Lecce, furto di rame e materiale edile: Quattro arresti

  • Postato il 9 marzo 2026
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Lecce, furto di rame e materiale edile: Quattro arresti

Lecce, furto di rame e materiale edile, arrestati padre e figlio di Casarano e una coppia di Taviano indagati a vario titolo per associazione per delinquere, furto aggravato e ricettazione.


CASARANO (LECCE) – È stata smantellata all’alba di oggi, 9 marzo 2026, una presunta organizzazione dedita al furto di rame e attrezzature edili. I Carabinieri della Compagnia di Casarano hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Lecce, che ha portato all’arresto di quattro persone: due sono finite in carcere e due ai domiciliari. L’indagine, coordinata dalla Procura salentina, ha fatto luce su una scia di colpi messi a segno tra febbraio 2024 e marzo 2025 in diversi comuni della provincia di Lecce. Sotto accusa sono finiti un 48enne e un 19enne di Casarano (padre e figlio) e una coppia di Taviano (28 e 24 anni), indagati a vario titolo per associazione per delinquere, furto aggravato e ricettazione.

Secondo gli investigatori, il gruppo operava seguendo un protocollo collaudato. Il raggio d’azione comprendeva aziende, cantieri e, soprattutto, impianti fotovoltaici. Una volta sottratti i cavi elettrici, il rame veniva estratto per essere rivenduto a centri di raccolta autorizzati tra Melissano e Racale. Le attrezzature agricole ed edili venivano invece piazzate rapidamente sul mercato nero a prezzi irrisori.

IL FURTO DI RAME E LA SVOLTA NELLE INDAGINI DELLA PROCURA DI LECCE

L’inchiesta ha preso slancio da un inquietante episodio avvenuto nel settembre 2024: un incendio doloso ai danni di un’azienda di distribuzione bevande a Casarano, appiccato utilizzando un’auto rubata. Sebbene gli autori del rogo (probabilmente legato a dinamiche estorsive) siano ancora in fase di identificazione. I Carabinieri sono riusciti a risalire ai responsabili del furto del veicolo, scoperchiando l’intera rete criminale. Tra i numerosi episodi contestati spiccano due furti di ingente entità che testimoniano la capacità operativa della banda. Ad ottobre 2024 a Cannole sottratti 10 quintali di cavi per alta tensione da un cantiere, per un valore di 25.000 euro. Mentre a marzo 2025, Andrano ci fu colpo record in un impianto fotovoltaico. Ci sarebbe stato il taglio di ben sei chilometri e mezzo di cavi di rame. Il danno stimato ammonta a 75.000 euro.

RUOLI E ORGANIZZAZIONE

Le “menti” del gruppo sono considerate il 48enne di Casarano e il 28enne di Taviano, entrambi tradotti in carcere. Il figlio 19enne del primo avrebbe partecipato alle incursioni, mentre la 24enne di Taviano avrebbe avuto compiti logistici cruciali. La donna secondo gli inquirenti si occupava del trasporto, della vendita e del reperimento di prestanome per fornire i documenti necessari alla cessione del metallo nei centri di raccolta. È accusata inoltre di aver presentato una falsa denuncia di furto della propria auto per coprire il coinvolgimento del mezzo in un colpo fallito.

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