L'effetto Pohjanpalo: il Palermo non può più nascondersi
- Postato il 10 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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Ventritrè partite da titolarissimo, 15 goal e 5 assist. Sono questi i numeri di Joel Pohjanpalo, il vichingo finlandese che con la sua chioma bionda e il suo senso del goal sta facendo innamorare la piazza rosanero. Gioele, come viene simpaticamente chiamato sui social, è un fenomeno sociale legato alla provincia italiana che merita di essere approfondito.
Le origini
Era l’agosto del 2022 quando il Venezia acquistava a titolo definitivo Pohjanpalo dal Bayer Leverkusen. Il primo ottobre di quell’anno segna il primo goal italiano contro il Cagliari, e da lì a fine stagione collezionerà 19 reti e sette assist vincendo anche il titolo di MVP della Serie B ad aprile e maggio (primo calciatore nella storia del torneo a vincerne due di fila). Porta gli arancioneroverdi in A e diventa capitano del club conquistandosi l’affetto dei tifosi che impazziscono sugli spalti del Penzo. “Il Doge biondo”, fresco del suo nuovo appellativo, diventa icona della Serenissima.
Poi arriva la chiamata del Palermo, nel febbraio del 2025, all’ultimo giorno del calciomercato invernale. I siculi offrono 5,5 milioni di euro facendolo esordire il 9 dello stesso mese nello scontro casalingo contro lo Spezia. Lo scorso anno le aquile terminano la corsa play-off contro la Juve Stabia, ma quest’anno l’antifona sembra essere completamente diversa.
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I numeri da capogiro
Pohjanpalo è una macchina da goal infermabile, anche se parte del merito è anche di una squadra che ha imparato a dialogare con il suo gioiello offensivo. In un solo anno solare, l’attaccante è già diventato il quinto miglior cannoniere straniero della storia del Palermo, superando nomi come Vazquez, Amauri e Vycpalek. Come riportato da diverse fonti e amanti delle statistiche, Pohjanpalo viaggia a una media di un goal ogni due partite. E a beneficiarne è anche mister Inzaghi, che ha raggiunto le sei vittorie consecutive al Barbera superando le cinque ottenute due stagioni fa da mister Corini ed eguagliando il primato storico del Palermo 1974\1975 allenato da Viciani. Insomma, se è vero che il calcio è un gioco di squadra, questa squadra ne è l’assoluta dimostrazione.
Eppure, in una intervista rilasciata qualche giorno fa su Repubblica, Gioele non ha mancato di esporsi a riguardo: “I numeri fanno piacere, sarebbe sbagliato dire il contrario, ma non do molto peso alle statistiche. Per un attaccante il gol è importante, ma la cosa che conta davvero è quanto riesci a incidere per la squadra”, aggiungendo però anche che “(Inzaghi, ndr) è un allenatore che trasmette energia e ha un grande carisma. Sa cosa vuol dire vincere e ce lo trasmette ogni giorno. Soprattutto durante le riunioni tecniche sa come spronarci e motivarci, sono quelli i momenti in cui si costruiscono le vittorie e ne siamo tutti consapevoli”.
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Il rapporto con la città
Ma c’è anche un Pohjanpalo lontano dal campo, incuriosito dalla bellezza mediterranea di Palermo e dal multi-culturalismo che la caratterizza. Nella medesima intervista, il finlandese ha parlato della cultura vinicola della regione. E, se a Venezia si era abituati a vederlo con una birra in mano, è l’Etna Rosso ad aver colpito il giocatore. E parole di elogio sono state rivolte anche alla città e ai suoi abitanti: “Il Palermo rappresenta qualcosa di grande per i palermitani, per questo mi impegno a ricambiare questo sentimento con il lavoro e con tutto il mio impegno”. Una calorosità umana, quella degli abitanti del capoluogo, apprezzata dal talento proveniente dai fiordi. “Giorno dopo giorno io e mia moglie proviamo a scoprire qualcosa di nuovo di questo luogo magnifico. È una città piena di bellezze e di una cultura millenaria che lascia senza fiato chi la scopre per la prima volta”.
La storia d’amore tra il calciatore e Palermo sembra destinata a grandi cose. Chissà che a maggio lo stesso non possa festeggiare, con uno storpiato ma buffo accento locale, il ritorno in serie A delle Aquile dopo diversi anni.