Libeccio, Manfredi voleva avvicinare i familiari del pentito Marino per indurlo a ritrattare

  • Postato il 12 marzo 2026
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Libeccio, Manfredi voleva avvicinare i familiari del pentito Marino per indurlo a ritrattare

Dall’inchiesta Libeccio emerge il tentativo di Manfredi di far ritrattare il pentito Marino sull’omicidio Tipaldi in cambio di 50mila euro.


ISOLA CAPO RIZZUTO – «Basta che dica la verità e faccia dichiarazioni nuove all’avvocato. Gli darei i soldi subito. Cinquantamila euro. Però deve dire la verità». Pasquale Manfredi detto “Scarface” puntava ad avvicinare i familiari del collaboratore di giustizia Vincenzo Marino per indurlo a ritrattare. Anche sulla base delle sue dichiarazioni, Manfredi è stato condannato all’ergastolo, in via definitiva, per l’omicidio di Pasquale Tipaldi, compiuto la vigilia di Natale 2005 in piena guerra di mafia a Isola Capo Rizzuto. Nel giorno stesso in cui il capo del gruppo criminale sgominato l’altra notte con l’operazione Libeccio dai carabinieri apprende la notizia del rigetto del ricorso difensivo da parte della Cassazione, viene intercettato mentre, dal carcere, invita la coindagata Daiane Perziano ad avvicinare i familiari del pentito.

OBIETTIVO REVISIONE

Successivamente, Manfredi chiederebbe alla donna di contattare Antonio De Biase, esponente della criminalità organizzata crotonese, per intercedere con la famiglia Marino. Alla fine, Manfredi contatta telefonicamente proprio De Biase, sempre dal carcere, attraverso l’utenza in uso alla donna. «Tonio, amico mio, siete l’unico qui a Crotone. Non dico tu ma tramite qualcuno che con lui tiene un rapporto. Tramite qualche ragazza, tramite qualche amico suo che parlino con la mamma e con le sorelle. Quando si sentono. Perché si sentono. L’altra volta lui era in carcere ad Ascoli Piceno perché mio figlio era ad Ascoli Piceno». E ancora: «Tonì, mi dovete aiutare, una volta che noi facciamo fare queste dichiarazioni scritte, e deve dire la verità, mi posso fare la revisione». De Biase non si rifiutava di intercedere ma obiettava che avrebbe dovuto trovare i “modi giusti”.

EX PENTITO

Manfredi puntava a ottenere nuove prove per impugnare la sentenza irrevocabile attraverso il mezzo straordinario della revisione. La conversazione si spostava poi su affari di droga. Scarface, in particolare, offriva la sua disponibilità ad appoggiare il proprio interlocutore tramite propri canali campani. Appena il caso di rilevare che Marino non riveste più lo status di collaboratore di giustizia. L’ex esponente della cosca Vrenna Bonaventura di Crotone è stato arrestato di recente essendo ritenuto al vertice di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti scoperta nel corso di un’indagine della Squadra Mobile di Ascoli Piceno.

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