L'evoluzione di Re Pietro Iemmello: meno gol, più assist, stessa leadership. Cosa è cambiato

  • Postato il 12 marzo 2026
  • Di Virgilio.it
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C’è un’immagine che più di ogni altra descrive la metamorfosi di Pietro Iemmello nella stagione di Serie B 2025-2026: non è un’esultanza rabbiosa sotto la curva dopo un gol di rapina, ma un passaggio filtrante, millimetrico, che taglia in due le difese avversarie per mandare in porta un compagno.

Per anni, “Re Pietro” è stato il terminale offensivo implacabile, il predatore d’area capace di segnare 28 reti in una sola stagione di C e di trascinare il Catanzaro ai vertici della Serie B a suon di doppiette.

Oggi, a 34 anni, il sovrano di Catanzaro ha cambiato pelle, trasformandosi in un regista offensivo totale senza perdere un briciolo del suo carisma e della capacità di fare gol quando serve.

I numeri della trasformazione

I dati della stagione in corso, aggiornati alla 29° giornata, parlano chiaro e fotografano un cambiamento radicale nel peso specifico del numero 9 giallorosso. Iemmello ha giocato 29 partite su 29 per un totale di 2417 minuti. È partito 28 volte titolare ed ha messo a referto 7 gol e ben 9 assist. Se confrontiamo queste cifre con il passato, emerge una tendenza netta. Il bomber solitario e per natura “egoista” ha lasciato il posto all’uomo assist, al facilitatore del gioco di Alberto Aquilani.

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Nella stagione 2023-2024 e in quella successiva, infatti, Pietro Iemmello viaggiava su medie realizzative ben più alte (15 e 16 gol rispettivamente), ma con un numero di assist ampiamente inferiore. Oggi, la statistica dei passaggi vincenti lo vede stabilmente nelle tre posizioni di vertice della Serie B. E non è solo una questione di generosità, ma di un nuovo modo di stare in campo richiesto anche dall’evoluzione tattica impressa dalla guida tecnica. Scopriamo come e perchè

L’analisi del campo: oltre i numeri freddi

E se guardiamo con occhio attento il dettaglio e la sostanza di questa stagione, i numeri smettono di essere fredde statistiche e diventano il racconto di un calciatore che è diventato totale. Con le già citate 29 presenze collezionate finora, Pietro Iemmello si conferma il perno inamovibile dello scacchiere giallorosso. E la sua diventa molto più che una presenza fisica, ma una costante fattoriale di partecipazione alla manovra.

Da un lato i 7 gol messi a segno mostrano un finalizzatore ancora cinico, ma decisamente meno ossessionato dalla porta rispetto al passato. Una “leggerezza” sotto rete che gli ha permesso di alzare drasticamente il livello qualitativo del suo gioco corale, portandolo a firmare ben 9 assist, il suo record personale assoluto in Serie B.

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Ma l’evoluzione più sorprendente di Re Pietro riguarda il sacrificio. I dati ci dicono che Iemmello ha già recuperato 51 palloni, un numero impressionante per una punta, che testimonia un lavoro di pressing e ripiegamento mai visto prima in carriera. Il tutto senza perdere in lucidità, come dimostra il dato sulla precisione dei passaggi superiore al 75%. Una percentuale che lo trasforma, di fatto, nel regista aggiunto della squadra. Un calciatore capace, quindi, di ripulire ogni pallone che transita negli ultimi trenta metri.

La nuova collocazione tattica: il punto di riferimento mobile

Ma cosa è cambiato a livello tattico nella vita sportiva di Iemmello? Sotto la gestione di Aquilani il Catanzaro ha adottato un calcio fatto di possesso e rotazioni continue. In questo scacchiere tattico, Iemmello non agisce quindi più come un classico centravanti o come un finalizzatore puro. L’attaccante nato proprio a Catanzaro nel 1992 spesso si abbassa sulla linea dei trequartisti per ripulire palloni sporchi, attirando su di sé i difensori centrali avversari e creando così lo spazio per gli inserimenti dei centrocampisti o degli esterni.

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Ma non solo. La sua capacità di leggere il gioco in anticipo gli permette di servire assist tanto con cross e appoggi semplici, quanto con verticalizzazioni che richiedono una visione di gioco da numero 10 classico. Una giocata che in questa stagione gli abbiamo visto fare spesso. Un fattore che lo ha fatto diventare il primo creatore di occasioni da rete. In sostanza meno finalizzazione diretta, ma comunque costante, e molta più influenza sulla manovra complessiva.

La leadership del Capitano

Ma se i gol sono diminuiti, la leadership non ha subito flessioni. Anzi. In una stagione che ha visto il Catanzaro attraversare momenti di grande flessione e di critiche aspre, Aquilani ha seriamente rischiato la panchina, la figura di Pietro Iemmello è stata il collante dello spogliatoio. Essere “Re Pietro” a casa propria non è facile, le aspettative sono altissime e ogni passaggio a vuoto viene amplificato.

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Ma il numero 9 giallorosso ha saputo gestire questa pressione evolvendo anche caratterialmente. Lo abbiamo visto meno nervoso con gli arbitri e più propenso a incoraggiare i compagni più giovani, come il talento emergente Alphadjo Cissè (ora fermo ai box per un infortunio muscolare). La sua esultanza dopo l’assist fornito nel recente 3-2 contro l’Empoli è stata emblematica. Una corsa verso il compagno marcatore, quasi a voler sottolineare che la gioia del servizio è pari a quella della rete.

Maturità e intelligenza calcistica

L’evoluzione di Iemmello è il segnale di una grande intelligenza calcistica. Molti attaccanti, superati i trent’anni, infatti, faticano ad accettare l’allontanamento dalla porta e la diminuzione del proprio bottino personale. Iemmello ha fatto l’esatto opposto. Ha capito che per restare determinante in una categoria fisica e logorante come la Serie B, doveva mettere la sua tecnica superiore al servizio della squadra.

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E anche qui sono i numeri a dare la spiegazione migliore. Il “nuovo” Iemmello corre di più in termini di km percorsi, partecipa attivamente alla fase di non possesso e gestisce i ritmi della partita. È diventato un giocatore totale, capace di decidere le gare non solo con il tiro, ma con l’ultimo passaggio.

Un Re più moderno

In buona sostanza il Catanzaro edizione 2025-2026 è una squadra che non dipende più esclusivamente dai gol del suo capitano, ma che non può fare a meno della sua sapienza tattica. I 7 gol segnati finora restano pesanti, ma sono i 9 assist a raccontare la bellezza del suo momento agonistico. Un crepuscolo che di “tramonto” ha davvero ben poco e somiglia molto di più a una nuova alba professionale.

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Re Pietro non ha abdicato, ha semplicemente cambiato il modo di governare il suo regno. Non più un monarca assoluto che vive per il gol, ma un sovrano illuminato che distribuisce palloni d’oro ai suoi sudditi, portando il Catanzaro verso obiettivi sempre più ambiziosi. E il messaggio agli avversari è chiaro, non basta più marcarlo stretto e a uomo in area, perché ora il pericolo può nascere da ogni sua giocata, anche a trenta metri dalla porta.

Autore
Virgilio.it

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