale in cui veniva trascritta una telefonata tra Ban-Ki Moon, l’ex segretario generale dell’Onu, e l’allora ministro degli Esteri turco.
Stando a Mediapart, Epstein avrebbe versato 27.553 dollari per acquistare copie di un libro di Rod-Larsen sul Medio Oriente. In un’altra occasione, avrebbe disposto un pagamento da 250 mila dollari. Era stato Aidan a fornire le coordinate bancarie del norvegese ai collaboratori di Epstein. È emerso anche che, a fine 2010, Aidan era riuscito a far invitare Epstein al Sir Bani Yas Forum, in Arabia Saudita, e a procurargli una cena con lo sceicco Abdullah bin Zayed. Risulta anche che Aidan ha logisticamente organizzato più volte i soggiorni parigini di Rod-Larsen, che era ospite di Epstein nel suo lussuoso pied-à-terre vicino agli Champs-Elysées: l’appartamento fu perquisito nel 2019 e la polizia trovò centinaia di foto di giovani donne alle pareti di tutte le stanze. In uno scambio di mail, Epstein chiede persino a Aidan di fornirgli il numero di scarpe di Rod-Larsen per poter regalargli un paio di calzature di lusso, in un altro, sollecita un visto per una donna norvegese.
Un fatto mette ulteriormente in imbarazzo il Quai d’Orsay. Mediapart ha rivelato che nel 2013 l’FBI aveva allertato le Nazioni Unite di un’indagine che avrebbe potuto coinvolgere il funzionario francese in servizio a New York, sospettato di aver consultato siti pedopornografici. L’informazione è stata confermata da fonti interne alle Nazioni Unite e al ministero francese degli Esteri. Tuttavia, prima che la procedura disciplinare si concludesse, Aidan lasciò l’incarico e “fu richiamato d’urgenza” in Francia. Non furono formulate accuse penali negli Stati Uniti e nessuna sanzione a Parigi. Aidan proseguì la sua carriera al ministero, passando anche per l’Unesco e per la banca Edmond de Rothschild, prima di approdare da Engie.
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